L’Arte di Jacek Yerka

I miei video!

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog, io sono Ary e oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di artisti poco conosciuti, quelle perle luminose che talvolta vengono coperte dalla sabbia del web, e che secondo me meritano di essere riportate alla luce.
Il video di oggi è dedicato a un pittore patafisico, un surrealista polacco nato nel 1952 e influenzato nelle sue creazioni da pittori fiamminghi del calibro di Hieronymus Bosch, Van Eyck e Pieter Bruegel: sto parlando di Jacek Yerka.

Con le opere di Yerka ci ritroviamo all’improvviso esploratori dell’immaginario, turisti di orizzonti onirici, pieni di dettagli stravaganti e di mille ostacoli lungo il percorso; ostacoli che ci vengono posti però non come impedimenti, ma come strumenti per continuare il viaggio, come una forza centripeta che ci risucchia dentro alle forze fisiche della magia.

Con le opere di Yerka ci ritroviamo all'improvviso esploratori dell'immaginario, turisti di orizzonti onirici, pieni di dettagli stravaganti e di mille ostacoli lungo il percorso

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Con Yerka ci sporgiamo e cadiamo nella tana del Bianconiglio, vorticando dentro una storia senza inizio e senza fine, dentro una favola a rovescio che grazie ai suoi toni autunnali, fa fiorire il lato fiammingo di Yerka, e germoglia nel chiaroscuro di una realtà sottosopra.

che grazie ai suoi toni autunnali, fa fiorire il lato fiammingo di Yerka, e germoglia nel chiaroscuro di una realtà sottosopra.
Ed è proprio grazie a queste gradazioni cromatiche, che si carpisce l’essenzialità di questi racconti, che si sviluppano intorno a colori primitivi, quelli della natura nel suo stato più grezzo e puro, della terra, dell’alba e del sottobosco.

che si sviluppano intorno a colori primitivi, quelli della natura nel suo stato più grezzo e puro, della terra, dell'alba e del sottobosco.
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Se ci spingiamo ancora più in là in queste terre, vediamo poi le forme boschiane per eccellenza, grottesche e buffe allo stesso tempo, talvolta metà animale e metà macchina, talvolta parti stesse del mondo che abitano, come guardiani silenti, antichi quanto l’universo.

talvolta metà animale e metà macchina
talvolta parti stesse del mondo che abitano, come guardiani silenti, antichi quanto l'universo
Questi guardiani non sono altro che macchine del tempo che si slanciano nei periodi di maggior sfarzo e di rivoluzioni prima industriali e poi quasi spaziali.

Questi guardiani non sono altro che macchine del tempo

Vediamo l’epoca vittoriana tramutarsi in un’epoca steampunk per poi cambiare ancora ed essere colonizzata dai colossi di “Shadow of the Colossus”.

vediamo l'epoca vittoriana tramutarsi in un'epoca steampunk

Nonostante l’apparente diversità fra gli ingranaggi e le foglie, fra il vapore e l’acqua dei fiumi, in realtà, così come negli immaginari di “Zelda – Breath of the Wild” e dei film di Miyazaki, anche qui la tecnologia e la natura diventano un tutt’uno, due forze che non si contrastano fra loro, ma che anzi emanano forte e chiara l’armonia fra di loro.

anche qui la tecnologia e la natura diventano un tutt'uno, due forze che non si contrastano fra loro, ma che anzi emanano forte e chiara l'armonia fra di loro.
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Ogni elemento è in pace con tutto il resto, e così tutti questi mondi sono collegati gli uni con gli altri, e anche con mondi diversi, attraverso portali come quelli di Jeremy Miranda, che affiorano da sorgenti inaspettate.

Ogni elemento è in pace con tutto il resto, e così tutti questi mondi sono collegati gli uni con gli altri
e anche con mondi diversi, attraverso portali come quelli di Jeremy Miranda, che affiorano da sorgenti inaspettate
L’antico vive nel moderno, e le creature di ogni immaginario esistente coabitano qui, nei quadri di Yerka.
Questo artista è l’architetto di un’enorme realtà patafisica che spazia fra personaggi e paesaggi in stile Studio Ghibli fino ad arrivare a colori ed estetiche che ricordano il Paese delle Meraviglie, tutto accompagnato da una costante trasformazione, da una ricerca senza sosta.

fino ad arrivare a colori ed estetiche che ricordano il Paese delle Meraviglie, tutto accompagnato da una costante trasformazione, da una ricerca senza sosta. 1
Ogni dettaglio ci richiama talmente tanti pensieri da lasciarci con la testa fra le nuvole, e anche in ogni inquadratura apparentemente quotidiana, Yerka inserisce l’elemento della sorpresa in una magia inaspettata, della serendipità nel meravigliarsi in un mondo distratto e frenetico.

e anche in ogni inquadratura apparentemente quotidiana, Yerka inserisce l'elemento della sorpresa in una magia inaspettata, della serendipità nel meravigliarsi in un mondo distratto e f

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Ogni quadro è la fotografia di un tempio che prende posto in una grande favola: ci può essere il tavolo da tè del Cappellaio Matto, oppure la Balena di Sabbia della serie “Children of the whales”, “Il Castello Errante di Howl” di Miyazaki, uno scenario nella mente del dottor Parnassus, o della foresta de “I Fratelli Grimm e l’Incantevole Strega”.

Ogni quadro è la fotografia di un tempio che prende posto in una grande favola ci può essere il tavolo da tè del Cappellaio Matto

uno scenario nella mente del dottor Parnassus, o della foresta dei fratelli Grimm e dell'incantevole strega 1
E’ qui che troviamo favole pittoresche, tradizionali e moderne, che si narrano dall’inizio dei tempi.

Eppure c’è qualcosa che non va, perché questi Templi sono vuoti, disabitati, alcuni perfino spenti da chissà quanto. Non c’è nessun visitatore fisico che presta occhio o orecchio in questi luoghi. Forse perché nessuno crede più nelle favole, forse perché la magia è difficile da trovare se la desideriamo disperatamente.

perché questi Templi sono vuoti, disabitati, alcuni perfino spenti da chissà quanto.
Non c'è nessun visitatore fisico che presta occhio o orecchio in questi luoghi.

Questi Templi rappresentano tutte le favole che si sono perse, le cui speranze però continuano a divampare, e che vagano fra un mondo e un altro perché qualcuno nella propria cameretta da qualche parte, le sta ancora raccontando.

Questi templi rappresentano tutte le favole che si sono perse, le cui speranze però continuano a divampare,
e che vagano fra un mondo e un altro perché qualcuno nella propria cameretta da qualche parte
le sta ancora raccontando.
Se volete approfondire l’arte di Jacek Yerka QUI potete acquistare il libro “The Fantastic Art of Jacek Yerka” e QUI il libro “Mind Fields: The Art of Jacek Yerka, the Fiction of Harlan Ellison”.
Condividete l’articolo per far conoscere questo meraviglioso artista anche ai vostri amici e ricordatevi di commentare qui sotto cosa ne pensate di Yerka e aspetto i vostri suggerimenti su quali artisti poco conosciuti trattare prossimamente qui sul blog e sul canale!
Ci vediamo al prossimo artista!

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L’Arte di Hieronymus Bosch

I miei video!

Ciao a tutti, questa è la trascrizione del video “L’Arte di Hieronymus Bosch” che trovate sul mio canale Youtube!
Vi consiglio di accompagnare la visione delle opere di questo artista con una musica rinascimentale, magari anche un po’ cupa e sinistra, ma se volete osare, io trovo che questo artista vada a braccetto con lo stile del ‘Brown Album’ dei Primus!

***

Il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà.
(cit. Paul Valéry)
Il mondo di oggi non ha senso, perché dovrei dipingere quadri che ne hanno?
(cit. Pablo Picasso)
Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia.
(cit. Erasmo da Rotterdam)

“Ciao a tutti e bentornati sul mio canale!
Io sono Ary e quest’oggi dopo avervi parlato di artisti di nicchia quali Kay Nielsen, Jack Vettriano e Sammy Slabbinck, sono qui per parlarvi di un artista molto discusso nell’ambito dell’arte e dell’immaginazione di cui in molti mi avete chiesto di parlare, nonché uno dei miei artisti preferiti: Hieronymus Bosch!
Sappiamo che era olandese, sappiamo che nacque nel 1453 in una famiglia di artisti e sappiamo che la religione fu una parte fondamentale della sua vita.
Un visionario controverso, un pittore satirico, un amante del grottesco; queste definizioni non bastano a capire chi effettivamente Bosch fosse, possiamo solo affidarci alle sue pennellate.

E’ attraverso le sue opere infatti che vediamo la personalità nuda e cruda dell’uomo che era Bosch. Niente è ciò che sembra: non lo è Bosch e non lo sono le sue creazioni, che se da lontano possono sembrare un ordinario dipinto Rinascimentale incentrato sulla propaganda di una certa religione, da vicino sono molto di più.

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Lo sguardo si ipnotizza frammenta e sparpaglia fra tutte le minuscole e preziosissime figure che abitano il chiassoso immaginario di Bosch: formichine, Lilipuziani e mostriciattoli si ammucchiano in un’infinità di popoli in preda alla frenesia di fronte alla vastità del mondo che li circonda.

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Con ‘Il Giudizio Universale’, Bosch condanna la società: una società logora, meschina, orribile; la stessa società che si dimostrò crudele e intollerabile verso la diversità del mostro del dottor Frankenstein, la stessa che nasconde il proprio autoritratto in soffitta per paura di vedervi la propria anima che invecchia e marcisce.

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Nei suoi quadri Bosch rappresenta il mondo con una risata fragorosa.
Che ironia, che buffo: è la società il vero mostro senza anima. E Bosch è il dottor Frankenstein, il pittore del ritratto di Dorian Grey.

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Bosch è l’uomo dietro le quinte che lascia il sipario spalancato per lasciar parlare i suoi prolissi e grotteschi quadri alle generazioni passate, presenti e future.
Provocatrici di sdegni e di emozioni contrastanti, di ribrezzo e di meraviglia, di due facce della stessa medaglia, le opere di Bosch si ribellano ai tabù e sfoggiano ciò che i contemporanei di questo artista preferirebbero tacere.

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Mondi patafisici, dalla piccante ironia, immagini fantasiose ed esagerate.
I colori vivaci e pimpanti fanno capolino nell’oscurità, nell’inquietudine dei luoghi e delle forme mutilate di animali, oggetti, mutanti.

 

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Realtà alternative o forse no?
Qui i Santi si mischiano ai peccatori, La venere di botticelli passeggia con le creature del film ‘Labyrinth’ mentre il quotidiano va a braccetto con l’assurdo.

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Religione ed eresia gridano insieme, una più ridicola dell’altra.
Si tratta di un mondo alla fine, ma anche di un mondo agli albori, è una matrioska di utopie dentro a distopie: un futuro popolato dagli Eloi e dai Morlocchi di Wells: un mondo nuovo.

WELLS ELOI

WELLS MORLOCCHI

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Tutto è il mostro di tutto e ogni cosa è lo specchio di molte altre cose.
Queste opere ci dicono più dell’artista di quanto lui stesso avrebbe potuto dirci.
Le sue parole sono state spese tutte lì, fra una pennellata color senape e un buffo omuncolo con la musica scritta sui glutei. Sono queste opere che creano l’artista, più che il contrario.

OMUNCOLO CON MUSICA SUI GLUTEI

Ogni scena è la frammentazione di piccole personalità che si creano costantemente dentro alla mente di Bosch e dentro di noi: dentro di noi c’è quella creatura che ha sempre fame, così fame che si mangerebbe la propria famiglia;

COSì FAME CHE SI MANGIA LA FAMIGLIA

c’è il pesce, che si palesa ogni qual volta ci viene il singhiozzo a forza di aprire le branchie;

PESCE COL SINGHIOZZO

c’è il gufo, che chiede aiuto con lo sguardo perché è a disagio in mezzo alle altre persone;

GUFO ANTISOCIALE

c’è la ragazza che è attratta dal ragazzo malvagio.

RAGAZZA INNAMORATA MALVAGIO

Che ci piaccia o no, di fronte al ‘Giudizio Universale’, i nostri occhi e le nostre menti si riconosceranno sempre in ciò che Bosch dipinge.
Ogni dettaglio, ogni minuscolo elemento delle sue opere, che sia della nostra specie o che sia folletto, rospo, o comodino, fa parte della nostra frenetica personalità, della nostra umanità.

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Se volete approfondire ulteriormente l’Arte di Hieronymus Bosch, vi consiglio in primis questo libro/galleria d’arte sull’artista e in secundis il celeberrimo e folle Codex Seraphinianus di Luigi Serafini, maestro della patafisica, che in questo manuale sfoggia creature, sensazioni e storie di tutti i colori, che Bosch avrebbe sicuramente adorato.
Come sempre se siamo riusciti a incuriosirvi complimenti a Geronimo e *pat pat* a me.”

Fatemi sapere di quali artisti vorreste sentir parlare prossimamente, condividete l’articolo se vi è piaciuto e iscrivetevi al mio canale per restare aggiornati sui miei prossimi video!

Ricordatevi sempre di andare là fuori a spargere l’arte!

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