I Migliori Regali di Natale per Artisti!

I miei Design

Ho ho ho, è arrivato il Natale, un periodo di gioia, ma anche di estrema scocciatura, dai negozi pieni di lucette che appaiono da inizio ottobre per farti pregustare l’ansia festiva, ai pranzi e cenoni con i parenti che ormai dovrebbero essere socialmente accettati come un vero sport olimpico.
Ma soprattutto questa è la stagione del panico da regalo, un virus che si sparge in ogni paesino pochi giorni prima del 25 dicembre e che accusa sintomi di eterno dubbio come: “Ma le piacerà?” “Ma potrebbe servirgli?”.
Per i molti sfortunati traviati da questo virus forse è troppo tardi, ma se figurate fra quei pochi impavidi dell’ultimo minuto che nella pioggia e bufera sono ancora determinati a regalare qualcosa che piaccia sono qui per dare un senso al vostro impegno con qualche consiglio, soprattutto se la persona a cui dovete il regalo è un artista!
Innanzitutto, se vi siete arresi alla scadenza del 25 e siete pronti a offrire il regalo per la festa della Befana mi faccio un po’ di sana autopromozione proponendovi uno dei MIEI PRODOTTI A DESIGN NATALIZIO, fra tazze da tisana, felpone calde e grembiuli per cenoni innevati.
Trovate il mio shop con altri prodotti qui »» IL MIO NEGOZIO

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E anche se questi prodotti vanno bene per tutti gli artisti del mondo, sappiate che di artisti ce ne sono di vari tipi, perciò per citare il Custode del Graal di Indiana Jones “Scegli Bene” cosa regalerai!

Se al tuo Artista piace nascondersi in un angolo e sfogliare quanti più libri possibile, siamo di fronte ad un caso di Artista Lettore, che non solo ama creare, ma ama anche leggere di altri artisti e carpire nuovi segreti su come funziona la creatività.
Questi libri faranno magie:

“Outsiders 2: Altre storie di artisti geniali che non troverete nei libri di storia”
Dopo avervi parlato svariate volte del primo “Outsiders” di Accatino non potevo non citare questo nuovo volume che ho prontamente arraffato non appena è uscito.
Un nuovo compendio di storie incredibili di artisti poco conosciuti! (25 euro)

“Ways of Seeing” by John Berger
Se la lingua inglese non è un problema, questo piccolo libriccino è una brillante raccolta di spunti riguardo al nostro modo di guardare il mondo che ci circonda, nella vita e nell’arte. Molto stimolante. (13 euro)

“Pulcinellopaedia Seraphiniana” di Luigi Serafini
Un libro che è un mondo immaginario, e un mondo immaginario che è un’opera d’arte.
Dopo il Codex Seraphinianus, enciclopedia mistica e indecifrabile di Luigi Serafini che ha creato curiosità in tutto il globo, ecco una versione più economica incentrata sulla figura di Pulcinella e sul carnevale. La magia va tramandata di libro in libro. (34 euro)

Se ogni volta che vai a trovare il tuo amico Artista questo si presenta alla porta ricoperto di vernici misteriose, sei di fronte ad un Artista Sperimentatore. E’ probabile che ogni pigmento appartenga ad un progetto diverso perciò perché non assecondare questo impulso creatore regalandogli nuovi colori o tecniche diverse da provare?

Miya Gouache Paint Set – 18 colori
I colori Gouache sono più coprenti dell’acrilico, veloci ad asciugarsi e il finishing è opaco e molto moderno. Questi colori hanno la peculiarità della consistenza gelatinosa e rimangono sempre umidi e pronti per l’uso. (34 euro)

Acquerelli Paul Rubens metallizzati – 24 colori
Perché accontentarsi di acquerelli normali quando si possono avere degli acquerelli metallizzati? (53 euro)

Set di Calligrafia Daveliou – kit di 17 pezzi
Un ottimo modo per accendere l’estro sperimentatore è cambiare totalmente area e spaziare dal disegno alla scrittura. Un set elegantissimo. (42 euro)


Questa categoria è una delle più costose: se il tuo amico Artista è un’anima moderna è probabile che non si accontenterà più solo delle tecniche usate dagli antichi maestri. Lui vuole di più, vuole diventare eterno anche sul web. In questo caso abbiamo a che fare con un Artista Digitale. Essendo una categoria difficile mi sono permessa di scervellarmi al posto vostro:

IPad Pro 11”
Nel caso abbiate a disposizione un budget molto alto (buon per voi!) il level up rispetto ad una classica Wacom Intuos Pro è sicuramente l’Ipad Pro. Io sto amando questo gioiellino tecnologico e lo consiglio a chiunque sia pronto a regalare una svolta professionale al proprio amico artista! (858 euro)

Light Board
Nel caso non abbiate un gran budget ma vogliate comunque regalare qualcosa di moderno, una tavoletta luminosa a LED per ricalcare disegni e sketch è comodissima e sarà sicuramente apprezzata e utilizzata: una bella figura con una spesa minima. (15 euro)

Set di Pennelli per Procreate
Che ne dite di un regalo virtuale? Se il vostro amico utilizza già un Ipad, è probabile che sarà sempre alla ricerca di nuovi pennelli e nuove texture con cui giocare e sperimentare nelle proprie creazioni digitali, perciò perché non regalargli un bel pacchetto di pennelli nuovi di zecca dalla selezione di DesignCuts.com? Anche qui la spesa può essere contenuta. (dai 9 ai 30 euro x set)

Dalla categoria più difficile passiamo a quella più semplice di tutte: l’Artista Pratico.
Oltre ad essere una catena di montaggio umana è talvolta un po’ svampito e si dimentica perciò di acquistare i materiali che gli servono per continuare a lavorare. Quando questo succede dovete rimettere in moto voi i suoi ingranaggi creatori facendo un restock di ciò che gli serve:

Set di Pennelli Nuovi
Quando si cresce nessun regalo è bello quanto un paio di calzini caldi o, nel caso degli artisti, di un set di pennelli nuovi.
Con questi andate sul sicuro, ve lo garantisco!
(9 euro)

Set di Tele Nuove – Arteza (28 tele)
Così tante opere da creare e così poche tele! E’ un po’ la problematica di ogni artista.
Con questo regalo il vostro amico vi sarà riconoscente.
(35 euro)

Blocco per Mixed Media – Canson XL
Un bel blocco per fare sketching o per dipingere ad acquerello, per usare degli acrilici o per un semplice scarabocchio. Un oggetto del genere è un po’ un gioiellino per chiunque ami creare costantemente e non voglia però comprare 17 blocchi diversi per ogni tempera. (15 euro)

Se non sentite il vostro amico da un po’ di tempo e sbirciando i suoi social vi accorgete che ogni disegno che posta è fotografato in un luogo diverso, egli è chiaramente appartenente alla famiglia degli Artisti Viaggiatori. Sfuggenti, ma appassionati nel disegnare fuori porta, questo è ciò che farà al caso loro:

Zaino Michael Giss
Se il vostro Artista errante è pure un po’ sbadato e non si è ancora comprato uno zaino per i propri viaggi potete rimediare voi regalandogli uno zaino non solo pratico e semplice, ma anche decorato con delle opere dei Grandi Maestri dell’Arte, sempre pronti ad ispirare. (40 euro)

Sketching Set da viaggio- 29 pezzi
Naturalmente per essere un vero Supertramp pronto all’avventura un artista non può non avere un astuccio come questo – tutto l’occorrente in un minuscolo spazio vitale.
Siate voi dunque a rendere il vostro amico un Supertramp del disegno! (15 euro)

Borraccia/Thermos 500 ml
Vagando per la natura è probabile che il vostro amico abbia anche una sensibilità per l’ambiente, perciò se condividete anche voi l’interesse perché non regalargli una bella borraccia termica?
(18 euro)

Dovete fare un regalo ad un Artista Mattacchione? Le opzioni per lui sono infinite, siete fortunati ad avere qualcuno che prende l’arte in modo così scherzoso. (I suoi segni distintivi sono dei baffi finti, una baguette sotto il braccio e un forzato accento francese):

I Tarocchi degli Artisti – “Art Oracles”
Li ho già citati un centinaio di volte, ma è più forte di me. Questo è il regalo definitivo per chiunque ami l’arte e sappia prenderla in modo giocoso. Costano pure poco! (13 euro)

Kidrobot Andy Warhol Blind Box Figures
Se il vostro amico è proprio bizzarro, potrebbe apprezzare oggetti altrettando bizzarri e inutili, tipo questi coniglietti d’artista colorati con i pattern del grande Andy Warhol. Un regalo per chi ama collezionare o decorare la propria dimora con ninnoli colorati. E’ una Blind Box perciò avrà anche l’elemento sorpresa! (18 euro)

Diario Della Capra 2019-2020 di Vittorio Sgarbi
Fra Mattacchioni ci si capisce, perciò un’agenda con le citazioni del Mattacchione dell’arte più famoso d’Italia potrebbe divertire non poco il tuo amico. Oltre alla copertina che si vende già da sola, all’interno ci sono anche 18 capre disegnate da Sergio Staino. (14 euro)

Van Gogh Pocket Planner Notebook
Se il vostro amico è un mattacchione più pacato e dolce sicuramente un nuovo planner con una buffa faccia van goghiana gli farà comodo, e fra un’idea e l’altra troverà anche il tempo di ammirare una delle illustrazioni all’interno e farsi ispirare. (12 euro)
Se volete sbizzarrirvi per conto vostro per altri spunti giocosi visitate il sito webuiltthiscity.

Per un Artista Burrito tutto ciò che conta è disegnare circondato dal comfort… E a chi non piacerebbe? Se vi accorgete che indossa dei calzini più felpati di una pecora e che la coperta che ha addosso gli arriva fin sopra il naso, coronate questa scenetta idilliaca con un buon té caldo o qualche accessorio per trasformarlo definitivamente in una ameba hygge. Ecco qualche bel regalo:

Tazza Carmani con Dipinti di Klimt
Una tazza esteticamente impeccabile da abbinare con una altrettanto raffinata selezione di té (16 euro)

Selezione di 10 Té Chai assortiti
Le selezioni Vahdam hanno i gusti più disparati e delle buste comode da poter richiudere ermeticamente. Sul loro account di Amazon troverete tante altre tisane anche in polvere!
(15 euro)

Coperta con Maniche in Microfibra
La soluzione finale al vostro Artista Burrito! Con questo prodotto potrà essere ancora più burrito di quanto non fosse già. Anzi, forse con questo regalo sarà difficile riuscire a farlo alzare dal divano… (23 euro)

Infine, arriviamo alla categoria di chi deve lavorare giorno e notte sullo schermo e che dimenticandosi di socializzare si è ritrovato a doversi fare un regalo da solo, ovvero
VOI, Artisti Stacanovisti. E’ ora che vi prendiate un po’ cura di voi, e se nessuno dei regalini sopracitati vi ha convinto, potete trattarvi bene con queste due chicche:

-Uno scontaccio natalizio sull’Iscrizione Annuale a Schoolism, sito di corsi online sul disegno digitale e tradizionale a 200 dollari anziché 300 dollari.

Scrawlr box, ovvero una subscription box mensile che ti verrà consegnata a casa con prodotti artistici a sorpresa (come un vero e proprio regalo di natale misterioso!)

Se invece volete cercare dei regali in autonomia potete fare due regali in una volta e sostenere un artista/artigiano con un vostro acquisto su Etsy.com. Ogni prodotto su Etsy infatti, che sia vintage o nuovo, è venduto dall’artigiano stesso.

ORA SCEGLIETE IL VOSTRO REGALO e FESTEGGIATE!

IL MIO INKTOBER

I miei Design, I miei video!

Ottobre è giunto al termine e sono lieta di annunciare che contro ogni pronostico sono riuscita a terminare in toto la sfida di #Inktober.
“Hurrààà!”
Inktober è forse la sfida che gli artisti social di tutto il mondo attendono con più timore e determinazione messi insieme, il perché è presto detto: 31 disegni da fare nei 31 giorni di Ottobre, tutti da postare sui propri social (Facebook, Instagram, Twitter) seguendo il tema del giorno scelto da Jake Parker (creatore della sfida).
Non lo nego, è stato un percorso altalenante con giorni pieni di entusiasmo seguiti da giornate prive di ispirazione e magici momenti di influenza, ma l’importante è essere giunti alla fine, e ora quei disegni sono pure in vendita nel mio Shop online su magliette, tazze e stampe!
IL MIO SHOP!
C’è da dire che a differenza dell’anno scorso (quando ho fallito miseramente la sfida di Inktober cedendo al nono giorno) quest’anno mi ero psicologicamente preparata con qualche piccola ma fondamentale strategia che mi permettesse di vivermi serenamente anche le giornate meno produttive: delle chicche che, se vorrete anche voi cimentarvi nella sfida l’anno prossimo, potrebbero risultarvi molto utili, perciò vi consiglio di recuperarvi la mia “SURVIVAL GUIDE di Inktober” su youtube dove parlo anche di alcuni miei disegni:

INKTOBER è un’esperienza creativa che aiuta a temprarsi ed è per questo che la consiglio a chiunque di voi voglia migliorarsi nel proprio percorso, che siate principianti o esimi dottori della scienza illustrativa, perché in fondo in quest’ambito non si smette mai di imparare e studiare… Perciò perché non approfittare di occasioni come questa?
Ecco dunque ciò che sono riuscita a fare nei 31 giorni di Ottobre! E voi? Avete seguito la sfida? Avete sfruttato delle tecniche particolari? In tal caso taggatemi nelle stories di Instagram affinché possa vedere le vostre creazioni!
UN GRANDE *PATPAT* A TUTTI VOI!

happy pat morita GIF

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Artisti a Confronto: Damien Hirst vs Josh Keyes

I miei video!

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog, io sono Ary e oggi esploriamo un confronto fra artisti che vede protagonista una natura insolita e che fa emergere somiglianze di rappresentazione fra un famoso artista britannico fortemente influenzato da Francis Bacon e un molto meno famoso artista americano, ma non per questo meno degno di nota. Sto parlando di Damien Hirst e Josh Keyes.

 

 

Con questi due artisti il concetto di decontestualizzazione, diversamente dal dadaismo, esalta la natura anziché l’artificio, l’evento disarmante anziché la quotidianità e proprio per questo fonde tutti questi elementi insieme: La natura diventa silenziosamente violenta con Damien Hirst, e fortemente emotiva con Josh Keyes, ma sempre di una profondità contemplativa che s’insabissa in un mare placido e irraggiungibile, fatto di vasche d’acqua marina e formaldeide.

 

 

 

 

 

 

6 La natura diventa silenziosamente violenta con Damien Hirst

7 e fortemente emotiva con Josh Keyes, ma sempre di una profondità contemplativa

 

 

Queste vasche sono per Damien Hirst, uno slancio fisico inarrestabile e imprevisto che si impone allo spettatore, è una provocazione che decanta la necessità umana di mantenere le cose come stanno e per prolungare le sensazioni del presente.

9 inarrestabile e imprevisto che si impone allo spettatore, è una provocazione che decanta la necessità umana di mantenere le cose come stanno e per prolungare le sensazioni del presente

damieen hirst

La sua poetica esprime la natura marina come un gioiello, come un raffinato tesoro dei pirati, di quelli che sopravvivono alle loro mappe, mai riesumati, bloccati nel tempo e nello spazio, come cristalli ancestrali, come zanzare illibate nell’ambra, o molluschi che emergono dai coralli come altorilievi minerali.

10 La sua poetica esprime la natura marina come un gioiello, come un raffinato tesoro dei pirati

 

 

damien hirst

12 come cristalli ancestrali, 12 come zanzare illibate nell_ambra, o molluschi che emergono dai coralli come altorilievi minerali.

I colori con lui diventano opere già di per sé preziose e poetiche, perché certi pattern sono sempre quelli, solo che non ce ne rendiamo conto: perché delle conchiglie possono diventare ali di farfalla, e queste ali possono a loro volta trasformarsi in rosoni di cattedrali gotiche: attraverso queste fantasie si vola dalla lucentezza della madreperla alle dita di un cadavere che diventa parte dei fondali marini, ma sempre con una chiara prospettiva sull’esistenza, come un mandala che collega tutto, che elogia il credo e la fede come parti fondamentali della vita.

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16 ma sempre con una chiara prospettiva sull_esistenza, come un mandala che collega tutto, che elogia il credo e la fede come parti fondamentali della vita.

Anche la decomposizione e la dissezione diventano un modo per continuare a vivere, per alimentare il significato di ricordo e per modificare la percezione del futuro. Per predire cinicamente e lucidamente il giorno in cui ogni cosa sarà sommersa, anche ciò che così intensamente abbiamo cercato di proteggere, tutelare o sottrarre alla luce del sole.

17 Anche la decomposizione e la dissezione diventano un modo per continuare a vivere, per alimentare il significato di ricordo e per modificare la percezione del futuro

Anche la decomposizione e la dissezione diventano un modo per continuare a vivere,

Photographed by Christoph Gerigk ©Damien Hirst and Science Ltd.

19 anche ciò che così intensamente abbiamo cercato di proteggere, tutelare o sottrarre alla luce del sole.

Con questa convinzione il ready-made del dadaismo diventa un teatro e un sipario liquido si apre su di un palcoscenico che riflette allegorie e provocazioni, film d’autore e accenni alla moda.

20 diventa un teatro e un sipario liquido si apre su di un palcoscenico che riflette

20 allegorie e provocazioni, film d_autore e accenni alla moda.

Ciò che un momento prima echeggia spiritualmente con “La Montagna Sacra” di Jodorowsky e la sua dimensione onirica, in seguito si trasforma nella “Ricerca dell’Oblio” di Damien Hirst, dove non v’è spazio per il divino, ma solo per questa sensazione di profanazione emotiva e fisica.

22 E ciò che un momento prima echeggia spiritualmente con La Montagna Sacra di Jodorowsky e la sua dimensione onirica,23 in seguito si trasforma nella Ricerca dell_Oblio di Damien Hirst, dove non v_è spazio per il divino, ma solo per questa sensazione di profanazione emotiva e fisica.

Ed è così che Il sogno, anche il più intimo e intoccabile con Hirst annega, incontrando la vera forma dell’acqua e della sua dimensione di oscurità, di abisso e allo stesso tempo di trasparenza, della vita che prima nutriva e del gelo che ora infesta ogni memoria.

24 Ed è così che Il sogno, anche il più intimo e intoccabile con hirst annega, incontrando la vera forma dell_acqua e della sua dimensione di oscurità,

25 di abisso e allo stesso tempo di trasparenza, della vita che prima nutriva e del gelo che ora infesta ogni memoria.

Questa memoria fa testo anche nelle opere di Josh Keyes, ma è velata, sussurrata fra ghiacciai e statue abbandonate.

26velata, sussurrata fra ghiacciai e statue abbandonateOgni opera e avvolta da un ecosurrealismo bellissimo e struggente, che unisce

Ogni opera è avvolta da un ecosurrealismo bellissimo e struggente, che unisce la polemica di Banksy (fatta di bombole spray e immagini evocative) alla quiete del respiro animale.

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27 la polemica di Banksy (fatta di bombole spray e immagini evocative) alla quiete del respiro animale

Tramite la sua arte digitale Josh Keyes ci mostra l’aspetto metropolitano degli oceani e delle terre emerse, e la visione fisica ed emotivamente cruda delle vasche di Damien Hirst diventa con lui la malinconica solitudine di un mondo troppo piccolo per viverci, dell’incertezza evolutiva, dell’invasione dello spazio vitale.

28 Tramite la sua arte digitale Josh Keyes ci mostra l_aspetto metropolitano degli oceani e delle terre emerse,

29 e la visione fisica ed emotivamente cruda delle vasche di Damien Hirst diventa con lui la malinconica solitudine di un mondo troppo piccolo per viverc

30 dell_incertezza evolutiva, dell_invasione dello spazio vitale.

E’ con la sua arte che possiamo scostare le tende e affacciarci sugli atteggiamenti bizzarri e ribelli che la natura compie a nostra insaputa, tramite l’evoluzione e l’adattamento animale ad un mondo non sempre ideale. Ma per queste creature non esiste il concetto di habitat ideale: habitat è solo vita e sopravvivenza.

31.2 le tende e affacciarci sugli atteggiamenti bizzarri e ribelli che la natura compie a nostra insaputa, tramite l_evoluzione e l_adattamento animale ad un mondo non sempre ideale31.1 le tende e affacciarci sugli atteggiamenti bizzarri e ribelli che la natura compie a nostra insaputa, tramite l_evoluzione e l_adattamento animale ad un mondo non sempre idealejosha keyes

32 Ma Per queste creature non esiste il concetto di habitat ideale, habitat è solo vita e sopravvivenza.

Come nel film “Annientamento” ci ritroviamo testimoni di una madre natura confusa, di un miscuglio di creature e piante che dà vita a nuovi esemplari dal corredo genetico impossibile.

33 Come nel film Annientamento ci ritroviamo testimoni di una madre natura confusa,Annientamento netflic

34.2 di un miscuglio di creature e piante che dà vita a nuovi esemplari dal corredo genetico impossibile.34.1 di un miscuglio di creature e piante che dà vita a nuovi esemplari dal corredo genetico impossibile.

Questi animali sembrano aver perfino assorbito dai teschi degli esseri umani la rabbia repressa per via delle convenzioni, l’inciviltà del vivere imbottigliati nel traffico, i crimini di un’esistenza troppo veloce e frenetica.

35 perfino assorbito dai teschi degli esseri umani la rabbia repressa per via delle convenzioni,36 l_inciviltà del vivere imbottigliati nel traffico, i crimini di un_esistenza troppo veloce e frenetica.

joshshs keyes

“L’uomo è un animale sociale” diceva Aristotele, ma in questi quadri ogni animale è un animale sociale in quanto ha assimilato la nostra concezione di comunità: di creature stipate e costrette all’entrare in contatto con le diversità fra gli uni e gli altri.

37L_uomo è un animale sociale diceva Aristotele, ma in questi quadri ogni animale è un animale sociale in quanto ha assimilato la nostra concezione di comunitadi creature stipate e costrette all_entrarjoh keyes

josh keyes sopravvivenza

qualcuno verrà divorato, altri si estingueranno, e altri ancora migreranno, esiliandosi fuori dal piedistallo vivibile, mentre gli oceani inghiottiranno tutto nel loro blu incontaminato.

38.2 qualcuno verrà divorato, altri si estingueranno, e altri ancora migreranno, esiliandosi fuori dal piedistallo vivibile38.1 qualcuno verrà divorato, altri si estingueranno, e altri ancora migreranno, esiliandosi fuori dal piedistallo vivibile

joshsh keyes39mentre gli oceani inghiottiranno tutto nel loro blu incontaminatoSe questo confronto vi è piaciuto complimenti a Damien Hirst e Josh Keyes e *PATPAT* a me! E se davvero vi è piaciuto, condividetelo sui social e mostratelo ai vostri amici!

Se volete approfondire la conoscenza di questi due artisti potete acquistare QUI il libro sull’arte raccontata da Damien Hirst, QUI il libro “Un’estetica del disgusto: Damien Hirst” e visitare QUI il sito di Josh Keyes.

Fatemi sapere in un commento cosa pensate di questi due fantastici artisti, li conoscevate entrambi? Quale rientra di più nei vostri gusti e soprattutto fatemi sapere cosa comunicano a voi, sono molto curiosa.
Ci vediamo al prossimo artista!

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Ero Guro: Arte, Erotismo, Orrore

I miei video!

Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Oggi vi illustrerò una corrente che non è molto conosciuta, ma che vanta di includere alcuni degli artisti più suggestivi e dei temi più oscuri e tabù che si possano immaginare: sto parlando della corrente dell’Ero Guro.
Sviluppatosi come movimento artistico negli anni ’20, la peculiarità che rende l’Ero Guro una delle correnti più affascinanti è la combinazione di horror, erotismo e grottesco in un unico mostro che si infila sottopelle e che in silenzio scatena la propria natura su illustrazioni e quadri di sfondo orientale.

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suehiro maruoo

Ero Guro infatti deriva dal giapponese “ero guro nansensu”, ovvero erotico e grottesco nonsense: una costante molto amata è la malformazione estrema e surreale, unita ad una vena gore e al contrasto con protagoniste delicate e maliziose, un cibo succulento per ogni creatura degli abissi.

3 ovvero erotico e grottesco nonsense una costante molto amata è la malformazione estrema e surreale

4 unita ad una vena gore e al contrasto con protagoniste delicate e maliziose, un cibo succulento per ogni creatura degli abissi.

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Molto importante infatti è la parte erotica e morbosa della corrente che ha origine dalle stampe “Shunga” del periodo Edo, ritraenti la vita del Kotaishi (principe ereditario che si dava ai piaceri erotici nel suo Palazzo di Primavera).

6 ritraenti la vita del kotaishi, principe ereditario che si dava ai piaceri erotici nel suo palazzo di primavera.

L’Ero Guro così non si limita a mostrare il lato sensuale dell’erotismo classico, ma ci svela anche il lato più scabroso o allucinante, quello della decadenza sessuale, della corruzione, e soprattutto della violenza, un tema che in questo caso si ispira soprattutto al confine fra il vero e la finzione tramite i punti di contatto con avvenimenti reali.

7 ma ci svela anche il lato più scabroso o allucinante, quello della decadenza sessuale, della corruzione, e soprattutto

8.1 della violenza, un tema che in questo caso si ispira soprattutto al confine fra il vero e la finzione tramite i punti di contatto con avvenimenti reali.

In quanto movimento chiaramente controverso e inaccettabile venne soppresso durante la seconda guerra mondiale, per poi tuttavia riapparire più forte di prima nella cultura giapponese: proprio come un mostro o un demone, che sconfitto e relegato nel fondo dell’abisso riemerge dall’oscurità con nuove oscenità da mostrare al mondo.

junji ito

Queste nuove oscenità trasmettono la repulsione ed evocano onomatopee viscide e raccapriccianti attraverso i co-protagonisti delle opere, dai rettili dal sangue freddo, agli aracnidi pelosi e velenosi, passando per le reinterpretazioni delle memetiche violenze tentacolari, che compaiono per la prima volta proprio dalle stampe Shunga e che oggi costituiscono la massima moda della cultura hentai, fino ad arrivare a mollicce trasformazioni kafkiane in millepiedi e bruchi, come nell’omonima graphic novel “Il Bruco” di Suehiro Maruo, uno dei luogotenenti di questa corrente artistica.

13 volta proprio dalle stampe shunga e che oggi costituiscono la massima moda della cultura hentai,

14.1 fino ad arrivare a mollicce trasformazioni kafkiane in millepiedi e bruchi,

Suehiro Maruo in ogni sua rappresentazione nasconde in bella vista elementi portanti del folclore giapponese come le daruma doll, le statuine votive portafortuna che vengono sconsacrate dal sangue e che assumono d’un tratto l’aspetto di un ricordo infestante, o gli sporadici elementi che ricordano mostri a noi ben comuni, che si mischiano e diventano parte delle ambientazioni da trincea o militari, attribuendo il significato di violenza presente nell’Ero Guro all’elemento della guerra e dell’orrore.

sssuehiro maruo

17 attribuendo il significato di violenza presente nell'ero guro all'elemento della guerra e dell'orrore.

Suehiro Maruo dunque ci comunica il massacro attraverso il concetto di memoria storica e il protagonista delle sue opere non è tanto la mutilazione fisica quanto quella psicologica, per trasmettere l’elemento dello stress post traumatico.

Le sue rappresentazioni infatti, seppur cruente, paiono spesso velate da uno strato di rappresentazione cinematografica, come se ci fosse un meccanismo di difesa che ci impedisce di guardare oltre per rimanere indenni dall’orrore, come per razionalizzare, stipando tutto ciò che di terribile ci è capitato dietro una pellicola proiettata, dietro a ricordi dei spensierati tempi andati, nei quali la violenza era solo un brutto sogno o una finzione, che si dipingeva di luci e contrasti alla Dario Argento fondendo insieme l’espressionismo e i raggi di una bandiera ormai spenta;

Nonostante ciò però l’inquietudine non se ne vuole andare, sbuca nei posti e nei momenti più imprevisti, e seppure tentiamo di ignorarla, essa tornerà sempre, perché è parte di noi, è il trauma sotto la nostra pelle che ci porteremo dietro per tutta la vita negli abissi del nostro cervello.

25 nonostante ciò però l'inquietudine non se ne vuole andare, sbuca nei posti e nei momenti più imprevisti, e seppure tentiamo di ignorarla

26 essa tornerà sempre, perché è parte di noi, è il trauma sotto la nostra pelle che ci porteremo dietro per tutta la vita negli abissi del nostro cervello.

Questa pellicola, questo Velo di Maya color miele che Suehiro Maruo ci offre come dolce protezione dagli orrori del mondo, Junji Ito invece ce lo strappa dagli occhi.

27 lui gioca col viscido con l'inaspettato e con la paura come un elemento costante della vita umana, che non è mai irrazionale o infondata

Lui gioca col viscido, con l’inaspettato e con la paura come un elemento costante della vita umana, che non è mai irrazionale o infondata. Con lui tutto è possibile: il mondo reale è il mondo degli spiriti mitologici giapponesi, degli yokai come lo Hyakume dai 100 occhi, che incarna l’elemento di disturbo e di frenesia incessante. Ciò che Junji Ito ama più di tutto infatti è portare l’elemento del terrificante letteralmente all’ennesima potenza, moltiplicando arti, occhi, creature, bocche e brividi e riempiendo di oscurità ogni angolo delle illustrazioni per non dare spazio all’umanità, per stroncarla nelle sue emozioni e annichilirla fino a lasciarle solo la possibilità di implodere in un buco nero.

30 ciò che junji ito ama più di tutto infatti è portare l'elemento del terrificante letteralmente all'ennesima potenza, moltiplicando arti, occhi,

junjii ito

32 per stroncarla nelle sue emozioni e annichilirla fino a lasciarle solo la possibilità di implodere in un buco nero.

La mente umana nell’immaginario di Junji Ito prende la forma della realtà che la circonda, di un maelstrom, un pozzo oscuro senza fondo, che ci fa cadere sempre più giù nel gorgo della follia.

junji itoh

Al contrario di Suehiro Maruo, però, per Junji Ito l’insanità mentale non è qualcosa da temere, ma da incoraggiare, in quanto è la chiave per una visione più approfondita delle cose e delle loro potenzialità, per farci far pace con il fatto che prima o poi anche noi diverremo degli yokai, dei mostri, fino a tornare alla terra dalla quale siamo venuti, in un ciclo di morte, putrefazione e rinascita.

34 in quanto è la chiave per una visione più approfondita delle cose e delle loro potenzialità, per farci far pace con il fatto che prima o poi

35 anche noi diverremo degli yokai, dei mostri, fino a tornare alla terra dalla quale siamo venuti, in un ciclo di morte, putrefazione e rinascita.

Per Junji Ito la paura è un’ossessione, che si riflette in una pupilla serrata e che vaga nel bianco e nero delle vignette in cui è intrappolata, cercando un colore che non c’è, impigliata nella desolazione di ombre e luci fioche.

36 per junji ito la paura è un'ossessione, che si riflette in una pupilla serrata e che vaga nel bianco e nero delle vignette in cui è intrappolata

37 cercando un colore che non c'è, impigliata nella desolazione di ombre e luci fioche.

Altro luogotenente di questa corrente è Shintaro Kago, che dal canto suo vive in un mondo a parte, con uno stile ben definito per giocare sul contrasto fra immagini assurde e raccapriccianti e il lato infantile dei colori a matita.

shintaro kagoo

Shintaro Kago proprio come l’Enigmista di “Saw” gioca con i soggetti delle sue opere, relegati ad una prigione che costringe al divertimento, una giostra dell’orrore che confina la mente e il corpo nelle figure di bambini e bambine in balia degli eventi, a sottolineare l’innocenza e l’inermità di fronte allo scempio a cui sono destinati.

L’horror di Shintaro Kago si veste da tendenza, da harajuku girl, da bambina lolita, esponendo l’influenza delle mode giapponesi come parassiti che si insinuano nei cervelli e trasformano la struttura umana di chi apparentemente è più fragile e candido. Il suo è un mondo di caramelle e puzzle di carne, arcobaleni e pericolosi automatismi.

6.1 esponendo l'influenza delle mode giapponesi come parassiti che si insinuano nei cervelli

6.2 e trasformano la struttura umana di chi apparentemente è più fragile e candido.

Takato Yamamoto infine rompe le aspettative e rovescia la medaglia rappresentando l’horror e il grottesco non come qualcosa da cui essere disgustati, ma anzi come raffinatezza elitaria, come una prelibatezza da galateo definita da un’estetica delicata e perfino poetica, dai colori tenui e un tratto fino ed elegante.

L’Ero Guro con lui diviene una favola dei fratelli Grimm, una mitologia che si fonde fra l’oriente e l’occidente, nella quale vediamo un confine sottilissimo fra mostri e santi, e nel quale gli abomini si mostrano come un’arte di pochi eletti, concezione paradossalmente ancor più insopportabile delle esplicite opere degli artisti precedenti.

11 diviene una favola dei fratelli grimm, una mitologia che si fonde fra l'oriente e l'occidente,

takaato yamamoto

13 e nel quale gli abomini si mostrano come un'arte di pochi eletti, concezione paradossalmente ancor più insopportabile delle esplicite opere degli artisti precedenti.

Ognuno di questi artisti porta sul palmo della mano gli occhi, gli organi genitali, il cranio, le viscere, ovvero tutti quei ventri molli che possono potenzialmente covare una progenie del diavolo, ed è proprio questo che affascina e confonde dell’Ero Guro.

14 gli occhi, gli organi genitali, il cranio, le viscere,

Mentre nell’horror occidentale infatti è predominante il terrore di ciò che sta oltre la morte, fra fantasmi che ci perseguitano, scheletri e creature sovrannaturali esterne a noi, con l’Ero Guro il mostro che ci infesta è dentro di noi, è un tarlo che ci mangia da dentro, è una malformazione che ci fa perdere il controllo, è un corpo che ci spaventa poiché il male non è altri che l’uomo stesso!

17 nell'horror occidentale infatti è predominante il terrore di ciò che sta oltre la morte

20 è un tarlo che ci mangia da dentro, è una malformazione

Spero che l’articolo vi sia piaciuto e scrivetemi in un commento se vi ho fatto venire i brividi!
Se poi volete approfondire ancora l’Ero guro vi lascio i link ai libri degli artisti:
QUI la “Kagopedia” di Shintaro Kago;
QUI “Il Bruco” di Suehiro Maruo;
QUI “Brivido: Junji Ito”;
inoltre se volete sentire ulteriormente la pelle d’oca vi consiglio di andare QUI a recuperarvi il mio articolo sul Confronto fra Xue Jiye e Beksinski.
E se non mi seguite ancora su Youtube, cliccate QUI e iscrivetevi per nuovi video sull’arte ogni settimana!
Ci vediamo al prossimo artista!

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Jeremy Miranda VS Dario Maglionico

I miei video!

“Quando il vento del cambiamento soffia, c’è chi costruisce muri e chi costruisce mulini a vento”
(antico detto Cinese)

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog! Io sono Ary e oggi parliamo di trasformazione, di convergenze fra due artisti e fra realtà e immaginazione.
Oggi infatti vi porto un nuovo confronto fra artisti poco conosciuti, il primo è americano, nato a Newport nel 1980 e l’altro è italiano, nato a Napoli nel 1986: vi presento Jeremy Miranda e Dario Maglionico!

Una sola, vasta tela; in essa due e più quadri che si incontrano.
Questo è ciò che sembra l’arte di Jeremy Miranda.

La natura sconfina fino a soverchiare lo spazio altrui, in una convergenza di realtà parallele che diviene quasi una collisione. Pare un mondo cresciuto a metà, bloccato fra due portali, che continua a trasformarsi, ad evolversi in questo stato dimezzato.

La natura sconfina fino a soverchiare lo spazio altrui, in una convergenza di realtà parallele che diviene quasi una collisione

Pare un mondo cresciuto a metà, bloccato fra due portali, che continua a trasformarsi, ad evolversi in questo stato dimezzato

Vediamo scorci di tutti gli oggetti che si sono smarriti nell’universo e che si sono catapultati in posti remoti, eppure così vicini che possiamo toccarli con mano.

Vediamo scorci di tutti gli oggetti che si sono smarriti nell'universo e che si sono catapultati in posti remoti, eppure così vicini che possiamo toccarli con mano

In questi luoghi così vasti e al contempo familiari sentiamo un nuovo livello del sublime romantico di Caspar Friedrich.
È una vastità che sa di claustrofobia, annegamento, assideramento e insieme quiete. Quiete piacevole e soffocante, sterminata in confronto a noi.

1 del sublime romantico di Caspar Friedricheuna vastita che sa di claustrofobia annegamento assideramento e insieme quiete Quiete piacevole e soffocante sterminata in confronto a noi

2 del sublime romantico di Caspar Friedricheuna vastita che sa di claustrofobia annegamento assideramento e insieme quiete Quiete piacevole e soffocante sterminata in confronto a noi

Così come in queste opere si fondono più piani di vari mondi, allo stesso modo c’è una fusione fra stili pittorici, un incontro fra le onde di Courbet, con un tocco di impressionismo di Turner e l’alienazione del surreale “Impero delle Luci” di Magritte.

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Tutti gli elementi si trasformano assieme all’ambiente: le montagne diventano fuoco, le foreste diventano liquide, e le onde diventano cielo mentre delle scale ci indicano la via della gravità, come un Bifrost elementare.

Tutti gli elementi si trasformano assieme all'ambiente le montagne diventano fuoco

E’ un sogno che vive all’interno del reale, un tentativo di scrutare le profondità delle pozzanghere, A far vivere gli elementi circondati da altri elementi, per sfidare la potenza della natura.

A far vivere gli elementi circondati da altri elementi, per sfidare la potenza della natura.

Ma c’è anche la nostalgia della memoria: quella casa ci pare tanto familiare, quasi come un ricordo che abbiamo cercato di cancellare e che ci tormenta

1 quella casa ci pare tanto familiare, quasi come un ricordo che abbiamo cercato di cancellare e che ci tormenta

E proprio attraverso quel ricordo, quella porta spalancata, atterriamo nel soggiorno di Dario Maglionico.

atterriamo nel soggiorno di dario maglionico, si passa dalla luce fioca e fredda ad un piacevole tepore casalingo
Si passa dalla luce fioca e fredda ad un piacevole tepore casalingo.
Non c’è spazio per il mondo esterno, c’è bisogno di un collage che sappia di umano, di movimento, frenesia, ansia, imbarazzo, squilibrio umorale, ma anche entusiasmo per le piccole cose: per le trasformazioni di ogni giorno che, impercettibili, mutano le persone e l’ambiente tutt’intorno.
L’atto di incorniciare tutto questo Dario maglionico lo chiama Reificazione.

Dario Maglionico, Reificazione #22, oil on canvas, 110 x 160 cm, 2017

ma anche entusiasmo per le piccole cose per le trasformazioni di ogni giorno che impercettibili mutano le persone e lambiente tuttintorno

MAGLIONICO8

E’ il dietro le quinte dei personaggi che interpretiamo quando varchiamo la soglia e usciamo in un ambito sociale.
E’ il camerino dove si mostrano i veri difetti e pregi delle persone, dove si sente il tempo passare mentre la mente rimugina.

è il dietro le quinte dei personaggi che interpretiamo quando varchiamo la soglia e usciamo in ambito sociale

è il camerino dove si mostrano i veri difetti e pregi delle persone, dove si sente il tempo passare mentre la mente rimugina

Qui non c’è il surreale, c’è solo la magia di vedere spianate tutte le possibilità percorribili e immaginabili all’interno di un piccolo spazio, la pacifica ribellione nei propri confini, al sicuro da tutti, tranne che da se stessi e dalle proprie intenzioni.

Qui non c'è il surreale, c'è solo la magia di vedere spianate tutte le possibilità percorribili e immaginabili all'interno di un piccolo spazio

la pacifica ribellione nei propri confini, al sicuro da tutti, tranne che da se stessi e dalle proprie intenzioni

Anche il tempo si ferma a contemplare e a domandarsi cosa sia effettivamente il presente, il futuro e il passato e ammira tutte queste persone che non se lo stanno chiedendo. Persone minuscole che si perdono in piccoli problemi e preoccupazioni, come se contassero qualcosa.

Anche il tempo si ferma a contemplare e a domandarsi cosa sia effettivamente il presente, il futuro e il passato e ammira tutte queste persone che non se lo stanno chiedendo

Persone minuscole che si perdono in piccoli problemi e preoccupazioni, come se contassero qualcosa.

All’interno dell’arte di Jeremy Miranda e di Dario Maglionico si dispiega il potenziale cosmico della Monade di Leibniz dei paesaggi che abbiamo dentro di noi e degli elementi che costruiscono le case, della velocità a cui crescono le piante, e della lentezza dei nostri pensieri. Abbiamo dentro di noi il potenziale dell’universo.

Fatemi sapere se questo articolo vi è piaciuto e di quali altri artisti poco conosciuti vorreste sentir parlare.

Ci vediamo al prossimo artista!

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Artisti a confronto: Xue Jiye VS Beksinski

I miei video!

“Moloch che è penetrato presto nella mia anima!
Moloch nel quale sono coscienza senza corpo!
Moloch che mi ha terrorizzato via dalla mia estasi naturale!
Moloch che io abbandono!
Svegliati Moloch! Luce che urla dal cielo!”

“Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Dopo aver parlato dei muscoli e dell’individualità dell’arte di Egon Schiele, oggi parliamo di esoscheletri e di masse sociali mettendo a confronto ben due artisti poco conosciuti.
Sono due artisti molto differenti come personalità e insieme si intrecciano a rappresentare gli aspetti più contorti della condizione umana.
Uno di questi è il mio artista preferito fra i meno conosciuti, nato a Dalian in Cina nel 1965, un artista dall’estetica raffinata, ma controversa; l’altro invece è un artista polacco nato nel 1929 che non rientra particolarmente nelle mie corde, ma mi avete chiesto in così tanti di parlarne che non avrei mai potuto dire di no.
Ed ecco dunque il confronto fra Xue Jiye e Zdislaw Beksinski.

Dai formicai di uomini di Xue Jiye trapela il sudore della fatica e del lavoro degli uomini.

Dai formicai di uomini di Xue Jiye trapela il sudore della fatica e del lavoro degli uomini. Masse che man mano che sollevano, martellano e costruiscono diventano sempre più insignificanti rispetto alle proprie creazioni, perdendo l’occhio oltre il cielo, mentre le torri di Babele crescono e crescono.

Masse che man mano che sollevano, martellano e costruiscono diventano sempre più insignificanti rispetto alle proprie creazioni

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perdendo l'occhio oltre il cielo, mentre le torri di Babele crescono e crescono

Le facce degli uomini di Xue Jiye sono tutte uguali, tutte annebbiate dalla loro nuvola di taylorismo scellerato.

Le facce degli uomini di Xue Jiye sono tutte uguali, tutte annebbiate dalla loro nuvola di taylorismo scellerato.

Muscoli dalla potenza insostenibile e menti che non sentono più niente se non un irrefrenabile istinto di porre fine a tutto nei momenti di pausa, momenti in cui i lembi di pelle implorano di essere strappati alla schiavitù, a questa vita da robot.

Xue Jiye (12)

Poi, quando la costruzione lo richiede si torna al lavoro, e ci si ricompone per rientrare nella massa, per ritornare ingranaggio.

Poi, quando la costruzione lo richiede si torna al lavoro, e ci si ricompone per rientrare nella massa, per ritornare ingranaggio.

Xue Jiye (19)

Si ammucchiano, sgomitano per starci tutti, ma se un uomo muore non importa, verrà presto sostituito, perché la loro catena di montaggio ha un fine più alto.

Si ammucchiano, sgomitano per starci tutti, ma se un uomo muore non importa,

Costruire, sempre e comunque costruire.

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Scavare e abbattere finché tutto non li schiaccia per diventare, poco a poco, parte stessa dei muri di terra rossa.

Xue Jiye painter

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Passano gli anni, i secoli, i millenni.

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Ci ritroviamo ora fra antri angusti e palazzi che si ergono su fondamenta fatte di ossa e sangue: ci ritroviamo catapultati da Beksinski in una leggenda dell’orrore, sperduta nella sabbia.

Ciò che lui ci mostra è il mondo di una mente senza speranza: la sua.
Una mente che è rimasta in coma dopo un serio incidente, che vomita nella pittura l’inferno che ha vissuto.

Colori di gelo, come la sua fredda campagna polacca, di vene e di luce aliena.

Ciò che ci mostra è la società di Xue Jiye arrivata al declino. Una società dove i palazzi sono fatti di quegli stessi uomini formica i quali, dopo tutti questi millenni, sostengono ancora le strutture che stavano costruendo, perfino dopo la morte.

Ciò che ci mostra è la società di Xue Jiye arrivata al declino. Una società dove i palazzi sono fatti di quegli stessi uomini formica

I volti sparsi nel nulla sono mutilati, senza respiro.
Beksinski ci mostra la desolazione di ciò che non è più un uomo. Un uomo che si è annullato così tanto, che nel momento dell’apocalisse si ritrova a regredire a una forma ancora più ancestrale delle scimmie, una forma più simile a uno xenomorfo che a una figura terrestre.

Sono guardiani del nulla, reduci da un mondo fondato sulla massa, ben lontani dal ritrovare una qualche individualità.

Sono guardiani del nulla, reduci da un mondo fondato sulla massa, ben lontani dal ritrovare una qualche iindividualità.

L’horror vacui è un elemento dominante nelle sue immagini che rinfaccia a chi respira ancora la sublime colpa di questo impero di edifici.

L'horror vacui è un elemento dominante nelle sue immagini che rinfaccia a chi respira ancora la sublime colpa di questo impero di edifici
Zdzislaw_Beksinski_63_1024x768.jpg

La fame, la siccità, e la mente sprecata di quelli che erano uomini aleggiano come delle anime in pena alla ricerca di qualcuno che le salvi.

La fame, la siccità, e la mente sprecata di quelli che erano uomini aleggiano come delle anime in pena alla ricerca di qualcuno che le salvi.jpg

Beksinski ci mostra l’alba di un mondo senza luce, dettato dagli ultimi spiragli dell’elettricità, per entrare in una nuova era: l’era della fine della vita sulla Terra.

per entrare in una nuova era. L'era della fine della vita sulla Terra

Nell’osservare i formicai ancora vivi di Xue Jiye, e poi le ragnatele di scheletri di Beksinski, ci domandiamo cosa abbia spinto tanto in là il mondo o meglio
“Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha spaccato il cranio e ha mangiato i loro cervelli e la loro immaginazione?”

Nell'osservare i formicai ancora vivi di Xue Jiye, e poi le ragnatele di scheletri di Beksinski, ci domandiamo cosa abbia spinto tanto in là il mondo o meglio

quale sfinge di cemento e alluminio gli ha spaccato il cranio e ha mangiato i loro cervelli e la loro immaginazione la risposta è nell'urlo di allen ginsberg

La risposta è nell'”Urlo” di Allen Ginsberg:
“Moloch nel quale sediamo solitari, Il Moloch solitudine, sporco e bruttezza

Il Moloch nel quale sediamo solitari, Il Moloch solitudine, sporco e bruttezza

Moloch il grande giudicatore di uomini!

Moloch il grande giudicatore di uomini

Moloch il carcere incomprensibile! Moloch prigione senz’anima ossa in croce e Congresso di dolori!

Moloch il carcere incomprensibile Moloch prigione senz'anima ossa in croce e Congresso di dolori.jpg

Moloch i cui edifici sono sentenze!
Moloch la vasta pietra della guerra!
Moloch.”

moloch i cui edifici sono sentenze, moloch la vasta pietra della guerra

Un luogo dove ci si nutre di sofferenza, Dove viene evocato il decadimento del corpo, la fragilità della carne e al contempo, nonostante tutto, la continua lotta a non rimanere schiacciati dalle proprie creazioni, la lotta alla sopravvivenza.

Un luogo dove ci si nutre di sofferenza, Dove viene evocato il decadimento del corpo, la fragilità della carne e al contempo

nonostante tutto, la continua lotta a non rimanere schiacciati dalle proprie creazioni, la lotta alla sopravvivenza.

Se volete approfondire l’arte di questi due pittori, vi lascio il link per saperne di più su Xue Jiye, il link per acquistare il libro sulle opere di Beksinski e il link per acquistare il libro “Urlo e Kaddish” di Allen Ginsberg!

Ricordatevi di condividere questo articolo se vi è piaciuto e se volete sentirmi parlare di uno o più pittori in particolare scrivetemelo nei commenti.

Ci vediamo al prossimo artista!

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