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L’Arte di Jacek Yerka

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog, io sono Ary e oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di artisti poco conosciuti, quelle perle luminose che talvolta vengono coperte dalla sabbia del web, e che secondo me meritano di essere riportate alla luce.
Il video di oggi è dedicato a un pittore patafisico, un surrealista polacco nato nel 1952 e influenzato nelle sue creazioni da pittori fiamminghi del calibro di Hieronymus Bosch, Van Eyck e Pieter Bruegel: sto parlando di Jacek Yerka.

Con le opere di Yerka ci ritroviamo all’improvviso esploratori dell’immaginario, turisti di orizzonti onirici, pieni di dettagli stravaganti e di mille ostacoli lungo il percorso; ostacoli che ci vengono posti però non come impedimenti, ma come strumenti per continuare il viaggio, come una forza centripeta che ci risucchia dentro alle forze fisiche della magia.

Con le opere di Yerka ci ritroviamo all'improvviso esploratori dell'immaginario, turisti di orizzonti onirici, pieni di dettagli stravaganti e di mille ostacoli lungo il percorso

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Con Yerka ci sporgiamo e cadiamo nella tana del Bianconiglio, vorticando dentro una storia senza inizio e senza fine, dentro una favola a rovescio che grazie ai suoi toni autunnali, fa fiorire il lato fiammingo di Yerka, e germoglia nel chiaroscuro di una realtà sottosopra.

che grazie ai suoi toni autunnali, fa fiorire il lato fiammingo di Yerka, e germoglia nel chiaroscuro di una realtà sottosopra.
Ed è proprio grazie a queste gradazioni cromatiche, che si carpisce l’essenzialità di questi racconti, che si sviluppano intorno a colori primitivi, quelli della natura nel suo stato più grezzo e puro, della terra, dell’alba e del sottobosco.

che si sviluppano intorno a colori primitivi, quelli della natura nel suo stato più grezzo e puro, della terra, dell'alba e del sottobosco.
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Se ci spingiamo ancora più in là in queste terre, vediamo poi le forme boschiane per eccellenza, grottesche e buffe allo stesso tempo, talvolta metà animale e metà macchina, talvolta parti stesse del mondo che abitano, come guardiani silenti, antichi quanto l’universo.

talvolta metà animale e metà macchina
talvolta parti stesse del mondo che abitano, come guardiani silenti, antichi quanto l'universo
Questi guardiani non sono altro che macchine del tempo che si slanciano nei periodi di maggior sfarzo e di rivoluzioni prima industriali e poi quasi spaziali.

Questi guardiani non sono altro che macchine del tempo

Vediamo l’epoca vittoriana tramutarsi in un’epoca steampunk per poi cambiare ancora ed essere colonizzata dai colossi di “Shadow of the Colossus”.

vediamo l'epoca vittoriana tramutarsi in un'epoca steampunk

Nonostante l’apparente diversità fra gli ingranaggi e le foglie, fra il vapore e l’acqua dei fiumi, in realtà, così come negli immaginari di “Zelda – Breath of the Wild” e dei film di Miyazaki, anche qui la tecnologia e la natura diventano un tutt’uno, due forze che non si contrastano fra loro, ma che anzi emanano forte e chiara l’armonia fra di loro.

anche qui la tecnologia e la natura diventano un tutt'uno, due forze che non si contrastano fra loro, ma che anzi emanano forte e chiara l'armonia fra di loro.
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Ogni elemento è in pace con tutto il resto, e così tutti questi mondi sono collegati gli uni con gli altri, e anche con mondi diversi, attraverso portali come quelli di Jeremy Miranda, che affiorano da sorgenti inaspettate.

Ogni elemento è in pace con tutto il resto, e così tutti questi mondi sono collegati gli uni con gli altri
e anche con mondi diversi, attraverso portali come quelli di Jeremy Miranda, che affiorano da sorgenti inaspettate
L’antico vive nel moderno, e le creature di ogni immaginario esistente coabitano qui, nei quadri di Yerka.
Questo artista è l’architetto di un’enorme realtà patafisica che spazia fra personaggi e paesaggi in stile Studio Ghibli fino ad arrivare a colori ed estetiche che ricordano il Paese delle Meraviglie, tutto accompagnato da una costante trasformazione, da una ricerca senza sosta.

fino ad arrivare a colori ed estetiche che ricordano il Paese delle Meraviglie, tutto accompagnato da una costante trasformazione, da una ricerca senza sosta. 1
Ogni dettaglio ci richiama talmente tanti pensieri da lasciarci con la testa fra le nuvole, e anche in ogni inquadratura apparentemente quotidiana, Yerka inserisce l’elemento della sorpresa in una magia inaspettata, della serendipità nel meravigliarsi in un mondo distratto e frenetico.

e anche in ogni inquadratura apparentemente quotidiana, Yerka inserisce l'elemento della sorpresa in una magia inaspettata, della serendipità nel meravigliarsi in un mondo distratto e f

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Ogni quadro è la fotografia di un tempio che prende posto in una grande favola: ci può essere il tavolo da tè del Cappellaio Matto, oppure la Balena di Sabbia della serie “Children of the whales”, “Il Castello Errante di Howl” di Miyazaki, uno scenario nella mente del dottor Parnassus, o della foresta de “I Fratelli Grimm e l’Incantevole Strega”.

Ogni quadro è la fotografia di un tempio che prende posto in una grande favola ci può essere il tavolo da tè del Cappellaio Matto

uno scenario nella mente del dottor Parnassus, o della foresta dei fratelli Grimm e dell'incantevole strega 1
E’ qui che troviamo favole pittoresche, tradizionali e moderne, che si narrano dall’inizio dei tempi.

Eppure c’è qualcosa che non va, perché questi Templi sono vuoti, disabitati, alcuni perfino spenti da chissà quanto. Non c’è nessun visitatore fisico che presta occhio o orecchio in questi luoghi. Forse perché nessuno crede più nelle favole, forse perché la magia è difficile da trovare se la desideriamo disperatamente.

perché questi Templi sono vuoti, disabitati, alcuni perfino spenti da chissà quanto.
Non c'è nessun visitatore fisico che presta occhio o orecchio in questi luoghi.

Questi Templi rappresentano tutte le favole che si sono perse, le cui speranze però continuano a divampare, e che vagano fra un mondo e un altro perché qualcuno nella propria cameretta da qualche parte, le sta ancora raccontando.

Questi templi rappresentano tutte le favole che si sono perse, le cui speranze però continuano a divampare,
e che vagano fra un mondo e un altro perché qualcuno nella propria cameretta da qualche parte
le sta ancora raccontando.
Se volete approfondire l’arte di Jacek Yerka QUI potete acquistare il libro “The Fantastic Art of Jacek Yerka” e QUI il libro “Mind Fields: The Art of Jacek Yerka, the Fiction of Harlan Ellison”.
Condividete l’articolo per far conoscere questo meraviglioso artista anche ai vostri amici e ricordatevi di commentare qui sotto cosa ne pensate di Yerka e aspetto i vostri suggerimenti su quali artisti poco conosciuti trattare prossimamente qui sul blog e sul canale!
Ci vediamo al prossimo artista!

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L’Arte di Lauren Marx

“Le generazioni future leggeranno degli animali del bosco come dei popoli della Bibbia.”
(Arto Seppälä)
“La Natura: rossa di zanne e d’artigli.”
(Alfred Tennison)
“Mi lascio in eredità alla terra, per rinascere nell’erba che amo, se ancora mi vuoi, cercami sotto la suola delle tue scarpe”
(Walt Whitman)

“Ciao a tutti e bentornati sul mio blog!
Io sono Ary, e in questa mia prima rubrica voglio esplorare con voi degli artisti poco conosciuti che trovo davvero fantastici!
L’artista di cui vi voglio parlare oggi è una portavoce della natura, una evocatrice di totem ancestrali, una dissezionatrice delle viscere della terra e della morte stessa: sto parlando di Lauren Marx.

Nei suoi quadri, Lauren Marx restituisce gli animali alla brutalità del mondo dopo averli strappati alle pagine delle favole.

Sono creature stanche da millenni: stanche di portarsi sulle spalle una morale da dover conferire, stanche dell’uomo e di dover parlare con lui: si sono scrollate di dosso la magia, spogliate di quella falsa pelliccia che le imprigionava nella sottomissione: sono affamate, sono bestie.

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Bestie ormai non più vive, ma nemmeno morte, che crescono e si plasmano da secoli in ossa, corna, peli, piume e viscere.

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Sono creature ancestrali, antiche come il tempo stesso, forgiate dalla fame e dall’odore del sangue.

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Sono le creature degli stemmi del Trono di Spade, unite dalla ferocia e dall’istinto di sopravvivenza. Non c’è paura che il lupo non sappia fiutare, non c’è carne che il leone non voglia sbranare.

Nei quadri di Lauren Marx tutti sono preda della natura: la brutalità della lotta si fonde con la fragilità e la caducità della vita, anche quella del più forte e selvaggio animale.

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Nel cerchio della vita il sacro si unisce al profano, e così ogni osso, occhio, muscolo, artiglio appassisce, marcisce, si decompone e infine rinasce sotto forma di yin e yang, di nuovi simbolismi fatti di carne.

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Con una pennellata, Lauren Marx ci trascina in un viaggio pagano all’interno delle viscere di bestie sacrificali che danzano contorte verso la morte.
I colori scuri, cupi e rupestri come quelli degli antri di una caverna o delle foglie umide trasportate dai ruscelli del bosco risvegliano l’unione di mito e realtà.

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Fra le figure viscerali e esanimi delle bestie, il cielo si riflette ancora nei loro occhi e la terra continua a girare.

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La vita continuerà, trasportando la loro anima altrove, dove potranno vivere e cacciare ancora.”

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Se volete approfondire L’arte di Lauren Marx potete seguire il suo blog laurenmarx.com e acquistare delle sue stampe su society6.

Ricordatevi di condividere l’articolo o il video se vi è piaciuto e se volete sentirmi parlare di un particolare artista scrivetemelo in un commento!

Ci vediamo al prossimo artista!

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Arte e Propaganda

“Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.”
(Daniel Barenboim)
“I capolavori non sono fatti per sbalordire, sono fatti per persuadere, per convincere, per entrare in noi attraverso i pori.”
(Jean-Dominique Ingres)
“Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.”
(Dal Manifesto del Futurismo di Marinetti)

“Arte e Politica; a immaginarle sembrano l’una l’opposto dell’altra.
L’arte è l’espressione della ribellione, di una libertà oltre il mondo materiale, è caos, è creatività pura e semplice.
La politica invece è ordine, strategia e autorità per guidare le masse.
Due concetti che nella storia si sono forgiati sull’idiosincrasia l’uno per l’altro per esempio con il Dadaismo che ha rifiutato la ragione e che ha stravolto le convenzioni dell’epoca in favore dello scherno, dell’assurdo e della stravaganza oppure con l’Espressionismo che innalza ed esaspera l’emozione e inneggia la ribellione dello spirito contro una realtà di violenza e materia.
Ma sappiamo bene che l’arte non è stata solo questo, proprio perché in costante mutamento, come la politica.
L’arte nel corso della storia s’è sciolta, allungata, s’è fatta geometria, puntino e ad un certo punto s’è fatta faccia della stessa medaglia della politica.
E’ successo infatti, all’inizio del ventesimo secolo qui in Italia, che la sperimentazione avesse trovato il clima ideale per piantare radici ed espandersi sempre di più e sempre in più forme. Cominciò a prospettarsi un clima ideologico e politico fondato sul culto dell’azione, culminante in seguito, come ben sappiamo, con i Fasci di Combattimento di Benito Mussolini, e infine con la Seconda Guerra Mondiale.
Dalla pittura alla scultura, dal teatro all’architettura, ogni forma d’arte subì un’evoluzione esagerata. Si riempì di euforia per il potenziale che rappresentava e stimolata dal futuro che bussava alla porta, prese il passo con l’innovazione attraverso artisti come Balla, Carrà, Boccioni e Marinetti, che videro nel tumulto dell’aggressività e nello sconquassamento delle masse il volto del futuro. Nacque così il Futurismo, e con esso la consapevolezza che un enorme ponte ora si ergeva a unire l’arte e la politica: e questo ponte si chiamava Propaganda.

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Con il Manifesto Futurista si capì infatti che per muovere le masse non bastava più arrivare alla razionalità della gente, ma bisognava scatenare in loro un’emozione.

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Servivano immagini che facessero battere forte il cuore, forte come quando si corre, come quando si va di fretta e si è colmi di adrenalina per saltare sul treno diretto ad un Nuovo Mondo. Un mondo pieno di macchine, di innovazione, d’industria dalla potenza smisurata.

servivano immagini che facessero battere forte il cuore come quando si corre

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un mondo pieno di macchine

Un mondo dove ci sono solo Città che accecano con la propria luce chiunque non sia abbastanza intrepido e coraggioso per il progresso.

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Sono immagini e figure dure quelle dei Futuristi, spigolose, rigide come formazioni da combattimento, colori aggressivi che coinvolgono lo spettatore a vedere il bagliore del futuro e lo entusiasmano di esserne parte.

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Le linee di forza dei quadri, proprio come farà il famoso dito ammonitore del manifesto “Uncle Sam” di James Montgomery Flagg, ti catturano lo sguardo, ti muovono, ipnotizzano e ti fanno capire che sei tu in primo luogo a dover agire, a dover dire a tutti la potenza che il Futurismo rappresenta.

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Ogni quadro, ogni immagine, veicola un semplice messaggio: che lo spettatore ha il mondo in mano, che ha l’orizzonte spalancato dinnanzi ai suoi occhi, che è libero di scegliere di essere un uomo superiore a tutti gli altri, un uomo dai sensi divini, che vede le cose oltre alle cose, come l’onda d’aria di un treno che arriva.

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E’ un uomo al passo con la velocità delle macchine che si nutre di questa convinzione fino a diventare, nella sua testa, una macchina vera e propria, un uomo perfetto.

E grazie a queste immagini, a quel clima di euforia e di sopraffazione, l’emozione divenne la nuova persuasione.

l'emozione divenne la nuova persuasione

Un’adulazione dei caratteri forti, pronti a cambiare il mondo e ad incarnare un nuovo Prometeo, a sfidare i propri limiti fino a sconfiggere Dio.”

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Se volete approfondire ulteriormente il tema dei Futuristi, vi lascio dei link per acquistare dei libri/raccolta su questo movimento artistico:

Vi invito a guardare tutti gli altri video che hanno trattato la politica, l’economia e il potere per il progetto “I Saperi Forti”, e ricordatevi di condividere l’articolo o il video se vi è piaciuto!

Ci vediamo al prossimo articolo!

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L’Arte di Hieronymus Bosch

Ciao a tutti, questa è la trascrizione del video “L’Arte di Hieronymus Bosch” che trovate sul mio canale Youtube!
Vi consiglio di accompagnare la visione delle opere di questo artista con una musica rinascimentale, magari anche un po’ cupa e sinistra, ma se volete osare, io trovo che questo artista vada a braccetto con lo stile del ‘Brown Album’ dei Primus!

***

Il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà.
(cit. Paul Valéry)
Il mondo di oggi non ha senso, perché dovrei dipingere quadri che ne hanno?
(cit. Pablo Picasso)
Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia.
(cit. Erasmo da Rotterdam)

“Ciao a tutti e bentornati sul mio canale!
Io sono Ary e quest’oggi dopo avervi parlato di artisti di nicchia quali Kay Nielsen, Jack Vettriano e Sammy Slabbinck, sono qui per parlarvi di un artista molto discusso nell’ambito dell’arte e dell’immaginazione di cui in molti mi avete chiesto di parlare, nonché uno dei miei artisti preferiti: Hieronymus Bosch!
Sappiamo che era olandese, sappiamo che nacque nel 1453 in una famiglia di artisti e sappiamo che la religione fu una parte fondamentale della sua vita.
Un visionario controverso, un pittore satirico, un amante del grottesco; queste definizioni non bastano a capire chi effettivamente Bosch fosse, possiamo solo affidarci alle sue pennellate.

E’ attraverso le sue opere infatti che vediamo la personalità nuda e cruda dell’uomo che era Bosch. Niente è ciò che sembra: non lo è Bosch e non lo sono le sue creazioni, che se da lontano possono sembrare un ordinario dipinto Rinascimentale incentrato sulla propaganda di una certa religione, da vicino sono molto di più.

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Lo sguardo si ipnotizza frammenta e sparpaglia fra tutte le minuscole e preziosissime figure che abitano il chiassoso immaginario di Bosch: formichine, Lilipuziani e mostriciattoli si ammucchiano in un’infinità di popoli in preda alla frenesia di fronte alla vastità del mondo che li circonda.

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Con ‘Il Giudizio Universale’, Bosch condanna la società: una società logora, meschina, orribile; la stessa società che si dimostrò crudele e intollerabile verso la diversità del mostro del dottor Frankenstein, la stessa che nasconde il proprio autoritratto in soffitta per paura di vedervi la propria anima che invecchia e marcisce.

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Nei suoi quadri Bosch rappresenta il mondo con una risata fragorosa.
Che ironia, che buffo: è la società il vero mostro senza anima. E Bosch è il dottor Frankenstein, il pittore del ritratto di Dorian Grey.

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Bosch è l’uomo dietro le quinte che lascia il sipario spalancato per lasciar parlare i suoi prolissi e grotteschi quadri alle generazioni passate, presenti e future.
Provocatrici di sdegni e di emozioni contrastanti, di ribrezzo e di meraviglia, di due facce della stessa medaglia, le opere di Bosch si ribellano ai tabù e sfoggiano ciò che i contemporanei di questo artista preferirebbero tacere.

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Mondi patafisici, dalla piccante ironia, immagini fantasiose ed esagerate.
I colori vivaci e pimpanti fanno capolino nell’oscurità, nell’inquietudine dei luoghi e delle forme mutilate di animali, oggetti, mutanti.

 

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Realtà alternative o forse no?
Qui i Santi si mischiano ai peccatori, La venere di botticelli passeggia con le creature del film ‘Labyrinth’ mentre il quotidiano va a braccetto con l’assurdo.

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Religione ed eresia gridano insieme, una più ridicola dell’altra.
Si tratta di un mondo alla fine, ma anche di un mondo agli albori, è una matrioska di utopie dentro a distopie: un futuro popolato dagli Eloi e dai Morlocchi di Wells: un mondo nuovo.

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Tutto è il mostro di tutto e ogni cosa è lo specchio di molte altre cose.
Queste opere ci dicono più dell’artista di quanto lui stesso avrebbe potuto dirci.
Le sue parole sono state spese tutte lì, fra una pennellata color senape e un buffo omuncolo con la musica scritta sui glutei. Sono queste opere che creano l’artista, più che il contrario.

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Ogni scena è la frammentazione di piccole personalità che si creano costantemente dentro alla mente di Bosch e dentro di noi: dentro di noi c’è quella creatura che ha sempre fame, così fame che si mangerebbe la propria famiglia;

COSì FAME CHE SI MANGIA LA FAMIGLIA

c’è il pesce, che si palesa ogni qual volta ci viene il singhiozzo a forza di aprire le branchie;

PESCE COL SINGHIOZZO

c’è il gufo, che chiede aiuto con lo sguardo perché è a disagio in mezzo alle altre persone;

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c’è la ragazza che è attratta dal ragazzo malvagio.

RAGAZZA INNAMORATA MALVAGIO

Che ci piaccia o no, di fronte al ‘Giudizio Universale’, i nostri occhi e le nostre menti si riconosceranno sempre in ciò che Bosch dipinge.
Ogni dettaglio, ogni minuscolo elemento delle sue opere, che sia della nostra specie o che sia folletto, rospo, o comodino, fa parte della nostra frenetica personalità, della nostra umanità.

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Se volete approfondire ulteriormente l’Arte di Hieronymus Bosch, vi consiglio in primis questo libro/galleria d’arte sull’artista e in secundis il celeberrimo e folle Codex Seraphinianus di Luigi Serafini, maestro della patafisica, che in questo manuale sfoggia creature, sensazioni e storie di tutti i colori, che Bosch avrebbe sicuramente adorato.
Come sempre se siamo riusciti a incuriosirvi complimenti a Geronimo e *pat pat* a me.”

Fatemi sapere di quali artisti vorreste sentir parlare prossimamente, condividete l’articolo se vi è piaciuto e iscrivetevi al mio canale per restare aggiornati sui miei prossimi video!

Ricordatevi sempre di andare là fuori a spargere l’arte!

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TRAILER: L’Arte con semplicità e passione

 

“L’Arte è emozionante ed è struggente;

emozionante e struggente lo è anche ‘L’Abbraccio’ di Egon Schiele:

i corpi degli amanti si avvolgono in lenzuola d’intimità, fondendosi insieme.

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L’Arte è sorprendente ed è confusionaria;

sorprendente e confusionaria come ‘Le Rose di Eliogabalo’ di Alma-Tadema:

qui si è circondati di petali di spensieratezza e bellezza fugace.

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L’Arte è sconvolgente ed è scomoda;

anche ‘Papa Innocenzo X’ di Francis Bacon è sconvolgente ed è scomodo:

lo sentite l’orrore che si dipinge sui vostri volti e che cola mentre l’osservate?

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L’Arte è ciò che rende il nostro il migliore dei mondi possibili;

non la si può evitare, è ovunque e possiede una propria volontà

e io sono qui per parlarvene con semplicità e passione!

Io sono Ary e spero che vorrai iscriverti al mio canale per seguire i miei prossimi video.”

 

Ci vediamo al prossimo articolo!

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L’Arte di Sammy Slabbinck

Ciao a tutti, questa è la trascrizione del video “L’Arte di Sammy Slabbinck” che trovate sul mio canale Youtube!
Vi consiglio di alternare la visione delle opere di questo artista assieme al video ‘Up&Up‘ dei Coldplay e di accompagnare il tutto con le musiche degli M83!

***

“Un bravo artista copia, un grande artista ruba.” (cit. Pablo Picasso)

Ciao a tutti e bentornati sul mio canale!

Io sono Ary e in questa mia prima rubrica voglio approfondire con voi degli artisti di nicchia che ho incontrato su internet e che trovo spettacolari!

Se la scorsa volta vi ho parlato di Jack Vettriano (QUI il video), maestro delle atmosfere noir e della pittura corposa, oggi vi parlo di un maestro di scomposizione, o meglio di ricomposizione della scomposizione: Sammy Slabbinck.
Slabbinck è un artista belga nato nel 1977 e fra le altre cose ha fatto il video in memoriam di Leonard Cohen.
Ciò che mi interessa approfondire però non è chi sia o da dove sia partito, ma cosa sia in grado di fare con la sua immaginazione.
La parola d’ordine di questo artista è remix: tutto è un remix di qualcos’altro, tutto può essere fatto a pezzi e ricostruito, giocato, incastrato come si vuole.

Nelle sue opere Slabbinck rimette in gioco la nostalgia assieme all’aspettativa per il futuro, unisce il mondo in bianco e nero al mondo a colori.

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Ogni cosa è connessa con altro, niente è isolato.
L’ispirazione nelle sue opere non è altro che l’universo nella sua interezza e nei suoi dettagli. Ogni cosa che ci circonda è un pezzetto di un’opera d’arte, il bello sta proprio nello sperimentare tutte le sue possibilità, tutto ciò che si cela fra le righe di una personalità o di un luogo.

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Nelle opere di Slabbinck c’è la Monade di Leibniz, dove ogni cosa, potenzialmente, tiene dentro di sé l’intero universo. Il ruolo di Slabbinck è semplicemente quello di mostrare al mondo il dispiegarsi del potenziale di ogni cosa esistente, compresa l’arte stessa.

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Con Sammy Slabbinck un uomo può visitare un vulcano, giocare a biglie con il sistema solare, scalare una montagna grande come una tazzina da tè.

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Ciò che amo di questo artista è la naturalezza con cui inserisce il quotidiano nell’alienazione. E’ un surrealismo confortevole in cui ci si sente a casa con l’assurdo.

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Nella suoi rizoma si giocano universi, si smontano corpi, si condensa il tempo, si sconvolgono storie.
Tutto si può esplorare, mangiare, indossare, cavalcare.

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Con Sammy Slabbinck tutto diventa possibile.
Perciò, se dovessimo applicare la citazione iniziale di Picasso a Sammy Slabbinck potremmo dire che “un artista non ruba, bensì ricombina.”

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I personaggi delle opere di Slabbinck sono viaggiatori del tempo, comunissime persone degli anni ’50, ’60, ’70 che vengono riportati a nuova vita in questo futuro e che ci dimostrano di avere ancora molto da dire.

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Slabbinck è un dottor Who che sposta il moderno nel vintage e viceversa; è il fautore di un’arte senza tempo e pregna di passato, presente e futuro, che può essere messa in musica con la canzone Up&Up dei Coldplay o mischiata e confusa con l’arte di Mariano Peccinetti, ma in fondo fa tutto parte di una sola grande opera: l’arte del remix.

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Quest’oggi vi consiglio di approfondire l’arte del collage di Sammy Slabbinck attraverso ben tre modi: il primo è di guardare il documentario completo di Kirby Ferguson ‘Everything is a Remix’;
il secondo è di guardarvi tutto il video musicale dei Coldplay ‘Up&Up’;
e il terzo modo, prettamente legato all’artista, è di prendervi il suo libro ‘(Sur)Reality check: Sammy Slabbinck‘.
Come sempre se siamo riusciti a incuriosirvi, complimenti a Sammy Slabbinck e pat pat a me!”

Fatemi sapere di quali artisti vorreste sentir parlare prossimamente, condividete l’articolo se vi è piaciuto e iscrivetevi al mio canale per restare aggiornati sui miei prossimi video!

Ci vediamo al prossimo articolo!

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