I miei Design, I miei video!

IL MIO INKTOBER

Ottobre è giunto al termine e sono lieta di annunciare che contro ogni pronostico sono riuscita a terminare in toto la sfida di #Inktober.
“Hurrààà!”
Inktober è forse la sfida che gli artisti social di tutto il mondo attendono con più timore e determinazione messi insieme, il perché è presto detto: 31 disegni da fare nei 31 giorni di Ottobre, tutti da postare sui propri social (Facebook, Instagram, Twitter) seguendo il tema del giorno scelto da Jake Parker (creatore della sfida).
Non lo nego, è stato un percorso altalenante con giorni pieni di entusiasmo seguiti da giornate prive di ispirazione e magici momenti di influenza, ma l’importante è essere giunti alla fine, e ora quei disegni sono pure in vendita nel mio Shop online su magliette, tazze e stampe!
IL MIO SHOP!
C’è da dire che a differenza dell’anno scorso (quando ho fallito miseramente la sfida di Inktober cedendo al nono giorno) quest’anno mi ero psicologicamente preparata con qualche piccola ma fondamentale strategia che mi permettesse di vivermi serenamente anche le giornate meno produttive: delle chicche che, se vorrete anche voi cimentarvi nella sfida l’anno prossimo, potrebbero risultarvi molto utili, perciò vi consiglio di recuperarvi la mia “SURVIVAL GUIDE di Inktober” su youtube dove parlo anche di alcuni miei disegni:

INKTOBER è un’esperienza creativa che aiuta a temprarsi ed è per questo che la consiglio a chiunque di voi voglia migliorarsi nel proprio percorso, che siate principianti o esimi dottori della scienza illustrativa, perché in fondo in quest’ambito non si smette mai di imparare e studiare… Perciò perché non approfittare di occasioni come questa?
Ecco dunque ciò che sono riuscita a fare nei 31 giorni di Ottobre! E voi? Avete seguito la sfida? Avete sfruttato delle tecniche particolari? In tal caso taggatemi nelle stories di Instagram affinché possa vedere le vostre creazioni!
UN GRANDE *PATPAT* A TUTTI VOI!

happy pat morita GIF

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I miei Design, I miei video!, Magliette dipinte a mano

Il mio nuovo NEGOZIO ONLINE!

Aryzona si espande su Spreadshirt!  ⇛ IL MIO SHOP
Proprio così: l’attività che sto portando avanti su questo blog e sul mio canale youtube, grazie a design dipinti a mano e video sull’arte e sul cinema, ora usufruisce pure di uno SHOP VIRTUALE su Spreadshirt, dove poter acquistare con facilità e immediatezza magliette, tazze, STAMPE e cover con i MIEI DESIGN!
E ho pure un’altra buona notizia: dato che queste sono le due settimane di inaugurazione dello Shop c’è pure il 15% di SCONTO su TUTTI I PRODOTTI (chiamiamoli “Saldi di Halloween”).
Ma cosa sto qui a scrivere? C’è già questo video dove ve lo spiego con un bel raffreddore!

Allora, vi ho convinti a fare un giretto nel mio negozietto? E se l’avete già fatto me lo merito un *patpat*?? Ah e cosa importante: fatemi sapere con un commento se avete dei suggerimenti su quali soggetti inserire nei prossimi design, che siano essi personaggi di letteratura o cultura geek, animali, o altro!
(Lo so, lo so, non vendono ancora i biscottini su Spreadshirt, ma vedrò di convincere lo staff di questa aggiunta strategica…
“Passa per il mio Shop… Abbiamo i biscottini.”)

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I miei video!

Francis Bacon e la sua Prole Mostruosa

Osservare le opere di Francis Bacon è facile finché pensi che si tratti solo di mostri e amore per il macabro, scavare più in profondità nelle sue creazioni tuttavia è un’altra storia: significa entrare in contatto con la morte in modo più intimo di quanto si possa pensare, significa sentire davvero le Urla della Chiesa e dell’umanità che brancola nel buio.

Di artisti all’altezza di Bacon è difficile trovarne, ma i suoi figli, i suoi degni successori dell’epoca contemporanea, sono sparsi ovunque per il cosmo, devoti a usare questo Maestro e a dare un seguito alla sua Nuova Figurazione Inglese, fra metamorfosi e cicatrici, sofferenza e trascendenza.

Per approfondire l’arte di Bacon e della sua Prole ecco dei link che potrebbero interessarti:

“Bacon – la violenza di una rosa”: https://amzn.to/2myaz2r
“Bacon – deep beneath the surfaces of things” (ENG): https://amzn.to/2l0QAZB

“Il Mostro”: il PRIMO NUMERO della rivista di Filosofarsogood 2019: http://bit.ly/fsfsg_set19

Antony Micallef: https://www.instagram.com/antonymical…
Patt Yingcharoen: https://www.instagram.com/patt159/
Joey Unlee: https://www.instagram.com/joeyunlee/
Il libro di David Lynch: https://amzn.to/30MNuqU
Il libro con le creazioni di HR Giger per “Alien”: https://amzn.to/2ATk68d

Non ho Patreon, ma se vuoi contribuire al mio progetto di divulgazione sul canale puoi regalarmi un libro dalla mia Wishlist artistica di Amazon:
https://www.amazon.it/gp/registry/wishlist/24CCS1NLIMZK0/ref=nav_wishlist_lists_3

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I miei video!

Ero Guro: Arte, Erotismo, Orrore

Ciao a tutti ragazzi e bentornati sul mio blog!
Oggi vi illustrerò una corrente che non è molto conosciuta, ma che vanta di includere alcuni degli artisti più suggestivi e dei temi più oscuri e tabù che si possano immaginare: sto parlando della corrente dell’Ero Guro.
Sviluppatosi come movimento artistico negli anni ’20, la peculiarità che rende l’Ero Guro una delle correnti più affascinanti è la combinazione di horror, erotismo e grottesco in un unico mostro che si infila sottopelle e che in silenzio scatena la propria natura su illustrazioni e quadri di sfondo orientale.

juunji ito

suehiro maruoo

Ero Guro infatti deriva dal giapponese “ero guro nansensu”, ovvero erotico e grottesco nonsense: una costante molto amata è la malformazione estrema e surreale, unita ad una vena gore e al contrasto con protagoniste delicate e maliziose, un cibo succulento per ogni creatura degli abissi.

3 ovvero erotico e grottesco nonsense una costante molto amata è la malformazione estrema e surreale

4 unita ad una vena gore e al contrasto con protagoniste delicate e maliziose, un cibo succulento per ogni creatura degli abissi.

junji_ito

Molto importante infatti è la parte erotica e morbosa della corrente che ha origine dalle stampe “Shunga” del periodo Edo, ritraenti la vita del Kotaishi (principe ereditario che si dava ai piaceri erotici nel suo Palazzo di Primavera).

6 ritraenti la vita del kotaishi, principe ereditario che si dava ai piaceri erotici nel suo palazzo di primavera.

L’Ero Guro così non si limita a mostrare il lato sensuale dell’erotismo classico, ma ci svela anche il lato più scabroso o allucinante, quello della decadenza sessuale, della corruzione, e soprattutto della violenza, un tema che in questo caso si ispira soprattutto al confine fra il vero e la finzione tramite i punti di contatto con avvenimenti reali.

7 ma ci svela anche il lato più scabroso o allucinante, quello della decadenza sessuale, della corruzione, e soprattutto

8.1 della violenza, un tema che in questo caso si ispira soprattutto al confine fra il vero e la finzione tramite i punti di contatto con avvenimenti reali.

In quanto movimento chiaramente controverso e inaccettabile venne soppresso durante la seconda guerra mondiale, per poi tuttavia riapparire più forte di prima nella cultura giapponese: proprio come un mostro o un demone, che sconfitto e relegato nel fondo dell’abisso riemerge dall’oscurità con nuove oscenità da mostrare al mondo.

junji ito

Queste nuove oscenità trasmettono la repulsione ed evocano onomatopee viscide e raccapriccianti attraverso i co-protagonisti delle opere, dai rettili dal sangue freddo, agli aracnidi pelosi e velenosi, passando per le reinterpretazioni delle memetiche violenze tentacolari, che compaiono per la prima volta proprio dalle stampe Shunga e che oggi costituiscono la massima moda della cultura hentai, fino ad arrivare a mollicce trasformazioni kafkiane in millepiedi e bruchi, come nell’omonima graphic novel “Il Bruco” di Suehiro Maruo, uno dei luogotenenti di questa corrente artistica.

13 volta proprio dalle stampe shunga e che oggi costituiscono la massima moda della cultura hentai,

14.1 fino ad arrivare a mollicce trasformazioni kafkiane in millepiedi e bruchi,

Suehiro Maruo in ogni sua rappresentazione nasconde in bella vista elementi portanti del folclore giapponese come le daruma doll, le statuine votive portafortuna che vengono sconsacrate dal sangue e che assumono d’un tratto l’aspetto di un ricordo infestante, o gli sporadici elementi che ricordano mostri a noi ben comuni, che si mischiano e diventano parte delle ambientazioni da trincea o militari, attribuendo il significato di violenza presente nell’Ero Guro all’elemento della guerra e dell’orrore.

sssuehiro maruo

17 attribuendo il significato di violenza presente nell'ero guro all'elemento della guerra e dell'orrore.

Suehiro Maruo dunque ci comunica il massacro attraverso il concetto di memoria storica e il protagonista delle sue opere non è tanto la mutilazione fisica quanto quella psicologica, per trasmettere l’elemento dello stress post traumatico.

Le sue rappresentazioni infatti, seppur cruente, paiono spesso velate da uno strato di rappresentazione cinematografica, come se ci fosse un meccanismo di difesa che ci impedisce di guardare oltre per rimanere indenni dall’orrore, come per razionalizzare, stipando tutto ciò che di terribile ci è capitato dietro una pellicola proiettata, dietro a ricordi dei spensierati tempi andati, nei quali la violenza era solo un brutto sogno o una finzione, che si dipingeva di luci e contrasti alla Dario Argento fondendo insieme l’espressionismo e i raggi di una bandiera ormai spenta;

Nonostante ciò però l’inquietudine non se ne vuole andare, sbuca nei posti e nei momenti più imprevisti, e seppure tentiamo di ignorarla, essa tornerà sempre, perché è parte di noi, è il trauma sotto la nostra pelle che ci porteremo dietro per tutta la vita negli abissi del nostro cervello.

25 nonostante ciò però l'inquietudine non se ne vuole andare, sbuca nei posti e nei momenti più imprevisti, e seppure tentiamo di ignorarla

26 essa tornerà sempre, perché è parte di noi, è il trauma sotto la nostra pelle che ci porteremo dietro per tutta la vita negli abissi del nostro cervello.

Questa pellicola, questo Velo di Maya color miele che Suehiro Maruo ci offre come dolce protezione dagli orrori del mondo, Junji Ito invece ce lo strappa dagli occhi.

27 lui gioca col viscido con l'inaspettato e con la paura come un elemento costante della vita umana, che non è mai irrazionale o infondata

Lui gioca col viscido, con l’inaspettato e con la paura come un elemento costante della vita umana, che non è mai irrazionale o infondata. Con lui tutto è possibile: il mondo reale è il mondo degli spiriti mitologici giapponesi, degli yokai come lo Hyakume dai 100 occhi, che incarna l’elemento di disturbo e di frenesia incessante. Ciò che Junji Ito ama più di tutto infatti è portare l’elemento del terrificante letteralmente all’ennesima potenza, moltiplicando arti, occhi, creature, bocche e brividi e riempiendo di oscurità ogni angolo delle illustrazioni per non dare spazio all’umanità, per stroncarla nelle sue emozioni e annichilirla fino a lasciarle solo la possibilità di implodere in un buco nero.

30 ciò che junji ito ama più di tutto infatti è portare l'elemento del terrificante letteralmente all'ennesima potenza, moltiplicando arti, occhi,

junjii ito

32 per stroncarla nelle sue emozioni e annichilirla fino a lasciarle solo la possibilità di implodere in un buco nero.

La mente umana nell’immaginario di Junji Ito prende la forma della realtà che la circonda, di un maelstrom, un pozzo oscuro senza fondo, che ci fa cadere sempre più giù nel gorgo della follia.

junji itoh

Al contrario di Suehiro Maruo, però, per Junji Ito l’insanità mentale non è qualcosa da temere, ma da incoraggiare, in quanto è la chiave per una visione più approfondita delle cose e delle loro potenzialità, per farci far pace con il fatto che prima o poi anche noi diverremo degli yokai, dei mostri, fino a tornare alla terra dalla quale siamo venuti, in un ciclo di morte, putrefazione e rinascita.

34 in quanto è la chiave per una visione più approfondita delle cose e delle loro potenzialità, per farci far pace con il fatto che prima o poi

35 anche noi diverremo degli yokai, dei mostri, fino a tornare alla terra dalla quale siamo venuti, in un ciclo di morte, putrefazione e rinascita.

Per Junji Ito la paura è un’ossessione, che si riflette in una pupilla serrata e che vaga nel bianco e nero delle vignette in cui è intrappolata, cercando un colore che non c’è, impigliata nella desolazione di ombre e luci fioche.

36 per junji ito la paura è un'ossessione, che si riflette in una pupilla serrata e che vaga nel bianco e nero delle vignette in cui è intrappolata

37 cercando un colore che non c'è, impigliata nella desolazione di ombre e luci fioche.

Altro luogotenente di questa corrente è Shintaro Kago, che dal canto suo vive in un mondo a parte, con uno stile ben definito per giocare sul contrasto fra immagini assurde e raccapriccianti e il lato infantile dei colori a matita.

shintaro kagoo

Shintaro Kago proprio come l’Enigmista di “Saw” gioca con i soggetti delle sue opere, relegati ad una prigione che costringe al divertimento, una giostra dell’orrore che confina la mente e il corpo nelle figure di bambini e bambine in balia degli eventi, a sottolineare l’innocenza e l’inermità di fronte allo scempio a cui sono destinati.

L’horror di Shintaro Kago si veste da tendenza, da harajuku girl, da bambina lolita, esponendo l’influenza delle mode giapponesi come parassiti che si insinuano nei cervelli e trasformano la struttura umana di chi apparentemente è più fragile e candido. Il suo è un mondo di caramelle e puzzle di carne, arcobaleni e pericolosi automatismi.

6.1 esponendo l'influenza delle mode giapponesi come parassiti che si insinuano nei cervelli

6.2 e trasformano la struttura umana di chi apparentemente è più fragile e candido.

Takato Yamamoto infine rompe le aspettative e rovescia la medaglia rappresentando l’horror e il grottesco non come qualcosa da cui essere disgustati, ma anzi come raffinatezza elitaria, come una prelibatezza da galateo definita da un’estetica delicata e perfino poetica, dai colori tenui e un tratto fino ed elegante.

L’Ero Guro con lui diviene una favola dei fratelli Grimm, una mitologia che si fonde fra l’oriente e l’occidente, nella quale vediamo un confine sottilissimo fra mostri e santi, e nel quale gli abomini si mostrano come un’arte di pochi eletti, concezione paradossalmente ancor più insopportabile delle esplicite opere degli artisti precedenti.

11 diviene una favola dei fratelli grimm, una mitologia che si fonde fra l'oriente e l'occidente,

takaato yamamoto

13 e nel quale gli abomini si mostrano come un'arte di pochi eletti, concezione paradossalmente ancor più insopportabile delle esplicite opere degli artisti precedenti.

Ognuno di questi artisti porta sul palmo della mano gli occhi, gli organi genitali, il cranio, le viscere, ovvero tutti quei ventri molli che possono potenzialmente covare una progenie del diavolo, ed è proprio questo che affascina e confonde dell’Ero Guro.

14 gli occhi, gli organi genitali, il cranio, le viscere,

Mentre nell’horror occidentale infatti è predominante il terrore di ciò che sta oltre la morte, fra fantasmi che ci perseguitano, scheletri e creature sovrannaturali esterne a noi, con l’Ero Guro il mostro che ci infesta è dentro di noi, è un tarlo che ci mangia da dentro, è una malformazione che ci fa perdere il controllo, è un corpo che ci spaventa poiché il male non è altri che l’uomo stesso!

17 nell'horror occidentale infatti è predominante il terrore di ciò che sta oltre la morte

20 è un tarlo che ci mangia da dentro, è una malformazione

Spero che l’articolo vi sia piaciuto e scrivetemi in un commento se vi ho fatto venire i brividi!
Se poi volete approfondire ancora l’Ero guro vi lascio i link ai libri degli artisti:
QUI la “Kagopedia” di Shintaro Kago;
QUI “Il Bruco” di Suehiro Maruo;
QUI “Brivido: Junji Ito”;
inoltre se volete sentire ulteriormente la pelle d’oca vi consiglio di andare QUI a recuperarvi il mio articolo sul Confronto fra Xue Jiye e Beksinski.
E se non mi seguite ancora su Youtube, cliccate QUI e iscrivetevi per nuovi video sull’arte ogni settimana!
Ci vediamo al prossimo artista!

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Magliette dipinte a mano

Un Natale dipinto a mano!

Il Natale si sta avvicinando (nel caso non te ne sia accorto), e con il Natale sotto l’albero si fa spazio una grande ansia: le candele sono banali dal 2005, le sciarpe ci stanno superando numericamente e i calzini e i bagnoschiuma infiocchettati non fanno che aumentare l’agghiacciante consapevolezza del non sapere cosa regalare!
Scaccia dunque ogni dubbio con uno di questi originali prodotti Aryzona, che proprio per l’occasione sono scontati del 15% fino al 15 dicembre!
Ogni prodotto viene dipinto a mano in 3-5 giorni e questo rende il prodotto non solo di qualità, ma anche unico!
Ordina subito uno o più di questi prodotti scrivendo una mail a derizzo.arianna@gmail.com e cogli quest’occasione per fare un regalo di Natale speciale ad un tuo amico, ad un tuo parente o, semplicemente, A TE STESSO!

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NON è TUTTO NOIA CIòCHE PENSA

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Nome T-shirt: “Non è tutto noia ciò che pensa”;
Pittura utilizzata (resistente al lavaggio): Setacolor opaque black;
Tessuto maglietta: cotone;
***
Se questo motto vi rammenta una figura losca con orecchini da pirata e un paio di imponenti baffi, siete sulla strada giusta!
Indossate questo misto di saggezza e impertinenza per sentire sempre con voi la guida vigile e anche un po’ stronza di Rick DuFer, e se qualcuno vi si avvicina dandovi dell’idiota, voi sorridete come solo uno stoico sa fare poiché ognuno è l’idiota di qualcun altro!
Fino al 15 dicembre questo modello di T-shirt è IN OFFERTA a:
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Nome T-shirt: “I Crimini di Grinchelwald”;
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Tessuto maglietta: cotone;
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Che Maligno questo Grinchelwald, sembra quasi che voglia rubarci il Natale!
Ruba i biscotti a Babbo Natale e fa incantesimi con i bastoncini di zucchero… Di sicuro quest’anno finirà sulla lista dei Maghi cattivi!
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ANCHE LE T-SHIRT DEI NATALI PASSATI SONO IN SCONTO!

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Nome T-shirt: “Santa Vader”;
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Per vedere l’articolo di “Santa Vader” clicca QUI.
Nome T-shirt: “Mordor X-mas”;
Pittura utilizzata (resistente al lavaggio): Setacolor opaque white & multicolor;

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Per vedere l’articolo di “Mordor X-mas” clicca QUI.

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E Buon Natale!

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I miei video!

L’Arte di Jacek Yerka

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog, io sono Ary e oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di artisti poco conosciuti, quelle perle luminose che talvolta vengono coperte dalla sabbia del web, e che secondo me meritano di essere riportate alla luce.
Il video di oggi è dedicato a un pittore patafisico, un surrealista polacco nato nel 1952 e influenzato nelle sue creazioni da pittori fiamminghi del calibro di Hieronymus Bosch, Van Eyck e Pieter Bruegel: sto parlando di Jacek Yerka.

Con le opere di Yerka ci ritroviamo all’improvviso esploratori dell’immaginario, turisti di orizzonti onirici, pieni di dettagli stravaganti e di mille ostacoli lungo il percorso; ostacoli che ci vengono posti però non come impedimenti, ma come strumenti per continuare il viaggio, come una forza centripeta che ci risucchia dentro alle forze fisiche della magia.

Con le opere di Yerka ci ritroviamo all'improvviso esploratori dell'immaginario, turisti di orizzonti onirici, pieni di dettagli stravaganti e di mille ostacoli lungo il percorso

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Con Yerka ci sporgiamo e cadiamo nella tana del Bianconiglio, vorticando dentro una storia senza inizio e senza fine, dentro una favola a rovescio che grazie ai suoi toni autunnali, fa fiorire il lato fiammingo di Yerka, e germoglia nel chiaroscuro di una realtà sottosopra.

che grazie ai suoi toni autunnali, fa fiorire il lato fiammingo di Yerka, e germoglia nel chiaroscuro di una realtà sottosopra.
Ed è proprio grazie a queste gradazioni cromatiche, che si carpisce l’essenzialità di questi racconti, che si sviluppano intorno a colori primitivi, quelli della natura nel suo stato più grezzo e puro, della terra, dell’alba e del sottobosco.

che si sviluppano intorno a colori primitivi, quelli della natura nel suo stato più grezzo e puro, della terra, dell'alba e del sottobosco.
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Se ci spingiamo ancora più in là in queste terre, vediamo poi le forme boschiane per eccellenza, grottesche e buffe allo stesso tempo, talvolta metà animale e metà macchina, talvolta parti stesse del mondo che abitano, come guardiani silenti, antichi quanto l’universo.

talvolta metà animale e metà macchina
talvolta parti stesse del mondo che abitano, come guardiani silenti, antichi quanto l'universo
Questi guardiani non sono altro che macchine del tempo che si slanciano nei periodi di maggior sfarzo e di rivoluzioni prima industriali e poi quasi spaziali.

Questi guardiani non sono altro che macchine del tempo

Vediamo l’epoca vittoriana tramutarsi in un’epoca steampunk per poi cambiare ancora ed essere colonizzata dai colossi di “Shadow of the Colossus”.

vediamo l'epoca vittoriana tramutarsi in un'epoca steampunk

Nonostante l’apparente diversità fra gli ingranaggi e le foglie, fra il vapore e l’acqua dei fiumi, in realtà, così come negli immaginari di “Zelda – Breath of the Wild” e dei film di Miyazaki, anche qui la tecnologia e la natura diventano un tutt’uno, due forze che non si contrastano fra loro, ma che anzi emanano forte e chiara l’armonia fra di loro.

anche qui la tecnologia e la natura diventano un tutt'uno, due forze che non si contrastano fra loro, ma che anzi emanano forte e chiara l'armonia fra di loro.
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Ogni elemento è in pace con tutto il resto, e così tutti questi mondi sono collegati gli uni con gli altri, e anche con mondi diversi, attraverso portali come quelli di Jeremy Miranda, che affiorano da sorgenti inaspettate.

Ogni elemento è in pace con tutto il resto, e così tutti questi mondi sono collegati gli uni con gli altri
e anche con mondi diversi, attraverso portali come quelli di Jeremy Miranda, che affiorano da sorgenti inaspettate
L’antico vive nel moderno, e le creature di ogni immaginario esistente coabitano qui, nei quadri di Yerka.
Questo artista è l’architetto di un’enorme realtà patafisica che spazia fra personaggi e paesaggi in stile Studio Ghibli fino ad arrivare a colori ed estetiche che ricordano il Paese delle Meraviglie, tutto accompagnato da una costante trasformazione, da una ricerca senza sosta.

fino ad arrivare a colori ed estetiche che ricordano il Paese delle Meraviglie, tutto accompagnato da una costante trasformazione, da una ricerca senza sosta. 1
Ogni dettaglio ci richiama talmente tanti pensieri da lasciarci con la testa fra le nuvole, e anche in ogni inquadratura apparentemente quotidiana, Yerka inserisce l’elemento della sorpresa in una magia inaspettata, della serendipità nel meravigliarsi in un mondo distratto e frenetico.

e anche in ogni inquadratura apparentemente quotidiana, Yerka inserisce l'elemento della sorpresa in una magia inaspettata, della serendipità nel meravigliarsi in un mondo distratto e f

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Ogni quadro è la fotografia di un tempio che prende posto in una grande favola: ci può essere il tavolo da tè del Cappellaio Matto, oppure la Balena di Sabbia della serie “Children of the whales”, “Il Castello Errante di Howl” di Miyazaki, uno scenario nella mente del dottor Parnassus, o della foresta de “I Fratelli Grimm e l’Incantevole Strega”.

Ogni quadro è la fotografia di un tempio che prende posto in una grande favola ci può essere il tavolo da tè del Cappellaio Matto

uno scenario nella mente del dottor Parnassus, o della foresta dei fratelli Grimm e dell'incantevole strega 1
E’ qui che troviamo favole pittoresche, tradizionali e moderne, che si narrano dall’inizio dei tempi.

Eppure c’è qualcosa che non va, perché questi Templi sono vuoti, disabitati, alcuni perfino spenti da chissà quanto. Non c’è nessun visitatore fisico che presta occhio o orecchio in questi luoghi. Forse perché nessuno crede più nelle favole, forse perché la magia è difficile da trovare se la desideriamo disperatamente.

perché questi Templi sono vuoti, disabitati, alcuni perfino spenti da chissà quanto.
Non c'è nessun visitatore fisico che presta occhio o orecchio in questi luoghi.

Questi Templi rappresentano tutte le favole che si sono perse, le cui speranze però continuano a divampare, e che vagano fra un mondo e un altro perché qualcuno nella propria cameretta da qualche parte, le sta ancora raccontando.

Questi templi rappresentano tutte le favole che si sono perse, le cui speranze però continuano a divampare,
e che vagano fra un mondo e un altro perché qualcuno nella propria cameretta da qualche parte
le sta ancora raccontando.
Se volete approfondire l’arte di Jacek Yerka QUI potete acquistare il libro “The Fantastic Art of Jacek Yerka” e QUI il libro “Mind Fields: The Art of Jacek Yerka, the Fiction of Harlan Ellison”.
Condividete l’articolo per far conoscere questo meraviglioso artista anche ai vostri amici e ricordatevi di commentare qui sotto cosa ne pensate di Yerka e aspetto i vostri suggerimenti su quali artisti poco conosciuti trattare prossimamente qui sul blog e sul canale!
Ci vediamo al prossimo artista!

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I miei Design

DESIGN: Il Ramen di Dalì

Immergiti nel tepore del brodo scaldato da un’alba di tuorli;
Cedi alla tentazione dei zoccoli su un letto di sabbia e alga nori e di una croccante struttura errante;
Assapora la scioglievolezza degli orologi e il persistente gusto della memoria;
Fatti sorprendere dal retrogusto della nascita di un uomo nuovo;
E presta attenzione ai pizzichi di spezie e alla romantica decorazione di una rosa meditativa su un mare di eccentrici ingredienti;

Gustati il Surreale Ramen di Dalì e la realtà non sarà più la stessa!

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Clicca QUI per scaricare il Design “Il Ramen di Dalì”!
Clicca QUI per vedere tutti i miei Design!

Nel Design puoi ritrovare i riferimenti all’uovo di Vladimir Kush e alla Rosa Meditativa, al Bambino geopolitico osservante la nascita di un uomo nuovo, alla Persistenza della memoria, alla Tentazione di Sant’Antonio di Dalì.

 

dalì's ramen colori watermark

***

Come quelli che ho realizzato in precedenza, questo Design vuole coniugare la creatività e la potenza del marchio in un soggetto unico e originale, unendo la passione e l’entusiasmo per gli ambienti artistici e geek a dei contenuti originali ed esclusivi.
Questo Design non vuole essere solo una concept art, ma soprattutto vuole rappresentare la personalità di chi l’acquista, nonché un incontro fra la modernità del marketing e del brand e la potenza dell’immaginazione stessa:

Il prezzo per il Design è di soli 3,50 euro, e la qualità è garantita.
Ogni vostro acquisto è importantissimo per aiutarmi a realizzare il mio desiderio più grande, ovvero fare della mia arte una professione e quindi produrre sempre più contenuti digitali per su Selz e fatti a mano qui sul mio blog!
Una volta acquistato il Design avrai accesso a questi 3 file (immagini in PNG che saranno privi di watermark):

1_Il Ramen di Dalì in bianco e nero.png
2_Il Ramen di Dalì a colori.png 
3_Il Ramen di Dalì con sfondo ramen bar.png

Una volta scaricati i 3 Design potrete usarli come volete: potrete stamparli come poster per appenderli nella vostra camera, oppure su una maglietta da indossare, o su una tazza da regalare e altro ancora.

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Contenuto originale: Aryzona®
Per acquistare il Design dipinto a mano su maglietta o per ulteriori informazioni scrivimi a derizzo.arianna@gmail.com!

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