L’Arte di Magritte

I miei video!

“Professore, è vero tutto questo? O sta accadendo solo nella mia mente?”
“Certo che è nella tua testa Harry, dovrebbe voler dire che non è vero?”
(cit. Silente)

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog!
Oggi vi voglio parlare di un uomo belga nato nel 1898, il cosiddetto “tranquillo sabotatore” che ha trascorso la propria vita ad ingannare gli occhi di tutti attraverso le sue tele e che noi oggi conosciamo come il padre del surrealismo, o meglio, di un tipo specifico di surrealismo.

Se da una parte infatti, c'è il surrealismo eccentrico, folle e allegorico di Dalì, che prendeprende le forme comuni e le fa sciogliere, le spezzetta, e le trasforma talvolta in mostri, talvolta in forme inconcepibili

Se da una parte infatti, c’è il surrealismo eccentrico, folle e allegorico di Dalì, che prende le forme comuni e le fa sciogliere, le spezzetta, e le trasforma talvolta in mostri, talvolta in forme inconcepibili, dall’altra parte c’è un surrealismo delicato nell’uso dei colori, nonché poeticamente filosofico, ovvero quello di Magritte.

Magritte infatti veicola figure e immagini apparentemente semplici attraverso quella che può essere intesa come la madre della contemporanea arte concettuale

Magritte infatti veicola figure e immagini apparentemente semplici attraverso quella che può essere intesa come la madre della contemporanea arte concettuale, un’arte che, prima di voler apparire, vuol farsi sentire attraverso un messaggio che era dormiente dentro di noi e che ora d’un tratto si è risvegliato.

un'arte che, prima di voler apparire, vuol farsi sentire attraverso un messaggio che era dormiente dentro di noi e che ora d'un tratto si è risvegliato.

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Ma questo è solo uno dei motivi per cui Magritte è ritenuto un caposaldo della corrente del surrealismo.
Il suo è un surreale minimale che è d’effetto e lascia poco spazio alle domande e molto all’immaginazione. La stessa immaginazione da cui scappa e alla quale ritorna sempre il fantomatico protagonista con la bombetta dei suoi quadri, il Mr Truman che ha paura di avere ragione, il Mr Banks che sogna la rottura, che sogna un segno arrivatogli dall’alto per liberarlo da qualcosa, ma cosa?

La silenziosa transizione fra i confini che ci siamo autodefiniti, come il confine fra terra e cielo, fra tela e paesaggio, fra giorno e notte è la stessa che avviene fra la mente dello spettatore e la rumorosa assenza all’interno delle tele di Magritte.

fra tela e paesaggio, fra giorno e notte è la stessa che avviene fra la mente dello spettatore e la rumorosa assenza all'interno delle tele di Magritte

La sua è un’arte che si espande su ogni piano, come un battito che parte dal cuore e arriva a pulsare fino alla superficie della pelle, un surrealismo quasi impercettibile, che si può sentire solo fermando il tempo, azzittendo il mondo e poggiando l’orecchio il più vicino possibile.

La sua è un'arte che si espande su ogni piano, come un battito che parte dal cuore e arriva a pulsare fino alla superficie della pelle,

un surrealismo quasi impercettibile, che si può sentire solo fermando il tempo, azzittendo il mondo e poggiando l'orecchio il più vicino possibile.

Quello di Magritte è un surrealismo sottile, che sfugge all’occhio poco attento, e proprio per questo viene spesso usato non come mezzo per fuggire dalla realtà, ma per immergervi, e per riuscire a comunicare al mondo i propri dubbi, le paranoie altrimenti inspiegabili a parole.


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ma per immergervi, e per riuscire a comunicare al mondo i propri dubbi, le paranoie altrimenti inspiegabili a parole.

Magritte è la voce all’interno della testa che si manifesta alla persona che si ha davanti quando non si ha la forza di confidarsi, e alla domanda “come stai?” si risponde “sto bene” anche quando non è così.
Così come il surreale di Magritte sfugge all’occhio distratto, allo stesso modo nella vita di tutti i giorni, talvolta ci sfuggono certi comportamenti delle altre persone, che se notassimo potrebbero raccontarci quello che succede nella loro mente, dietro a quel “sto bene.”

Ciò che mi ha avvicinato all’arte di Magritte infatti, è stata la consapevolezza che il quadro ti riflette, non per come sei fuori, ma per come ti senti dentro.
E’ un tentativo di capirsi, di intuire quale sensazione può portarti a sentirti leggero come una piuma e allo stesso tempo la testa pesante come piombo.

Non è un caso che per spiegare la sensazione di certi disturbi dissociativi si ricorra ai suoi quadri: perché dire “mi sento fuori dal mio corpo” pare un’affermazione estraniante dalla concezione e comprensione di chiunque, ma basta questo quadro per capire esattamente cosa si intende.

ma basta questo quadro per capire esattamente cosa si intende.

I quadri di Magritte sono i viaggi della nostra mente, sono le giornate impiegate a smaltire la paranoia incombente sopra di noi, sono le passeggiate lontane da tutti gli altri quando si è immersi in una propria passione, a dimostrare che ogni cosa può essere reale anche se è solo nella tua testa.

Non è un caso che per spiegare la sensazione di certi disturbi dissociativi si ricorra ai suoi quadri perché dire mi sento fuori dal mio corpo pare un'affermazione estraniante dalla co

sono le passeggiate lontane da tutti gli altri quando si è immersi in una propria passione

Con Magritte ciò che era nell’etere diventa d’un tratto tangibile, perché la sua arte dà voce a ciò che è invisibile, all’indefinibile che sta sotto alla pelle, a ciò che per noi è inspiegabile e che eppure viene proprio da noi, da ciò che taciamo, da ciò che ci auto-infliggiamo senza rendercene conto e senza che ce ne curiamo, da ciò che le altre persone nascondono e che noi ignoriamo.

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da ciò che taciamo, da ciò che ci autoinfliggiamo senza rendercene conto e senza che ce ne curiamo, da ciò che le altre persone nascondono e che noi ignoriamo

Proprio per questo, anche se può apparire così, l’arte di Magritte non è un’arte di solitudine, ma un’arte sulla necessità di conoscere se stessi e gli altri, e capire cosa sta succedendo dentro di sé in quanto parte del mondo.
E’ inevitabile guardare un suo quadro e intuire quello che il fantomatico uomo con la bombetta sta provando, e questo perché sei tu quell’uomo: sei tu Mr Banks, sei tu Mr Truman: un uomo che vorrebbe apparire in mezzo alla folla, che vorrebbe meravigliarsi ogni giorno per ricordare quanto è preziosa la vita, che vorrebbe guardare nella testa delle altre persone e trovare un segreto per sfuggire alla monotonia, alle finzioni, come fa Mr Truman nel Truman Show che attraversa lo sfondo Magrittiano per eccellenza e si lascia alle spalle la tela per lanciarsi nell’ignoto.

E' inevitabile guardare un suo quadro e intuire quello che il fantomatico uomo con la bombetta sta provando, e questo perché sei tu quell'uomo

Un uomo che vorrebbe apparire in mezzo alla folla, che vorrebbe
guardare nella testa delle altre persone e trovare un segreto per sfuggire alla monotonia, alle finzioni
e si lascia alle spalle la tela per lanciarsi nell'ignoto.

Magritte è il pittore di tutti quelli che si imbarazzano di fronte alle proprie idee, tanto che non hanno mai avuto il coraggio di confidarle a qualcuno. Nemmeno a loro stessi.
Magritte dipinge il tentativo di nascondere ciò che rende umani; il desiderio di mimetizzarsi, di una quiete interiore seppur fuori dall’ordinario.

Magritte dipinge il tentativo di nascondere ciò che rende umani; il desiderio
di mimetizzarsi, di una quiete interiore seppur fuori dall'ordinario.

Proprio come la sua arte dà ad intendere, il surrealismo grazie a Magritte ha rappresentato una porta che va oltre la realtà visibile, oltre il concetto di terreno e aldilà, di immaginazione e realtà.

, oltre il concetto di terreno e aldilà, di immaginazione e realtà.

Il mondo pare ad un tratto troppo pieno di tutto, e al contempo troppo vuoto sotto al cielo.

Il mondo pare ad un tratto troppo pieno di tutto, e al contempo troppo vuoto sotto al cielo.

Se vi interessa approfondire questo artista, QUI potete acquistare gli Scritti di Magritte e QUI il Libro sulle sue Opere.

Ci vediamo al prossimo artista!

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Jeremy Miranda VS Dario Maglionico

I miei video!

“Quando il vento del cambiamento soffia, c’è chi costruisce muri e chi costruisce mulini a vento”
(antico detto Cinese)

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog! Io sono Ary e oggi parliamo di trasformazione, di convergenze fra due artisti e fra realtà e immaginazione.
Oggi infatti vi porto un nuovo confronto fra artisti poco conosciuti, il primo è americano, nato a Newport nel 1980 e l’altro è italiano, nato a Napoli nel 1986: vi presento Jeremy Miranda e Dario Maglionico!

Una sola, vasta tela; in essa due e più quadri che si incontrano.
Questo è ciò che sembra l’arte di Jeremy Miranda.

La natura sconfina fino a soverchiare lo spazio altrui, in una convergenza di realtà parallele che diviene quasi una collisione. Pare un mondo cresciuto a metà, bloccato fra due portali, che continua a trasformarsi, ad evolversi in questo stato dimezzato.

La natura sconfina fino a soverchiare lo spazio altrui, in una convergenza di realtà parallele che diviene quasi una collisione

Pare un mondo cresciuto a metà, bloccato fra due portali, che continua a trasformarsi, ad evolversi in questo stato dimezzato

Vediamo scorci di tutti gli oggetti che si sono smarriti nell’universo e che si sono catapultati in posti remoti, eppure così vicini che possiamo toccarli con mano.

Vediamo scorci di tutti gli oggetti che si sono smarriti nell'universo e che si sono catapultati in posti remoti, eppure così vicini che possiamo toccarli con mano

In questi luoghi così vasti e al contempo familiari sentiamo un nuovo livello del sublime romantico di Caspar Friedrich.
È una vastità che sa di claustrofobia, annegamento, assideramento e insieme quiete. Quiete piacevole e soffocante, sterminata in confronto a noi.

1 del sublime romantico di Caspar Friedricheuna vastita che sa di claustrofobia annegamento assideramento e insieme quiete Quiete piacevole e soffocante sterminata in confronto a noi

2 del sublime romantico di Caspar Friedricheuna vastita che sa di claustrofobia annegamento assideramento e insieme quiete Quiete piacevole e soffocante sterminata in confronto a noi

Così come in queste opere si fondono più piani di vari mondi, allo stesso modo c’è una fusione fra stili pittorici, un incontro fra le onde di Courbet, con un tocco di impressionismo di Turner e l’alienazione del surreale “Impero delle Luci” di Magritte.

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Tutti gli elementi si trasformano assieme all’ambiente: le montagne diventano fuoco, le foreste diventano liquide, e le onde diventano cielo mentre delle scale ci indicano la via della gravità, come un Bifrost elementare.

Tutti gli elementi si trasformano assieme all'ambiente le montagne diventano fuoco

E’ un sogno che vive all’interno del reale, un tentativo di scrutare le profondità delle pozzanghere, A far vivere gli elementi circondati da altri elementi, per sfidare la potenza della natura.

A far vivere gli elementi circondati da altri elementi, per sfidare la potenza della natura.

Ma c’è anche la nostalgia della memoria: quella casa ci pare tanto familiare, quasi come un ricordo che abbiamo cercato di cancellare e che ci tormenta

1 quella casa ci pare tanto familiare, quasi come un ricordo che abbiamo cercato di cancellare e che ci tormenta

E proprio attraverso quel ricordo, quella porta spalancata, atterriamo nel soggiorno di Dario Maglionico.

atterriamo nel soggiorno di dario maglionico, si passa dalla luce fioca e fredda ad un piacevole tepore casalingo
Si passa dalla luce fioca e fredda ad un piacevole tepore casalingo.
Non c’è spazio per il mondo esterno, c’è bisogno di un collage che sappia di umano, di movimento, frenesia, ansia, imbarazzo, squilibrio umorale, ma anche entusiasmo per le piccole cose: per le trasformazioni di ogni giorno che, impercettibili, mutano le persone e l’ambiente tutt’intorno.
L’atto di incorniciare tutto questo Dario maglionico lo chiama Reificazione.

Dario Maglionico, Reificazione #22, oil on canvas, 110 x 160 cm, 2017

ma anche entusiasmo per le piccole cose per le trasformazioni di ogni giorno che impercettibili mutano le persone e lambiente tuttintorno

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E’ il dietro le quinte dei personaggi che interpretiamo quando varchiamo la soglia e usciamo in un ambito sociale.
E’ il camerino dove si mostrano i veri difetti e pregi delle persone, dove si sente il tempo passare mentre la mente rimugina.

è il dietro le quinte dei personaggi che interpretiamo quando varchiamo la soglia e usciamo in ambito sociale

è il camerino dove si mostrano i veri difetti e pregi delle persone, dove si sente il tempo passare mentre la mente rimugina

Qui non c’è il surreale, c’è solo la magia di vedere spianate tutte le possibilità percorribili e immaginabili all’interno di un piccolo spazio, la pacifica ribellione nei propri confini, al sicuro da tutti, tranne che da se stessi e dalle proprie intenzioni.

Qui non c'è il surreale, c'è solo la magia di vedere spianate tutte le possibilità percorribili e immaginabili all'interno di un piccolo spazio

la pacifica ribellione nei propri confini, al sicuro da tutti, tranne che da se stessi e dalle proprie intenzioni

Anche il tempo si ferma a contemplare e a domandarsi cosa sia effettivamente il presente, il futuro e il passato e ammira tutte queste persone che non se lo stanno chiedendo. Persone minuscole che si perdono in piccoli problemi e preoccupazioni, come se contassero qualcosa.

Anche il tempo si ferma a contemplare e a domandarsi cosa sia effettivamente il presente, il futuro e il passato e ammira tutte queste persone che non se lo stanno chiedendo

Persone minuscole che si perdono in piccoli problemi e preoccupazioni, come se contassero qualcosa.

All’interno dell’arte di Jeremy Miranda e di Dario Maglionico si dispiega il potenziale cosmico della Monade di Leibniz dei paesaggi che abbiamo dentro di noi e degli elementi che costruiscono le case, della velocità a cui crescono le piante, e della lentezza dei nostri pensieri. Abbiamo dentro di noi il potenziale dell’universo.

Fatemi sapere se questo articolo vi è piaciuto e di quali altri artisti poco conosciuti vorreste sentir parlare.

Ci vediamo al prossimo artista!

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Il Mondo di Poppy #Gigabeat

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Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Questo articolo vuole essere il primo di una nuova rubrica artistica che mira ad esplorare più forme dell’arte e che affiancherà gli articoli sugli artisti poco conosciuti: oggi voglio parlarvi del primo di una serie di fenomeni del web che mi hanno particolarmente colpito, e in particolare di una Youtuber che mi ha ispirato l’idea di questa nuova rubrica sull’arte multimediale dei nostri giorni, sulla fusione fra più veicoli di creatività, e sulle performance che hanno smosso i media e che sono le più meritevoli a parer mio di attenzione.
Parliamo dunque di POPPY!

Per chi non la conoscesse Poppy è una giovane cantante americana di 22 anni, ma ciò che mi interessa non sono tanto le sue canzoni su Spotify, quanto il suo canale youtube e più nello specifico, il personaggio che incarna.

Il suo aspetto vincente e associare due elementi contrastanti la musica elettronica darkambient
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Quella di Poppy infatti è diventata una figura virale all’interno del web grazie ai suoi video inquietanti e dall’estetica delicata, che provocano a lungo andare uno straniamento ipnotico: a primo acchito potrebbe sembrarvi semplicemente una Luna Lovegood di youtube, ma che piaccia o venga reputata una perdita di tempo, che intenda dare spettacolo o lanciare un messaggio artistico, a discapito dunque di tutti i se o i ma io credo che ci sia un concetto più profondo dietro ai suoi video.

ma che piaccia o venga reputata una perdita di tempo, che intenda dare spettacolo
o lanciare un messaggio artistico, a discapito dunque di tutti i se o i ma io credo che ci sia un concetto piu profondo dietro ai suoi video

Lo dico a partire dal semplice fatto che non sono definibili: possiamo provare ad avvicinare i termini Vaporwave, Harajuku, Kawaii, Ethereal, ma Poppy diventa un’arte a sé stante, l’arte di un mondo diverso.

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Il suo aspetto vincente è associare due elementi contrastanti: la musica elettronica dark ambient e le sue poche parole, recitate dalla sua fragile voce, un secondo prima angelica e un secondo dopo inquietante.

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L’effetto che risulta è l’equivalente di quando, guardando un film horror vediamo comparire dal nulla una bambina, una figura pura che nel contesto tuttavia è talmente fuori posto da scardinare il senso e le sensazioni dello spettatore, risultando assai più raccapricciante di un comune mostro.

non appena finisci di vedere un suo video capisci che c'era bisogno di lei nel sentiero olistico di youtube (2)

una figura pura che nel contesto tuttavia e talmente fuori posto da scardinare il senso e le sensazioni dello spettatore, risultando assai più raccapricciante di un comunemostro

Nel vedere Poppy per la prima volta mi è venuto in mente un personaggio di un film in particolare, un personaggio che ci accompagna nello spirito durante tutta la pellicola in questione e che compare per pochi memorabili secondi solo alla fine: la Principessa de “La Storia Infinita”.

La figura estraniante della Principessa che sussurra parole con dolcezza mentre il suo mondo tutt’intorno cade a pezzi mi ricorda moltissimo il personaggio di Poppy.
Lo sguardo di lei in un primo momento vacuo e inespressivo, quasi ingenuo, si trasforma subito dopo in una disperata malinconia.

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Così come La Principessa è l’unica che parla direttamente a Bastian dal libro, un fenomeno tanto strano quanto fondamentale, così ci guarda Poppy, scombussolandoci nella nostra zona di comfort, in casa nostra, mentre la guardiamo.

Poppy può apparire come un fenomeno ridicolo, ma è innegabile che sia un fenomeno necessario: non appena finisci di vedere un suo video capisci che c’era bisogno di lei nel sentiero olistico di youtube, che ora che l’hai vista e non si scolla dalla tua mente, ti pare impossibile immaginare un mondo senza la sua esistenza, proprio come una Brenda Starr del 21esimo secolo.

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Poppy è proprio questo: un cartone animato intermittente, che ci si aspetta di ritrovare come una delle Nuove Divinità di American Gods: come la protetta di Media, come una figlia di Mr World, come la sorella di Technical Boy.

che ci si aspetta di ritrovare come una delle Nuove Divinità di American Gods

Si sta formando una nuova corrente e Poppy è il fenomeno chiave per renderci conto di che forma ha il Dio della Nuova Estetica.
In lei si vede un legame profondo in particolare fra l’estetica ben definita di Tumblr e la moda odierna: il biondo elfico, i font intermittenti, i colori neon o pastello, fra il vintage e la parodizzazione/ossessione della tecnologia.

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Echeggia attraverso suoni elettronici su Spotify in versioni Dream Pop, Indietronica, e si riversa in artisti come Grimes (camaleontica, sognante e iperattiva);

in artisti come Grimes, camaleontica, sognante e iperattiva

Die Antwoord (sinistra e pallida che fa del disagio e del bizzarro una virtù quotidiana);

Die Antwoord, sinistra e pallida che fa del disagio e del bizzarro una virtù quotidiana

Marina and the Diamonds (delicata come una bambola e dai testi malinconici);

Marina and the Diamonds, delicata come una bambola e dai testi malinconici

Aurora (fragile e acqua e sapone), e la lista va avanti indisturbata.

Aurora, fragile e acqua e sapone

E’ una fusione stilistica di musica e arte visiva che in futuro aprirà la via a ulteriori generi, come nuove teste dell’Idra che spuntano impercettibili a incorniciare il secolo che stiamo vivendo.

Fatemi sapere se vi piacerebbe che continuassi questa rubrica e se sì ditemi quali fenomeni artistici del web vi hanno scosso o meravigliato, possono essere qualsiasi cosa!
Ci vediamo al prossimo articolo!

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L’Arte e la Filosofia di Escher

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“L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà.”
(Paul Watzlawick)

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog! Io sono Ary e oggi sono qui per parlare con voi di un artista alquanto noto e apprezzato, che ha rappresentato un’enorme fonte di ispirazione per film, libri e perfino giochi di psicologia.

Nato nel 1898, è stato un incisore e grafico olandese nonché un amante del paradosso, che grazie alla sua arte ha dato forma all’impossibile e dispiegato i limiti della concezione e coscienza umana.
Un uomo che ha confessato di sentirsi più simile a un matematico piuttosto che a un artista, e che tramite la sua produzione ha fatto coincidere questi due mondi apparentemente opposti.
Come avrete capito, sto parlando di M.C. Escher:
Scale, specchi, illusioni ottiche.
Questo è ciò che ci viene in mente quando nominiamo Escher, ma cosa c’è dietro questa solida struttura? Cosa si nasconde nelle ombre degli archi, nell’oscurità introspettiva della sua arte? cosa si cela dietro queste vertigini che ci colgono, in bilico sulle sue tele?

Nietzsche diceva che se si guarda troppo a lungo nell’abisso, alla fine l’abisso guarda dentro di te.
Ed è proprio questo che succede quando ci sporgiamo a guardare giù in queste opere, giù nella mente di Escher.

In un kafkiano vortice che non ha né inizio né fine, Escher ci descrive attraverso le sue immagini la trasformazione di Gregor Samsa in scarafaggio, una trasformazione nella quale Gregor non è mai del tutto scarafaggio e lo scarafaggio non è mai del tutto Gregor, poiché il protagonista delle opere di Escher, così come quelle di Kafka, è il divenire, l’atto di essere trasformato.

La vita stessa è trasformazione, è mutazione in atto e nonostante la nostra razionalità ci imponga di vedere immagini, corpi, immobilità e confini, il mondo è indaffarato nel proporci indefinibilità, sfumature, transizioni e transitorietà.

Escher tenta di mettere in immagine l’inimmaginabile, di dare forma all’informe, e in questo senso la sua opera è la rappresentazione stessa della nostra mente: essa come un Don Chisciotte immateriale, continua a combattere contro il mulino a vento del divenire per scoprirsi sempre sconfitta, naufragata, ridicolizzata.

“Metamorfosi” è la parola corretta per definire le opere di Escher, o forse per descrivere Escher stesso. Meglio ancora, “Metamorfosi” è la parola perfetta per descrivere Escher che diventa un’opera di Escher; l’autore che diventa personaggio, l’inerte che diventa vita, il caos che diventa significato.
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Circondati dall’architettura dell’impossibile, cerchiamo di tenerci in equilibrio sul corrimano immaginario, e nonostante crediamo di essere ancora padroni del nostro corpo non ci rendiamo conto che stiamo già cadendo, precipitando nella tromba inesistente delle scale, fluttuando nel vuoto abissale fino a sussultare, come quando si cade in un sogno, e ci risvegliamo di soprassalto col cuore che scalpita.

Le scale, le strutture e le architetture in apparenza semplici ti catturano lo sguardo per miglia e miglia facendoti perdere la concezione dell’equilibrio, del tempo, del vuoto e della confusione, per poi lasciarti da solo con quell’inquietudine ignota, con quella sensazione venuta dallo spazio.

Escher ci accompagna e poi abbandona nel bianco e nero, sperduti nella opaca prigionia della nostra mente, del nostro riflesso e delle nostre illusioni diplopiche.

Escher ci accompagna e poi abbandona nel bianco e nero, sperduti nella opaca prigionia della nostra mente, del nostro riflesso e delle nostre illusioni diplopiche

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Illusioni che ci catturano e spezzettano man mano che l’opera prosegue a girare e vorticare per diventare un tutt’uno con il disordine olistico.
E’ una metamorfosi che non si ferma mai, un circolo vizioso che riparte e riporta sempre alla stessa illusione di evadere dal quotidiano.

è una metamorfosi che non si ferma mai un circolo vizioso che riparte e riporta sempre alla stessa illusione di evadere dal quotidiano

Se fissiamo troppo a lungo un’opera di Escher, finiamo per diventare noi stessi illusione: abbranchiamo la luce di un meccanismo, di una vita priva di avventura, monotona e bizzarra a rincorrere noi stessi e l’Eterno Ritorno.

Se fissiamo troppo a lungo un opera di Escher, finiamo per diventare noi stessi illusioneAbbranchiamo la luce di un meccanismo, di una vita priva di avventura, monotona e bizzarra a rin

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Escher è Matrix, una simulazione d’intenti, un Truman che esce sempre dalla porta dell’illusione e che sempre vi ritorna inserendovi uno e più mondi a piacere.

Tramite l’arte egli coglie la suggestione e la trasforma in una forza magica, in un incantesimo che muove tutto, in una geometria che ci guida come una via di fuga, come l’ordine nell’irrazionalità.

Tramite l'arte egli coglie la suggestione e la trasforma in una forza magicain un incantesimo che muove tutto

in una geometria che ci guida come via di fuga, come ordine nell'irrazionalità.

Il nostro pensiero influenzato dalle sue visioni è l’ingrediente segreto: la forma che spacca i confini della realtà fino a diventare una singolarità, un portale che ricorda molto l’inizio dell’universo stesso.

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Se volete approfondire l’arte di Escher vi consiglio di acquistare il libro “Godel, Escher, Bach”: una convergenza di musica, matematica e arte in parole, e un paio di libri che riportano le sue opere e illustrazioni.

Ricordatevi di condividere questo articolo se vi è piaciuto e se volete sentirmi parlare di un artista in particolare scrivetemelo in un commento!
Ci vediamo al prossimo artista e ricordatevi che non è tutto noia ciò che pensa!

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Jamie Mills – La Natura in Vetrina

I miei video!

“L’ovvio è quel che non si vede mai, finché qualcuno non lo esprime con la massima semplicità.” 
(Kahlil Gibran)

“La semplicità è la forma della vera grandezza, di una grandezza inconscia e divenuta natura.”
(Francesco De Sanctis)

Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Io sono Ary e oggi, dopo un breve periodo di pausa, vi porto un altro artista poco conosciuto!
Abbiamo parlato di artisti che riversano tutta la loro immaginazione nelle opere che fanno: da artisti che remixano la concezione di passato e futuro a pittori che mirano a mettere a disagio lo spettatore.
Ma si può creare dell’arte solo con la semplicità?
Per scoprirlo, oggi vi porto un illustratore di New York che esplora di rivista in rivista temi come l’ambiente, la scienza e l’ecologia, rappresentandoli in un modo elementare molto particolare. Ecco a voi Jamie Mills:

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Con questo artista le frivolezze se ne stanno da parte: Jamie Mills ti costringe ad andare dritto al punto delle sue opere, dritto nel cuore di un concetto ben soppesato.

In questo video le frivolezze se ne stanno da parte Jamie Mills ti costringe ad andare dritto al punto delle sue opere, dritto nel cuore di un concetto ben soppesato

Jamie Mills sta dietro ogni quadro, dietro ogni vuoto e ogni parte spoglia, e invece di aggiungere dettagli, ti osserva attraverso il bianco per farti indovinare cosa gli sta passando per la mente.

Mills sta dietro ogni quadro, dietro ogni vuoto e ogni parte spoglia, e invece di aggiungere dettagli, ti osserva attraverso il bianco per farti indovinare cosa gli sta passando per la m

Ti fa tuffare in profondità di ciò che apparentemente profondo non è; ti fa tuffare nel minimalismo.

Ti fa tuffare nel minimalismo si tiene tutto ciò che serve e basta- un modo per liberare la mente da tutti gli strati di inutilità o abbellimento per vedere come è fatta sotto

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si tiene tutto ciò che serve e basta, un modo per liberare la mente da tutti gli strati di inutilità o abbellimento per vedere come è fatta sotto; vedere se ha bisogno di essere messa in ordine, un ordine analitico, che parte dalla punta di una matita lasciata in libertà e che ritrova la sua via accompagnata dalla squadretta, dal compasso, dalla prospettiva.

vedere se ha bisogno di essere messa in ordine, un ordine analitico, che parte dalla punta di una matita lasciata in libertà e che ritrova la sua via accompagnata dalla squadretta, dal
Jamie Mills ci mostra l’unione dell’illustrazione improvvisata e della perfezione geometrica del graphic design in modo sintetico ed efficace.

Jamie Mills ci mostra l'unione dell'illustrazione improvvisata e della perfezione geometrica del graphic design in modo sintetico ed efficace.

Ci mostra la natura in vetrina, la ribellione delle fronde che si rinchiudono in forme meticolose.

Ci mostra la natura in vetrina, la ribellione delle fronde che si rinchiudono in forme meticolose

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Ci mostra l’individualismo di un pino che cerca il proprio spazio personale, specialmente sotto natale quando tutti gli esseri umani, piccoli o grandi, si prendono la libertà di giocare con i suoi aghi.

ci mostra l'individualismo di un pino che cerca il proprio spazio personale, specialmente sotto natale quando tutti gli esseri umani, piccoli o grandi, si prendono la libertà di giocare

E’ l’individualismo di un albero scarno che vuole mettersi in mostra, perché non si sente mai abbastanza apprezzato.

E' l'individualismo di un albero scarno che vuole mettersi in mostra, perché non si sente mai abbastanza apprezzato

E’ un racconto, un intreccio di storie e testimonianze antiche che sono in cerca di qualcuno che le racconti e le liberi da loro stesse.

L’arte concettuale di Jamie Mills non si ferma alla botanica: si espande a esplorare nuovi livelli e piani, a dipingere una nuova dimensione delle montagne, la forma dell’aria che un orso emette quando esprime qualche verso o quando il suo respiro si condensa.

Larte concettuale di Jamie Mills non si ferma alla botanica si espande a esplorare nuovi livelli e piani, a dipingere una nuova dimensione delle montagne

Ci mostra la semplicità e il minimalismo per ciò che sono davvero: un messaggio importante schiacciato troppo spesso da molti messaggi inutili;

Ci mostra la semplicità e il minimalismo per ciò che sono davvero un messaggio importante schiacciato troppo spesso da molti messaggi inutili

è il fermarsi a guardare un bosco e godere solo del buio che vi è all’interno, e della luce che si riflette sulle fitte vette.
E’ il guardare dei comuni sassi e vederci dei minerali, delle pietre che possono ricordare gli odori del muschio una volta a casa.

è il fermarsi a guardare un bosco e godere solo del buio che vi è all'interno, e della luce che permette di riflettersi sulle fitte vette.

è il guardare dei comuni sassi e vederci dei minerali, delle pietre che possono ricordare gli odori del muschio una volta a casa

E’ il testimoniare un evento, un qualsiasi evento che ti faccia capire che dopo che sarà avvenuto, il mondo non sarà più lo stesso.

è il testimoniare un evento, un qualsiasi evento che ti faccia capire che dopo che sarà avvenuto, il mondo non sarà più lo stesso

Il Minimalismo anche se è all’apparenza statico, smuove forze ed è in costante mutamento, proprio come il mondo. E noi siamo qui a testimoniarlo.

Il Minimalismo anche se è all'apparenza statico, smuove forze ed è in costante mutamento, proprio come il mondo.

E noi siamo qui a testimoniarlo.

Questo è forse uno degli artisti meno conosciuti che vi ho portato, infatti è probabile che se scriverete Jamie Mills sul motore di ricerca vi verrà fuori Jamie Mills Price, che –ehm– non è esattamente la stessa cosa…

Comunque, se volete approfondire la sua arte eccovi il link al suo blog e il link ad una rivista di illustrazioni in grafite a cui ha preso parte con molti altri fantastici artisti per rappresentare i più grandi problemi ambientali e non.

Ricordatevi di condividere l’articolo se vi è piaciuto, e se volete vedermi scrivere di qualche particolare pittore, scultore e altro scrivetemelo in un commento.
Ci vediamo al prossimo artista!

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Artisti a Confronto: Miss Cyndi VS Virginia Mori

I miei video!

“Così i giorni scorrono attraverso i miei occhi
Ma sembrano sempre uguali
E questi bambini su cui sputi
Mentre cercano di cambiare il loro mondo
Sono immuni ai tuoi consigli
Sanno bene
ciò che sta accadendo loro”
(“Changes” di David Bowie)

Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Nel confronto di oggi vediamo due illustratrici contemporanee esplorare la giovinezza o, ancora meglio, ciò che si nasconde dietro di essa: il non detto.
La prima è un’artista che lavora a Taiwan dal tratto gentile e dai colori morbidi come nuvole;
la seconda invece è un’artista italiana di Pesaro e al contrario, usa raramente i colori: sceglie il bianco e nero senza fronzoli, concisa e bizzarra.
Vi presento Miss Cyndi e Virginia Mori!

Nonostante siano accomunate dalla semplicità, i soggetti di Miss Cyndi e Virginia Mori sono due facce della stessa medaglia: due gemelle separate alla nascita.

La prima gemella, plasmata dal tocco premuroso di Miss Cyndi, è delicata come carta velina, leggera come aria, poiché guarda il mondo sotto una cupola di cristallo.

Il primo nome che mi viene in mente nel guardarla è Amélie da “Il Favoloso Mondo di Amélie”.

Il primo nome che mi viene in mente nel guardarla è Amelie dal favoloso mondo di Amelie 1

In queste illustrazioni infatti vediamo la realtà attraverso gli occhi di una ragazza sognante, distratta, immersa completamente nella propria bolla di fantasia e gioco, di pensieri frivoli e colori leggeri come una piuma.

Spesso seduta nella serenità della quotidianità e monotonia, la vediamo trovare sollievo nelle piccole cose per poi cadere turbata di fronte a piccoli problemi che per lei risultano insormontabili.

per poi cadere turbata di fronte a piccoli problemi che per lei risultano insormontabili.

Attraverso i suoi occhi percepiamo il conforto e l’incanto di quella bolla che la separa dal mondo e che la fa infine restare da sola, lontana dalla normalità di tutti gli altri.

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Attraverso i suoi occhi percepiamo il conforto e l'incanto di quella bolla che la separa dal mondo

e che la fa infine restare da sola, lontana dalla normalità di tutti gli altri..jpg
Vediamo la giovinezza dipinta con la dolcezza della solitudine, ma anche la malinconia di non saper vedere la bellezza di cui tutti parlano e la convinzione di non riuscire mai a provare una vera emozione.

la malinconia di non saper vedere la bellezza di cui tutti parlano

e la convinzione di non riuscire mai a provare una vera emozione..jpg

Lo sguardo è vacuo, il volto inespressivo, mentre i pensieri sconfinano e si svelano dietro ad una trasparenza innocente.

Lo sguardo è vacuo, il volto inespressivo, mentre i pensieri sconfinano e si svelano dietro una trasparenza innocente.jpg

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La seconda gemella invece, quella di Virginia Mori, brucia come il fuoco, o meglio, si logora, come fanno le braci.

La seconda gemella invece, quella di Virginia Mori, brucia come il fuoco, o meglio, si logora, come fanno le braci

Una passata di carbone e i colori svaniscono, lasciando il posto ad un altro mondo in bianco e nero, fatto di pallore, buio e rancore.

Una passata di carbone e i colori svaniscono, lasciando il posto

Una passata di carbone e i colori svaniscono, lasciando il posto ad un altro mondo in bianco e nero, fatto di pallore, buio e rancore

A lei non interessa quello che pensa la gente, non le interessa essere colorata per piacere alle persone. Le interessa solo essere se stessa.

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E’ una gemella incompresa, dalla personalità vibrante e ribelle e dalle mille frustrazioni.
Per questo mi ricorda Susanna Kaysen, dal libro e film “Girl, Interrupted”.

è una gemella incompresa dalla personalità vibrante e ribelle e dalle mille frustrazioni. per questo mi ricorda susanna kaysen dal libro e film girl interrupted 1

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Entrambe costrette in una realtà costruita di ragazze che sottomettono e vengono sottomesse, fanno credere di volersene fregare perché troppo superiori alla competitività. Entrambe dal temperamento intrattabile.

fanno credere di volersene fregare perché troppo superiori alla competitività. Entrambe dal temperamento intrattabile

Questa gemella, al contrario di quella di Miss Cyndi, rifiuta la routine del collegio e decide di riempire i suoi vuoti con aggressività e sarcasmo.

Questa gemella, al contrario di quella di Miss Cyndi, rifiuta la routine del collegio e decide di riempire i suoi vuoti con aggressività e il sarcasmo

Si confonde con la massa per diventare due, tre e più ragazze contemporaneamente.

Si confonde con la massa per diventare due, tre, e più ragazze contemporaneamenteSi mimetizza,Si mimetizza, diventa parte integrante delle cose, dell’arredamento, tutto pur di non essere costretta a entrare in contatto con le altre, tutto per dare sfogo alla misantropia più pura.

diventa parte integrante delle cose, dell'arredamento

La gemella di Virginia Mori non sogna ad occhi aperti poiché lo trova stupido. Preferisce invece vivere negli incubi; incubi disturbanti, ma anche creativi e divertenti.

La gemella di Virginia Mori non sogna ad occhi aperti poiché lo trova stupido. Preferisce invece vivere negli incubi, incubi disturbanti ma anche creativi e divertenti.d2822efd1fa31383fb4d892bb57960ed.jpgE mentre medita sulla propria superiorità intellettuale rimpiange tuttavia di non poter svuotare la propria mente dal chiasso imperante.

E mentre medita sulla propria superiorità intellettuale

Se ne sta sul proprio letto, come fa anche la gemella di Miss Cyndi, sfinita dai propri disturbi e dalle proprie insoddisfazioni.

Entrambe si rivoltano nelle loro coperte, per sfuggire alla realtà che devono affrontare ogni giorno.

3 Entrambe si rivoltano nelle loro coperte, per sfuggire alla realtà che devono affrontare ogni giorno

Entrambe si chiedono quando tutta questa confusione finirà.

Se questo video vi è piaciuto complimenti a Miss Cyndi e Virginia Mori e pat pat a me!
Vi ricordo che su Facebook c’è il mio gruppo Aryzona dove possiamo discutere sugli argomenti del blog e del mio canale!
Ricordatevi di condividere questo articolo se vi è piaciuto e se volete sentirmi parlare di uno o più pittori in particolare scrivetemelo in un commento.

Ci vediamo al prossimo artista!

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Artisti a confronto: Xue Jiye VS Beksinski

I miei video!

“Moloch che è penetrato presto nella mia anima!
Moloch nel quale sono coscienza senza corpo!
Moloch che mi ha terrorizzato via dalla mia estasi naturale!
Moloch che io abbandono!
Svegliati Moloch! Luce che urla dal cielo!”

“Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Dopo aver parlato dei muscoli e dell’individualità dell’arte di Egon Schiele, oggi parliamo di esoscheletri e di masse sociali mettendo a confronto ben due artisti poco conosciuti.
Sono due artisti molto differenti come personalità e insieme si intrecciano a rappresentare gli aspetti più contorti della condizione umana.
Uno di questi è il mio artista preferito fra i meno conosciuti, nato a Dalian in Cina nel 1965, un artista dall’estetica raffinata, ma controversa; l’altro invece è un artista polacco nato nel 1929 che non rientra particolarmente nelle mie corde, ma mi avete chiesto in così tanti di parlarne che non avrei mai potuto dire di no.
Ed ecco dunque il confronto fra Xue Jiye e Zdislaw Beksinski.

Dai formicai di uomini di Xue Jiye trapela il sudore della fatica e del lavoro degli uomini.

Dai formicai di uomini di Xue Jiye trapela il sudore della fatica e del lavoro degli uomini. Masse che man mano che sollevano, martellano e costruiscono diventano sempre più insignificanti rispetto alle proprie creazioni, perdendo l’occhio oltre il cielo, mentre le torri di Babele crescono e crescono.

Masse che man mano che sollevano, martellano e costruiscono diventano sempre più insignificanti rispetto alle proprie creazioni

5

perdendo l'occhio oltre il cielo, mentre le torri di Babele crescono e crescono

Le facce degli uomini di Xue Jiye sono tutte uguali, tutte annebbiate dalla loro nuvola di taylorismo scellerato.

Le facce degli uomini di Xue Jiye sono tutte uguali, tutte annebbiate dalla loro nuvola di taylorismo scellerato.

Muscoli dalla potenza insostenibile e menti che non sentono più niente se non un irrefrenabile istinto di porre fine a tutto nei momenti di pausa, momenti in cui i lembi di pelle implorano di essere strappati alla schiavitù, a questa vita da robot.

Xue Jiye (12)

Poi, quando la costruzione lo richiede si torna al lavoro, e ci si ricompone per rientrare nella massa, per ritornare ingranaggio.

Poi, quando la costruzione lo richiede si torna al lavoro, e ci si ricompone per rientrare nella massa, per ritornare ingranaggio.

Xue Jiye (19)

Si ammucchiano, sgomitano per starci tutti, ma se un uomo muore non importa, verrà presto sostituito, perché la loro catena di montaggio ha un fine più alto.

Si ammucchiano, sgomitano per starci tutti, ma se un uomo muore non importa,

Costruire, sempre e comunque costruire.

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Scavare e abbattere finché tutto non li schiaccia per diventare, poco a poco, parte stessa dei muri di terra rossa.

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Passano gli anni, i secoli, i millenni.

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Ci ritroviamo ora fra antri angusti e palazzi che si ergono su fondamenta fatte di ossa e sangue: ci ritroviamo catapultati da Beksinski in una leggenda dell’orrore, sperduta nella sabbia.

Ciò che lui ci mostra è il mondo di una mente senza speranza: la sua.
Una mente che è rimasta in coma dopo un serio incidente, che vomita nella pittura l’inferno che ha vissuto.

Colori di gelo, come la sua fredda campagna polacca, di vene e di luce aliena.

Ciò che ci mostra è la società di Xue Jiye arrivata al declino. Una società dove i palazzi sono fatti di quegli stessi uomini formica i quali, dopo tutti questi millenni, sostengono ancora le strutture che stavano costruendo, perfino dopo la morte.

Ciò che ci mostra è la società di Xue Jiye arrivata al declino. Una società dove i palazzi sono fatti di quegli stessi uomini formica

I volti sparsi nel nulla sono mutilati, senza respiro.
Beksinski ci mostra la desolazione di ciò che non è più un uomo. Un uomo che si è annullato così tanto, che nel momento dell’apocalisse si ritrova a regredire a una forma ancora più ancestrale delle scimmie, una forma più simile a uno xenomorfo che a una figura terrestre.

Sono guardiani del nulla, reduci da un mondo fondato sulla massa, ben lontani dal ritrovare una qualche individualità.

Sono guardiani del nulla, reduci da un mondo fondato sulla massa, ben lontani dal ritrovare una qualche iindividualità.

L’horror vacui è un elemento dominante nelle sue immagini che rinfaccia a chi respira ancora la sublime colpa di questo impero di edifici.

L'horror vacui è un elemento dominante nelle sue immagini che rinfaccia a chi respira ancora la sublime colpa di questo impero di edifici
Zdzislaw_Beksinski_63_1024x768.jpg

La fame, la siccità, e la mente sprecata di quelli che erano uomini aleggiano come delle anime in pena alla ricerca di qualcuno che le salvi.

La fame, la siccità, e la mente sprecata di quelli che erano uomini aleggiano come delle anime in pena alla ricerca di qualcuno che le salvi.jpg

Beksinski ci mostra l’alba di un mondo senza luce, dettato dagli ultimi spiragli dell’elettricità, per entrare in una nuova era: l’era della fine della vita sulla Terra.

per entrare in una nuova era. L'era della fine della vita sulla Terra

Nell’osservare i formicai ancora vivi di Xue Jiye, e poi le ragnatele di scheletri di Beksinski, ci domandiamo cosa abbia spinto tanto in là il mondo o meglio
“Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha spaccato il cranio e ha mangiato i loro cervelli e la loro immaginazione?”

Nell'osservare i formicai ancora vivi di Xue Jiye, e poi le ragnatele di scheletri di Beksinski, ci domandiamo cosa abbia spinto tanto in là il mondo o meglio

quale sfinge di cemento e alluminio gli ha spaccato il cranio e ha mangiato i loro cervelli e la loro immaginazione la risposta è nell'urlo di allen ginsberg

La risposta è nell'”Urlo” di Allen Ginsberg:
“Moloch nel quale sediamo solitari, Il Moloch solitudine, sporco e bruttezza

Il Moloch nel quale sediamo solitari, Il Moloch solitudine, sporco e bruttezza

Moloch il grande giudicatore di uomini!

Moloch il grande giudicatore di uomini

Moloch il carcere incomprensibile! Moloch prigione senz’anima ossa in croce e Congresso di dolori!

Moloch il carcere incomprensibile Moloch prigione senz'anima ossa in croce e Congresso di dolori.jpg

Moloch i cui edifici sono sentenze!
Moloch la vasta pietra della guerra!
Moloch.”

moloch i cui edifici sono sentenze, moloch la vasta pietra della guerra

Un luogo dove ci si nutre di sofferenza, Dove viene evocato il decadimento del corpo, la fragilità della carne e al contempo, nonostante tutto, la continua lotta a non rimanere schiacciati dalle proprie creazioni, la lotta alla sopravvivenza.

Un luogo dove ci si nutre di sofferenza, Dove viene evocato il decadimento del corpo, la fragilità della carne e al contempo

nonostante tutto, la continua lotta a non rimanere schiacciati dalle proprie creazioni, la lotta alla sopravvivenza.

Se volete approfondire l’arte di questi due pittori, vi lascio il link per saperne di più su Xue Jiye, il link per acquistare il libro sulle opere di Beksinski e il link per acquistare il libro “Urlo e Kaddish” di Allen Ginsberg!

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Ci vediamo al prossimo artista!

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L’Arte di Egon Schiele

I miei video!

“Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.”
(George Bernard Shaw)
“L’arte ci consente di trovare noi stessi e di perdere noi stessi nello stesso momento.”
(Thomas Merton)
“L’arte deve confortare il disturbato e disturbare il comodo.”
(Banksy)

“Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Oggi ho scelto di rivelarvi il mio artista preferito in assoluto: un espressionista austriaco nato nel 1890, pupillo di Klimt, dalla vita breve e malinconica riempita tutta con l’intensità e la passione per l’arte: Egon Schiele.

Il primo impatto che si ha con le figure muscoli e ossa di Egon Schiele è una sensazione di disagio, di sinistra inquietudine che ci mostra come il viaggio nell’anatomia dei suoi quadri potrà cambiarci e potrà cambiare l’esperienza che abbiamo di noi stessi.

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Proprio per questo Schiele non è per tutti.
E’ l’incontro perfetto fra psicologia e pittura, lo scontro con dei traumi della propria personalità che magari non si vogliono accettare o che non si conoscevano nemmeno.

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E’ un’esperienza inusuale questa perché lo stesso viaggio che fa lo spettatore, l’ha fatto e continuerà a farlo lo stesso Egon Schiele attraverso le sue pennellate.

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Siamo di fronte alla fusione fra arte e persona, fra un lato della medaglia che dipinge l’altro e viceversa. Egon Schiele è un artista che si costruisce man mano che l’opera prende vita.
Ed è così che la tela prende il posto dello specchio.

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Di fronte ad essa non possiamo che rabbrividire, incuriosirci, spaventarci, meravigliarci, di tutto ciò che non sapevamo di essere.

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Dentro le opere di Schiele c’è lo spettro stesso della esistenza umana, della sessualità, promiscua o repressa che sia.
E’ l’esperienza di un corpo da percorrere in ogni senso.

Dentro le opere di Schiele

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Ma la cosa che più sorprende dei soggetti di Schiele è il modo in cui li dipinge.
Dall’anatomia bislacca e bizzarra, che sembra sottintendere una lotta interiore che si riflette sul corpo. Un’anatomia apparentemente impossibile, tutta contorta, in posizioni scomode e circondate da un aura di deperimento meccanico.

L’aggressiva spigolosità dei movimenti si contrappone ai costanti vuoti che Egon lascia lì, abbandonati a loro stessi, come le costanti mancanze che avvertiamo nel nostro profondo.

Mancanze che Schiele rende finalmente visibili, proprio come la pelle dalle molteplici impronte.
Essa è sporcata dai tocchi, dalle  ferite, e dalle avventure che si accumulano giorno dopo giorno nelle nostre vite.
Impronte invisibili nella realtà degli altri, ma vivissime dentro di noi.

Impronte che per Egon rappresentavano una vita composta di traumi e tristezza, ma che riflettevano anche l’anima della Secessione Viennese, una possibilità per gli artisti, di un’arte che rappresentasse l’epoca, travolta dal tumulto dei cambiamenti.

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Ed è proprio grazie a queste impronte che i personaggi di Schiele sono così attaccati alla vita, sempre sull’orlo di una nevrosi, sempre alla ricerca di un nuovo baratro al quale sfuggire, a una nuova mente affollata da svuotare.
I quadri di Schiele sono lo sguardo oltre l’apparenza di tutti i giorni.

i personaggi di Schiele sono così attaccati alla vita, sempre sull'orlo di una nevrosi,

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I soggetti di Schiele non hanno occhi, ma sono Occhi. Sono sguardi nostalgici e melanconici che si lanciano oltre la finestra della propria percezione, nel vuoto della massa.

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in una società tutta ammucchiata, basata sul confronto e sulle relazioni, Schiele mostra l’altro, colui che si esclude, per mettersi alla sola ricerca di se stesso.

E’ un’isolazione che mette a disagio chi la guarda sebbene colui che la abita si senta a casa.

E' un' isolazione che mette a disagio chi la guarda sebbene colui che la abita si senta a casa.
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Gli occhi sono calmi mentre il corpo scalpita e si contorce, mostrando il potenziale di ogni muscolo, lembo di carne, per ricordarci che vive ancora, che nonostante tutto sente ancora il battito del proprio cuore, e questo è un pensiero incoraggiante.

mostrando il potenziale di ogni muscolo, lembo di carne, per ricordarci che vive ancora, che nonostante tutto sente ancora il battito del proprio cuore, e questo è un pensiero incoraggiante.jpg

Se volete approfondire l’arte di Egon Schiele vi consiglio di acquistare il suo “Diario dal Carcere”, il suo “Ritratto d’artista” e una sua raccolta di disegni e acquerelli.

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L’Arte di Alma Tadema

I miei video!

“Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia. Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza.”
(Lorenzo de’ Medici)
“Ragazze di Creta a tempo, danzavano lievi sui piedi attorno all’ara adorna calpestando dolcemente la morbida erba fiorita.”
(dalle “Poesie” di Saffo)

“Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Io sono Ary e dopo aver parlato di qualche artista poco conosciuto, oggi vi parlerò di un artista avvolto dalla cosiddetta “Sindrome dell’Età d’Oro”.
Oggi si parla di bellezza: una bellezza travolgente e calda come l’estate, che porta il nome di un pittore olandese nato nel 1836, e che con la sua arte avrebbe in futuro influenzato la meravigliosa corrente artistica dei Preraffaelliti.
Sto parlando di Lawrence Alma Tadema.

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Lo avvertite questo caldo?
E’ un tepore che cuoce il marmo, che si arrampica sulla pianta di piedi di musa, che rimbalza sul mare calmo, come un ciottolo piatto.

lo avvertite questo caldo 1

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La sentite sui polpastrelli la seta pregiata sollevata dal vento?
Ne respirate il profumo di spezie e fiori tutt’intorno?

la sentite sui polpastrelli la seta pregiata


Se aguzzate abbastanza lo sguardo vedrete l’estate che si disperde sull’orizzonte, mentre sentimenti “didonici”, la nostalgia di vecchie canzoni, e miti narrati dai cantastorie si fanno spazio nella vostra memoria.

se aguzzate lo sguardo

 

Queste opere parlano, cantano come sirene, incantano lo spettatore che non è più spettatore, ma uno spirito pompeiano che ritorna a passeggiare per le vie greche.

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Basta sporgersi un po’ oltre le mura per poter sentire i popoli suonare e ballare  in virtù dell’abbondanza, a venerare il sole, il mare e la vita.

basta sporgersi un po' oltre le mura

Con queste immagini di luce e colore ci si immerge nella natura attraverso l’essere umano, attraverso gli occhi di una civiltà mai dimenticata.

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Spensieratezza, teatralità, sentimento, indolenza.
Le donne di Alma Tadema sono così: muse con il volto di ninfa e la bocca di un fiore che sboccia ad ogni emozione forte. Ti fanno innamorare e ti commuovono al contempo, perché nel profondo sai che il loro amore, il loro languore, le porterà alla rovina.

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le donne di alma tadema sono così

perchè in fondo lo sai che il loro amore, il loro languore le porterà alla rovina

Lawrence Alma Tadema coglie l’attimo, l’attimo in cui possiamo distinguere la malinconia farsi spazio negli occhi di chi sta soffocando.
E’ una celebrazione dell’estate della vita, ingenua e fragile come i letali petali di rosa di Eliogabalo.

è una celebrazione della vita ingenua e fragile come i petali di rosa di Eliogabalo

E’ un trionfo dei Cerealia che elogiano la mitologia fieri delle stagioni e del passato in cui questi popoli vivono e vivranno, eterei e umani allo stesso tempo.

è un trionfo dei cerealia

passato in cui questi popoli vivranno eterei e umani allo stesso tempo

E’ un sogno d’amore delicato come la pelle di porcellana delle fanciulle alle terme di Caracalla: il sogno di una notte di mezza estate.

The women of Amphissa, by Lawrence Alma-Tadema

Se volete approfondire ulteriormente l’Arte di Lawrence Alma Tadema, vi consiglio di leggervi le poesie di Saffo e i sonetti di Shakespeare e di acquistare il libro “Alma-Tadema e i pittori dell’800 inglese” che viaggia fra i soggetti dell’artista fino ad arrivare ai Preraffaelliti più famosi come Burne-Jones e John William Waterhouse.

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L’Arte di Lauren Marx

I miei video!

“Le generazioni future leggeranno degli animali del bosco come dei popoli della Bibbia.”
(Arto Seppälä)
“La Natura: rossa di zanne e d’artigli.”
(Alfred Tennison)
“Mi lascio in eredità alla terra, per rinascere nell’erba che amo, se ancora mi vuoi, cercami sotto la suola delle tue scarpe”
(Walt Whitman)

“Ciao a tutti e bentornati sul mio blog!
Io sono Ary, e in questa mia prima rubrica voglio esplorare con voi degli artisti poco conosciuti che trovo davvero fantastici!
L’artista di cui vi voglio parlare oggi è una portavoce della natura, una evocatrice di totem ancestrali, una dissezionatrice delle viscere della terra e della morte stessa: sto parlando di Lauren Marx.

Nei suoi quadri, Lauren Marx restituisce gli animali alla brutalità del mondo dopo averli strappati alle pagine delle favole.

Sono creature stanche da millenni: stanche di portarsi sulle spalle una morale da dover conferire, stanche dell’uomo e di dover parlare con lui: si sono scrollate di dosso la magia, spogliate di quella falsa pelliccia che le imprigionava nella sottomissione: sono affamate, sono bestie.

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Bestie ormai non più vive, ma nemmeno morte, che crescono e si plasmano da secoli in ossa, corna, peli, piume e viscere.

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Sono creature ancestrali, antiche come il tempo stesso, forgiate dalla fame e dall’odore del sangue.

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Sono le creature degli stemmi del Trono di Spade, unite dalla ferocia e dall’istinto di sopravvivenza. Non c’è paura che il lupo non sappia fiutare, non c’è carne che il leone non voglia sbranare.

Nei quadri di Lauren Marx tutti sono preda della natura: la brutalità della lotta si fonde con la fragilità e la caducità della vita, anche quella del più forte e selvaggio animale.

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Nel cerchio della vita il sacro si unisce al profano, e così ogni osso, occhio, muscolo, artiglio appassisce, marcisce, si decompone e infine rinasce sotto forma di yin e yang, di nuovi simbolismi fatti di carne.

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Con una pennellata, Lauren Marx ci trascina in un viaggio pagano all’interno delle viscere di bestie sacrificali che danzano contorte verso la morte.
I colori scuri, cupi e rupestri come quelli degli antri di una caverna o delle foglie umide trasportate dai ruscelli del bosco risvegliano l’unione di mito e realtà.

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Fra le figure viscerali e esanimi delle bestie, il cielo si riflette ancora nei loro occhi e la terra continua a girare.

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La vita continuerà, trasportando la loro anima altrove, dove potranno vivere e cacciare ancora.”

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Se volete approfondire L’arte di Lauren Marx potete seguire il suo blog laurenmarx.com e acquistare delle sue stampe su society6.

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