I miei Design, I miei video!, Magliette dipinte a mano

Il mio nuovo NEGOZIO ONLINE!

Aryzona si espande su Spreadshirt!  ⇛ IL MIO SHOP
Proprio così: l’attività che sto portando avanti su questo blog e sul mio canale youtube, grazie a design dipinti a mano e video sull’arte e sul cinema, ora usufruisce pure di uno SHOP VIRTUALE su Spreadshirt, dove poter acquistare con facilità e immediatezza magliette, tazze, STAMPE e cover con i MIEI DESIGN!
E ho pure un’altra buona notizia: dato che queste sono le due settimane di inaugurazione dello Shop c’è pure il 15% di SCONTO su TUTTI I PRODOTTI (chiamiamoli “Saldi di Halloween”).
Ma cosa sto qui a scrivere? C’è già questo video dove ve lo spiego con un bel raffreddore!

Allora, vi ho convinti a fare un giretto nel mio negozietto? E se l’avete già fatto me lo merito un *patpat*?? Ah e cosa importante: fatemi sapere con un commento se avete dei suggerimenti su quali soggetti inserire nei prossimi design, che siano essi personaggi di letteratura o cultura geek, animali, o altro!
(Lo so, lo so, non vendono ancora i biscottini su Spreadshirt, ma vedrò di convincere lo staff di questa aggiunta strategica…
“Passa per il mio Shop… Abbiamo i biscottini.”)

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Magliette dipinte a mano

Il Ramen di Dalì

 

Immergiti nel tepore del brodo scaldato da un’alba di tuorli;

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(di Vladimir Kush)

Cedi alla tentazione dei zoccoli su un letto di sabbia e alga nori e di una croccante struttura errante;

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“La Tentazione di Sant’Antonio” di Dalì

Assapora la scioglievolezza degli orologi e il persistente gusto della memoria;

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“La persistenza della memoria” di Dalì

Fatti sorprendere dal retrogusto della nascita di un uomo nuovo;

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“Bambino geopolitico osservante la nascita di un uomo nuovo” di Dalì

E presta attenzione ai pizzichi di spezie e alla romantica decorazione di una rosa meditativa su un mare di eccentrici ingredienti;

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“Rosa Meditativa” di Dalì

Gustati il Surreale Ramen di Dalì e la realtà non sarà più la stessa!

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Contenuto originale: Aryzona®;
Nome T-shirt: “Il Ramen di Dalì”;
Pittura utilizzata (resistente al lavaggio): Setacolor opaque black;
Tessuto maglietta: cotone;

(Se anche tu vuoi una T-shirt con questo disegno (o se vuoi un ordine personalizzato) contattami in privato sui social o manda una mail a derizzo.arianna@gmail.com)

(Ora disponibile anche QUI su selz.com a 3,50 euro! QUI trovi l’articolo a riguardo.)

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Maglietta dipinta a mano

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I miei video!

L’Arte di Egon Schiele

“Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.”
(George Bernard Shaw)
“L’arte ci consente di trovare noi stessi e di perdere noi stessi nello stesso momento.”
(Thomas Merton)
“L’arte deve confortare il disturbato e disturbare il comodo.”
(Banksy)

“Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Oggi ho scelto di rivelarvi il mio artista preferito in assoluto: un espressionista austriaco nato nel 1890, pupillo di Klimt, dalla vita breve e malinconica riempita tutta con l’intensità e la passione per l’arte: Egon Schiele.

Il primo impatto che si ha con le figure muscoli e ossa di Egon Schiele è una sensazione di disagio, di sinistra inquietudine che ci mostra come il viaggio nell’anatomia dei suoi quadri potrà cambiarci e potrà cambiare l’esperienza che abbiamo di noi stessi.

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Proprio per questo Schiele non è per tutti.
E’ l’incontro perfetto fra psicologia e pittura, lo scontro con dei traumi della propria personalità che magari non si vogliono accettare o che non si conoscevano nemmeno.

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E’ un’esperienza inusuale questa perché lo stesso viaggio che fa lo spettatore, l’ha fatto e continuerà a farlo lo stesso Egon Schiele attraverso le sue pennellate.

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Siamo di fronte alla fusione fra arte e persona, fra un lato della medaglia che dipinge l’altro e viceversa. Egon Schiele è un artista che si costruisce man mano che l’opera prende vita.
Ed è così che la tela prende il posto dello specchio.

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Di fronte ad essa non possiamo che rabbrividire, incuriosirci, spaventarci, meravigliarci, di tutto ciò che non sapevamo di essere.

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Dentro le opere di Schiele c’è lo spettro stesso della esistenza umana, della sessualità, promiscua o repressa che sia.
E’ l’esperienza di un corpo da percorrere in ogni senso.

Dentro le opere di Schiele

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Ma la cosa che più sorprende dei soggetti di Schiele è il modo in cui li dipinge.
Dall’anatomia bislacca e bizzarra, che sembra sottintendere una lotta interiore che si riflette sul corpo. Un’anatomia apparentemente impossibile, tutta contorta, in posizioni scomode e circondate da un aura di deperimento meccanico.

L’aggressiva spigolosità dei movimenti si contrappone ai costanti vuoti che Egon lascia lì, abbandonati a loro stessi, come le costanti mancanze che avvertiamo nel nostro profondo.

Mancanze che Schiele rende finalmente visibili, proprio come la pelle dalle molteplici impronte.
Essa è sporcata dai tocchi, dalle  ferite, e dalle avventure che si accumulano giorno dopo giorno nelle nostre vite.
Impronte invisibili nella realtà degli altri, ma vivissime dentro di noi.

Impronte che per Egon rappresentavano una vita composta di traumi e tristezza, ma che riflettevano anche l’anima della Secessione Viennese, una possibilità per gli artisti, di un’arte che rappresentasse l’epoca, travolta dal tumulto dei cambiamenti.

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Ed è proprio grazie a queste impronte che i personaggi di Schiele sono così attaccati alla vita, sempre sull’orlo di una nevrosi, sempre alla ricerca di un nuovo baratro al quale sfuggire, a una nuova mente affollata da svuotare.
I quadri di Schiele sono lo sguardo oltre l’apparenza di tutti i giorni.

i personaggi di Schiele sono così attaccati alla vita, sempre sull'orlo di una nevrosi,

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I soggetti di Schiele non hanno occhi, ma sono Occhi. Sono sguardi nostalgici e melanconici che si lanciano oltre la finestra della propria percezione, nel vuoto della massa.

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in una società tutta ammucchiata, basata sul confronto e sulle relazioni, Schiele mostra l’altro, colui che si esclude, per mettersi alla sola ricerca di se stesso.

E’ un’isolazione che mette a disagio chi la guarda sebbene colui che la abita si senta a casa.

E' un' isolazione che mette a disagio chi la guarda sebbene colui che la abita si senta a casa.
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Gli occhi sono calmi mentre il corpo scalpita e si contorce, mostrando il potenziale di ogni muscolo, lembo di carne, per ricordarci che vive ancora, che nonostante tutto sente ancora il battito del proprio cuore, e questo è un pensiero incoraggiante.

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Se volete approfondire l’arte di Egon Schiele vi consiglio di acquistare il suo “Diario dal Carcere”, il suo “Ritratto d’artista” e una sua raccolta di disegni e acquerelli.

Ricordatevi di condividere questo articolo se vi è piaciuto, di iscrivervi se non l’avete ancora fatto e se nei prossimi video volete sentirmi parlare di qualche particolare artista scrivetemelo qui sotto in un commento!

Ci vediamo al prossimo artista!

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I miei video!

L’Arte di Alma Tadema

“Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia. Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza.”
(Lorenzo de’ Medici)
“Ragazze di Creta a tempo, danzavano lievi sui piedi attorno all’ara adorna calpestando dolcemente la morbida erba fiorita.”
(dalle “Poesie” di Saffo)

“Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Io sono Ary e dopo aver parlato di qualche artista poco conosciuto, oggi vi parlerò di un artista avvolto dalla cosiddetta “Sindrome dell’Età d’Oro”.
Oggi si parla di bellezza: una bellezza travolgente e calda come l’estate, che porta il nome di un pittore olandese nato nel 1836, e che con la sua arte avrebbe in futuro influenzato la meravigliosa corrente artistica dei Preraffaelliti.
Sto parlando di Lawrence Alma Tadema.

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Lo avvertite questo caldo?
E’ un tepore che cuoce il marmo, che si arrampica sulla pianta di piedi di musa, che rimbalza sul mare calmo, come un ciottolo piatto.

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La sentite sui polpastrelli la seta pregiata sollevata dal vento?
Ne respirate il profumo di spezie e fiori tutt’intorno?

la sentite sui polpastrelli la seta pregiata


Se aguzzate abbastanza lo sguardo vedrete l’estate che si disperde sull’orizzonte, mentre sentimenti “didonici”, la nostalgia di vecchie canzoni, e miti narrati dai cantastorie si fanno spazio nella vostra memoria.

se aguzzate lo sguardo

 

Queste opere parlano, cantano come sirene, incantano lo spettatore che non è più spettatore, ma uno spirito pompeiano che ritorna a passeggiare per le vie greche.

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Basta sporgersi un po’ oltre le mura per poter sentire i popoli suonare e ballare  in virtù dell’abbondanza, a venerare il sole, il mare e la vita.

basta sporgersi un po' oltre le mura

Con queste immagini di luce e colore ci si immerge nella natura attraverso l’essere umano, attraverso gli occhi di una civiltà mai dimenticata.

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Spensieratezza, teatralità, sentimento, indolenza.
Le donne di Alma Tadema sono così: muse con il volto di ninfa e la bocca di un fiore che sboccia ad ogni emozione forte. Ti fanno innamorare e ti commuovono al contempo, perché nel profondo sai che il loro amore, il loro languore, le porterà alla rovina.

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le donne di alma tadema sono così

perchè in fondo lo sai che il loro amore, il loro languore le porterà alla rovina

Lawrence Alma Tadema coglie l’attimo, l’attimo in cui possiamo distinguere la malinconia farsi spazio negli occhi di chi sta soffocando.
E’ una celebrazione dell’estate della vita, ingenua e fragile come i letali petali di rosa di Eliogabalo.

è una celebrazione della vita ingenua e fragile come i petali di rosa di Eliogabalo

E’ un trionfo dei Cerealia che elogiano la mitologia fieri delle stagioni e del passato in cui questi popoli vivono e vivranno, eterei e umani allo stesso tempo.

è un trionfo dei cerealia

passato in cui questi popoli vivranno eterei e umani allo stesso tempo

E’ un sogno d’amore delicato come la pelle di porcellana delle fanciulle alle terme di Caracalla: il sogno di una notte di mezza estate.

The women of Amphissa, by Lawrence Alma-Tadema

Se volete approfondire ulteriormente l’Arte di Lawrence Alma Tadema, vi consiglio di leggervi le poesie di Saffo e i sonetti di Shakespeare e di acquistare il libro “Alma-Tadema e i pittori dell’800 inglese” che viaggia fra i soggetti dell’artista fino ad arrivare ai Preraffaelliti più famosi come Burne-Jones e John William Waterhouse.

Ricordatevi di condividere l’articolo se vi è piaciuto e se volete sentirmi parlare di un particolare artista scrivetemelo in un commento.

Ci vediamo al prossimo artista!

 

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I miei video!

Arte e Propaganda

“Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.”
(Daniel Barenboim)
“I capolavori non sono fatti per sbalordire, sono fatti per persuadere, per convincere, per entrare in noi attraverso i pori.”
(Jean-Dominique Ingres)
“Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.”
(Dal Manifesto del Futurismo di Marinetti)

“Arte e Politica; a immaginarle sembrano l’una l’opposto dell’altra.
L’arte è l’espressione della ribellione, di una libertà oltre il mondo materiale, è caos, è creatività pura e semplice.
La politica invece è ordine, strategia e autorità per guidare le masse.
Due concetti che nella storia si sono forgiati sull’idiosincrasia l’uno per l’altro per esempio con il Dadaismo che ha rifiutato la ragione e che ha stravolto le convenzioni dell’epoca in favore dello scherno, dell’assurdo e della stravaganza oppure con l’Espressionismo che innalza ed esaspera l’emozione e inneggia la ribellione dello spirito contro una realtà di violenza e materia.
Ma sappiamo bene che l’arte non è stata solo questo, proprio perché in costante mutamento, come la politica.
L’arte nel corso della storia s’è sciolta, allungata, s’è fatta geometria, puntino e ad un certo punto s’è fatta faccia della stessa medaglia della politica.
E’ successo infatti, all’inizio del ventesimo secolo qui in Italia, che la sperimentazione avesse trovato il clima ideale per piantare radici ed espandersi sempre di più e sempre in più forme. Cominciò a prospettarsi un clima ideologico e politico fondato sul culto dell’azione, culminante in seguito, come ben sappiamo, con i Fasci di Combattimento di Benito Mussolini, e infine con la Seconda Guerra Mondiale.
Dalla pittura alla scultura, dal teatro all’architettura, ogni forma d’arte subì un’evoluzione esagerata. Si riempì di euforia per il potenziale che rappresentava e stimolata dal futuro che bussava alla porta, prese il passo con l’innovazione attraverso artisti come Balla, Carrà, Boccioni e Marinetti, che videro nel tumulto dell’aggressività e nello sconquassamento delle masse il volto del futuro. Nacque così il Futurismo, e con esso la consapevolezza che un enorme ponte ora si ergeva a unire l’arte e la politica: e questo ponte si chiamava Propaganda.

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Con il Manifesto Futurista si capì infatti che per muovere le masse non bastava più arrivare alla razionalità della gente, ma bisognava scatenare in loro un’emozione.

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Servivano immagini che facessero battere forte il cuore, forte come quando si corre, come quando si va di fretta e si è colmi di adrenalina per saltare sul treno diretto ad un Nuovo Mondo. Un mondo pieno di macchine, di innovazione, d’industria dalla potenza smisurata.

servivano immagini che facessero battere forte il cuore come quando si corre

diretto a un nuovo mondo

un mondo pieno di macchine

Un mondo dove ci sono solo Città che accecano con la propria luce chiunque non sia abbastanza intrepido e coraggioso per il progresso.

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Sono immagini e figure dure quelle dei Futuristi, spigolose, rigide come formazioni da combattimento, colori aggressivi che coinvolgono lo spettatore a vedere il bagliore del futuro e lo entusiasmano di esserne parte.

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Le linee di forza dei quadri, proprio come farà il famoso dito ammonitore del manifesto “Uncle Sam” di James Montgomery Flagg, ti catturano lo sguardo, ti muovono, ipnotizzano e ti fanno capire che sei tu in primo luogo a dover agire, a dover dire a tutti la potenza che il Futurismo rappresenta.

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Ogni quadro, ogni immagine, veicola un semplice messaggio: che lo spettatore ha il mondo in mano, che ha l’orizzonte spalancato dinnanzi ai suoi occhi, che è libero di scegliere di essere un uomo superiore a tutti gli altri, un uomo dai sensi divini, che vede le cose oltre alle cose, come l’onda d’aria di un treno che arriva.

lo spettatore ha il mondo in mano

orizzonte spalancato dinnanzi ai suoi occhi

che vede le cose oltre alle cose, come l'onda d'aria di un treno che arriva

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E’ un uomo al passo con la velocità delle macchine che si nutre di questa convinzione fino a diventare, nella sua testa, una macchina vera e propria, un uomo perfetto.

E grazie a queste immagini, a quel clima di euforia e di sopraffazione, l’emozione divenne la nuova persuasione.

l'emozione divenne la nuova persuasione

Un’adulazione dei caratteri forti, pronti a cambiare il mondo e ad incarnare un nuovo Prometeo, a sfidare i propri limiti fino a sconfiggere Dio.”

ad incarnare un nuovo prometeo

Se volete approfondire ulteriormente il tema dei Futuristi, vi lascio dei link per acquistare dei libri/raccolta su questo movimento artistico:

Vi invito a guardare tutti gli altri video che hanno trattato la politica, l’economia e il potere per il progetto “I Saperi Forti”, e ricordatevi di condividere l’articolo o il video se vi è piaciuto!

Ci vediamo al prossimo articolo!

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TRAILER: L’Arte con semplicità e passione

 

“L’Arte è emozionante ed è struggente;

emozionante e struggente lo è anche ‘L’Abbraccio’ di Egon Schiele:

i corpi degli amanti si avvolgono in lenzuola d’intimità, fondendosi insieme.

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L’Arte è sorprendente ed è confusionaria;

sorprendente e confusionaria come ‘Le Rose di Eliogabalo’ di Alma-Tadema:

qui si è circondati di petali di spensieratezza e bellezza fugace.

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L’Arte è sconvolgente ed è scomoda;

anche ‘Papa Innocenzo X’ di Francis Bacon è sconvolgente ed è scomodo:

lo sentite l’orrore che si dipinge sui vostri volti e che cola mentre l’osservate?

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L’Arte è ciò che rende il nostro il migliore dei mondi possibili;

non la si può evitare, è ovunque e possiede una propria volontà

e io sono qui per parlarvene con semplicità e passione!

Io sono Ary e spero che vorrai iscriverti al mio canale per seguire i miei prossimi video.”

 

Ci vediamo al prossimo articolo!

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L’Arte di Sammy Slabbinck

Ciao a tutti, questa è la trascrizione del video “L’Arte di Sammy Slabbinck” che trovate sul mio canale Youtube!
Vi consiglio di alternare la visione delle opere di questo artista assieme al video ‘Up&Up‘ dei Coldplay e di accompagnare il tutto con le musiche degli M83!

***

“Un bravo artista copia, un grande artista ruba.” (cit. Pablo Picasso)

Ciao a tutti e bentornati sul mio canale!

Io sono Ary e in questa mia prima rubrica voglio approfondire con voi degli artisti di nicchia che ho incontrato su internet e che trovo spettacolari!

Se la scorsa volta vi ho parlato di Jack Vettriano (QUI il video), maestro delle atmosfere noir e della pittura corposa, oggi vi parlo di un maestro di scomposizione, o meglio di ricomposizione della scomposizione: Sammy Slabbinck.
Slabbinck è un artista belga nato nel 1977 e fra le altre cose ha fatto il video in memoriam di Leonard Cohen.
Ciò che mi interessa approfondire però non è chi sia o da dove sia partito, ma cosa sia in grado di fare con la sua immaginazione.
La parola d’ordine di questo artista è remix: tutto è un remix di qualcos’altro, tutto può essere fatto a pezzi e ricostruito, giocato, incastrato come si vuole.

Nelle sue opere Slabbinck rimette in gioco la nostalgia assieme all’aspettativa per il futuro, unisce il mondo in bianco e nero al mondo a colori.

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Ogni cosa è connessa con altro, niente è isolato.
L’ispirazione nelle sue opere non è altro che l’universo nella sua interezza e nei suoi dettagli. Ogni cosa che ci circonda è un pezzetto di un’opera d’arte, il bello sta proprio nello sperimentare tutte le sue possibilità, tutto ciò che si cela fra le righe di una personalità o di un luogo.

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Nelle opere di Slabbinck c’è la Monade di Leibniz, dove ogni cosa, potenzialmente, tiene dentro di sé l’intero universo. Il ruolo di Slabbinck è semplicemente quello di mostrare al mondo il dispiegarsi del potenziale di ogni cosa esistente, compresa l’arte stessa.

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Con Sammy Slabbinck un uomo può visitare un vulcano, giocare a biglie con il sistema solare, scalare una montagna grande come una tazzina da tè.

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Ciò che amo di questo artista è la naturalezza con cui inserisce il quotidiano nell’alienazione. E’ un surrealismo confortevole in cui ci si sente a casa con l’assurdo.

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Nella suoi rizoma si giocano universi, si smontano corpi, si condensa il tempo, si sconvolgono storie.
Tutto si può esplorare, mangiare, indossare, cavalcare.

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Con Sammy Slabbinck tutto diventa possibile.
Perciò, se dovessimo applicare la citazione iniziale di Picasso a Sammy Slabbinck potremmo dire che “un artista non ruba, bensì ricombina.”

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I personaggi delle opere di Slabbinck sono viaggiatori del tempo, comunissime persone degli anni ’50, ’60, ’70 che vengono riportati a nuova vita in questo futuro e che ci dimostrano di avere ancora molto da dire.

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Slabbinck è un dottor Who che sposta il moderno nel vintage e viceversa; è il fautore di un’arte senza tempo e pregna di passato, presente e futuro, che può essere messa in musica con la canzone Up&Up dei Coldplay o mischiata e confusa con l’arte di Mariano Peccinetti, ma in fondo fa tutto parte di una sola grande opera: l’arte del remix.

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Quest’oggi vi consiglio di approfondire l’arte del collage di Sammy Slabbinck attraverso ben tre modi: il primo è di guardare il documentario completo di Kirby Ferguson ‘Everything is a Remix’;
il secondo è di guardarvi tutto il video musicale dei Coldplay ‘Up&Up’;
e il terzo modo, prettamente legato all’artista, è di prendervi il suo libro ‘(Sur)Reality check: Sammy Slabbinck‘.
Come sempre se siamo riusciti a incuriosirvi, complimenti a Sammy Slabbinck e pat pat a me!”

Fatemi sapere di quali artisti vorreste sentir parlare prossimamente, condividete l’articolo se vi è piaciuto e iscrivetevi al mio canale per restare aggiornati sui miei prossimi video!

Ci vediamo al prossimo articolo!

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