I miei Design, Magliette dipinte a mano

La Pop Art nell’occhio!

Con tutto quello che accade nello spazio ci si aspetta di vedere qualsiasi cosa fra le stelle e i meteoriti… Tranne una lattina caduta nell’occhio della Luna!
Che cosa ci fa una zuppa di pomodoro in un cratere inospitale? E’ ovvio: vuole essere la prima forma d’arte a conquistare il cuore di un grigio corpo extraterrestre – di certo è stato un po’ azzardato come primo contatto… Ma in fondo sappiamo che George Melies apprezza l’invadenza colorata!

“un piccolo passo per una lattina, un grande passo per la Pop Art!”

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Dipingere questa T-shirt mi ha divertito tantissimo e con l’occasione ho potuto rispondere a delle curiosità che spesso mi chiedete riguardo al processo della pittura!
Ecco qui IL VIDEO IN CUI CREO LA MAGLIETTA:

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I miei video!

CinemArte: Terry Gilliam

Ciao a tutti, ragazzi, bentornati sul mio blog e se invece siete nuovi, benvenuti!
Io sono Ary e quello di oggi finalmente è un articolo (e script di QUESTO mio video) che apre una rubrica sul cinema, e in particolare sui miei registi preferiti in ambito estetico e artistico: e con chi cominciare se non con colui che ha dato vita alle risate dei Monty Python e che oggi dopo 25 anni ci ha portato il Don Chisciotte sullo schermo?

Sì, sto parlando di Terry Gilliam!

1 colui che ha dato vita alle risate dei Monty Python2 oggi dopo 25 anni ci ha portato il Don Chisciotte sullo schermo

Un Incantatore che veicola lo sguardo, un Visionario dell’Etereo Decadentismo dell’Immaginario che inserisce nella pomposità e nella permalosità delle epoche sfarzose l’elemento di disturbo, ovvero soggetti grezzi, rustici, villani e volgari che danno adito alla vergogna e la esaltano fino al ridicolo.

3 Un incantatore che veicola lo sguardo, un visionario dell'Etereo Decadentismo dell'Immaginario4 che inserisce nella pomposità e nella permalosia delle Epoche sfarzose l'elemento di disturbo5 ovvero soggetti grezzi, rustici, villani e volgari che danno adito alla
Le immagini sconsacranti sono ciò che ci fa ridere dell’Arte di Gilliam, poiché ci dà la possibilità di mandare a quel paese i tabù che ogni giorno ci vengono rinfacciati.
Gilliam questi tabù li schiaccia con un piede gigante.

5.1 vergogna e la esaltano fino al ridicolo. Le immagini sconsacranti sono ciò che ci fa ridere dell'arte di Gilliam6 poiché ci dà la possibilità di mandare a quel paese i tabù che ogni giorno ci vengono rinfacciati

Allo stesso modo la bellezza con questo regista non sta più sulla superficie della pelle, ma si riconosce nell’estetica non convenzionale, sghemba, che si esprime con figure verso le quali siamo attirati non per i lineamenti piacevoli, ma per la scintilla di follia che sta sotto, per l’eccessiva umanità che sta in quegli occhi.

7 ma si riconosce nell'estetica non convenzionale, sghemba8Estetica non convenzionale, sghemba, che si esprime con figure verso le quali siamo attirati non per i lineamenti piacevoli, ma per la scintilla di follia che sta sotto10 per l'eccessiva umanità che sta in quegli occhi.

Ogni personaggio che ci presenta Gilliam è vissuto, il suo apice è passato, e ora sta trovando il suo posto in un mondo che l’ha dimenticato.

11 Ogni personaggio che ci presenta Gilliam è vissuto, il suo apice è passato12 e ora sta trovando il suo posto in un mondo che l'ha dimenticato
Anche le figure giovani sono ormai disilluse, già cresciute, e si connettono alla nicchia di chi permane invisibile alla società, agli affetti di nanismo, un chiaro riferimento a Jodorowsky e ai gitani, che Gilliam riprende come protagonisti, come i sopravvissuti della modernità, come una tradizione che seppur morente, resiste alla novità, ancorando le radici in un carro mobile.

13 anche le figure giovani sono ormai disilluse, già cresciute,

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15 ai gitani, che Gilliam riprende come protagonisti- come i sopravvissuti della modernità16 come una tradizione che seppur morente, resiste alla novità, ancorando le radici in un carro mobile.

Quella di Gilliam è un’estetica sporcata dalla sabbia e dalla terra, dai guizzi di colore che spiccano all’occhio dello spettatore mentre le scene si riempiono di una strana sensazione morbosa, unita ad una scenografia succulenta.

18 Quella di Gilliam è un'estetica sporcata dalla sabbia e dalla terra, dai guizzi di colore che spiccano all'occhio dello spettatore19e le scene si riempiono di una strana sensazione morbosa, unita ad una scenografia succulenta

Grazie a questi elementi Gilliam gioca con lo spettatore, mischiando vari contrasti, per vedere chi guarda restare perplesso di fronte alle proprie emozioni, di fronte alla convinzione che non tutto ciò che si prova ha una spiegazione razionale o convenzionale.

grazie a 20 questi elementi Gilliam gioca con lo spettatore, mischiando vari contrasti, per vedere chi guarda20 restare perplesso di fronte alle proprie emozioni, di fronte alla convinzione che non tutto ciò che si prova ha una spiegazione razionale o convenzionale.20.1 restare perplesso di fronte alle proprie emozioni, di fronte alla convinzione che non tutto ciò che si prova ha una spiegazione razionale o convenzionale.

E questo è ciò che accade ne “L’uomo che uccise Don Chisciotte”, che ti spiazza e ti fa ridere eccessivamente, mentre al contempo ti imbarazza senza motivo e ti meraviglia con tutti i rimandi alle sue opere precedenti: il Vestito rosso di Valentina e le Carovane di “Parnassus: L’uomo che voleva ingannare il Diavolo”, il Cavaliere Rosso de “La Leggenda del Re Pescatore”, l’improvvisa ironia e rottura della quarta parete dei Monty Python

22 questo è ciò che fa don chisciotte che ti spiazza e ti fa ridere eccessivamente, mentre al contempo ti imbarazza senza motivo

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25 l'improvvisa ironia e rottura della quarta parete dei monty python

e la rottura della quinta, sesta parete, nel metterci dentro prima la rottura del muro fra due mezzi, quello della letteratura e della cinematografia, che diventano una cosa sola, e poi della propria realtà in quanto regista affannato alla ricerca dell’ispirazione: una ricerca che si compie dopo ben 25 anni di riprese e con un bagaglio di sfinitezza.

25.1 e la rottura della quinta, sesta parete, nel metterci dentro prima la rottura del muro fra due mezzi, quello della letteratura e della cinematografia,26 e poi della propria realtà in quanto regista affannato alla ricerca dell'ispirazione...Una27 ricerca che si compie dopo ben 25 anni di riprese e con un bagaglio di sfinitezza.

Allo stesso modo anche in “Parnassus: L’uomo che voleva ingannare il Diavolo” la realtà dietro al film si fa palese aggiungendo ben tre attori a sostituire d’un tratto il ruolo di Heath Ledger.

27.1 aggiungendo ben tre attori a sostituire d'un tratto il ruolo di Heath Ledger. la presenza di questi tre attori ben più famosi di Heath Ledger, fanno paradossalmente

la presenza di questi tre attori ben più famosi di Heath Ledger fanno paradossalmente sentire la sua assenza, un’assenza che è un elefante nella stanza poiché fa svanire la loro fama dietro l’aura di ricordo che Heath si è creato, esponendo il vuoto e la rottura che la sua morte ha portato.

28 fanno paradossalmente sentire la sua assenza,29 un'assenza che è un elefante nella stanza poiché

Il bello della produzione di Gilliam è proprio che non tratta la realtà e l’immaginazione come mondi distinti, ma come un’intersecazione, come una potenzialità per le sue visioni e non come qualcosa da dimenticare per far spazio a fantasie in cui rifugiarsi.

30 Il bello del la produzione di Gilliam è proprio che non tratta la realtà e l'immaginazione come mondi distinti31 ma come un'intersecazione, come una potenzialità per le sue visioni e non come qualcosa da dimenticare per far spazio a fantasie in cui rifugiarsi.luomo-che-uccise-don-chisciotte-659x439

Come nelle illustrazioni di Jacek Yerka, troviamo mondi che si connettono con il passato, o meglio realtà che divengono ciò che sono solo in virtù di ciò che hanno subito e delle trasformazioni dell’umanità che si riflettono sull’ambiente:

34 o meglio, realtà che divengono ciò che sono solo in virtù di ciò che hanno subito,35delle trasformazioni dell'umanità si riflettono sull'ambiente, sporcizia e fogli volatili ovunque

Sporcizia e fogli volatili ovunque, Dadaismo, Tecnologia, per arrivare poi alle sue incredibili animazioni che ci interrompono il flusso di pensieri e ce lo risucchiano in estasi estranianti: narrazioni grottesche e bizzarre di pochi secondi scattosi e frenetici, che con la stop-motion e con il loro trasandato look da collage risultano ancora più esilaranti e sciocche, e dunque geniali, ispirate dalle ricomposizioni di surrealisti come Max Ernst, dalle animazioni di Karel Zeman e dalla morbidezza e fluidità insita nei quadri di Dalì.

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In ogni sua animazione, cortometraggio o pellicola, Gilliam ci inonda con il profumo della Patafisica allo stato più grezzo, ma anche con una profondità devastante che si cela in bella mostra.

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Si parte dalla costante di facce giganti delle figure boschiane,

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per passare alle citazioni artistiche reinterpretate come “La Nascita di Venere” di Botticelli.

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per poi arrivare ai protagonisti delle sue storie: viandanti fisici o mentali alla ricerca di un appagamento, tutti con uno scopo insito dentro di loro, eppure irrisolto e spiegazzato, come un foglietto accartocciato abbandonato in un cassetto, su cui sta scritto il senso dell’Universo.

47 viandanti fisici o mentali alla ricerca di un appagamento48 tutti con uno scopo insito dentro di loro eppure irrisolto e spiegazzato,49come un foglietto accartocciato abbandonato in un cassetto, su cui sta scritto il senso dell'universo.

Forse quel foglietto è proprio uno dei fogli volanti e delle cartacce che riempiono le inquadrature dei film di Gilliam, che viene calpestato come tutta la spazzatura normale.

50 Forse quel foglietto è proprio uno dei fogli volanti e delle cartacce che riempiono le inquadrature dei film di Gilliam51che viene calpestato come tutta la spazzatura normale.

Nel notare tutti questi aspetti il concetto di collage emerge spontaneo, proprio come nelle animazioni, e ci fa sentire lo stacco fra una ripresa e l’altra volutamente, rivelando che sono esse stesse un insieme caotico di collage, di fantasie insolite e difficili di natura che coronano perfettamente le inquadrature, dalla penombra giallastra all’atmosfera bluastra degli ambienti futuristici, ai volti deformati oppure esaltati dalla terra di siena bruciata, che vogliono farti domandare se sia un cerone palesemente teatrale oppure l’euforia del personaggio che prende posto sulla pelle e si mostra in tutta la sua trasparenza.

53rivelando che sono esse stesse un'insieme caotico di collage, di fantasie insolite e difficili di natura54che coronano perfettamente le inquadrature, dalla penombra giallastra,55all'atmosfera bluastra degli ambienti futuristici,55AIVO~1

Particolarmente interessante e quasi un suo stampo di fabbrica è la sua scelta di applicare alla scenografia delle piastrelle a scacchi, per velatamente ricordarti che si sta giocando al gioco preferito del Diavolo poiché ogni film di Gilliam è una partita a scacchi: si subodora come a volerti ricordare che è tutto un gioco sì, ma un gioco che può avere delle conseguenze devastanti per i soggetti in questione: una partita che provoca e attira consapevolmente il demonio, che rivela l’azzardo e la dipendenza dal rischio per ritrovarsi faccia a faccia con qualcosa di maligno da scacciare, per scendere a patti, per toccare il fondo fino a vendere l’anima, per poi risalire strategicamente, riuscire a salvarsi e perché no, fare uno scacco matto.

56Particolarmente interessante e quasi un suo stampo di fabbrica è la sua scelta di applicare alla scenografia delle piastrelle a scacchi57 per velatamente ricordarti che si sta giocando al gioco preferito del diavolo poiché ogni film di gilliam è una partita a scacchi58si subodora come a volerti ricordare che è tutto un gioco sì, ma un gioco che può avere delle conseguenze devastanti per i soggetti in questione59una partita che provoca e attira consapevolmente il demonio,che rivela l'azzardo e la dipendenza dal rischio60per ritrovarsi faccia a faccia con qualcosa di maligno da scacciare,61 per scendere a patti, per toccare il fondo fino a vendere l'anima,63per poi risalire strategicamente, riuscire a salvarsi e perché no, fare uno scacco matto.

La catastrofe nei film di Gilliam diventa un’emozione, quella sensazione di quando ti senti cadere dalle nuvole quando credevi che tutto stesse andando bene: è una tragedia che ti legge, è solo una storia sullo schermo.
Eppure ti pare la fine del mondo.

64quella sensazione di quando ti senti cadere dalle nuvole quando credevi che tutto stesse andando bene65è una tragedia che ti legge, è solo una storia sullo schermo… Eppure ti pare la fine del mondoMatt Damon - Lena Headey

Poi tutto si risolleva in un modo o nell’altro, per olistico intervento, e tu torni a ridere pensando a quanto sei stato sciocco e drammatico nel tuo giudizio.
Ma dopotutto non è esattamente questo che accade in ogni nostra vita?

66 Poi, tutto si risolleva in un modo o nell'altro, per olistico intervento,68 Ma dopotutto non è esattamente questo che accade in ogni nostra vita

Grazie per aver letto il mio articolo, ci tenevo a scriverlo specialmente dopo aver visto “L’uomo che uccise Don Chisciotte”, che vi consiglio davvero davvero caldamente di guardare in quanto è un film letterario nel vero senso della parola, e il finale taglia la tela, ma non solo quella del cinema, anche quella del libro del Don Chisciotte e quella di tutta l’arte.
Il film poi è piaciuto così tanto a me e Rick che abbiamo anche fatto un video recensione sul suo canale, potete recuperarlo QUI.
QUI potete acquistare un libro per approfondire l’Arte di Terry Gilliam e inoltre vi consiglio di andare a guardarvi il videotributo del canale di Jeremy Mullins al Cinema di Terry Gilliam!
Fatemi sapere sotto al MIO VIDEO qual è il vostro film preferito di Terry Gilliam, il mio è sicuramente “Parnassus: L’uomo che voleva ingannare il Diavolo”!
Questo era il primo articolo sull’Arte del cinema e noi ci vediamo al prossimo regista!

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Magliette dipinte a mano

Il Ramen di Dalì

 

Immergiti nel tepore del brodo scaldato da un’alba di tuorli;

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(di Vladimir Kush)

Cedi alla tentazione dei zoccoli su un letto di sabbia e alga nori e di una croccante struttura errante;

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“La Tentazione di Sant’Antonio” di Dalì

Assapora la scioglievolezza degli orologi e il persistente gusto della memoria;

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“La persistenza della memoria” di Dalì

Fatti sorprendere dal retrogusto della nascita di un uomo nuovo;

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“Bambino geopolitico osservante la nascita di un uomo nuovo” di Dalì

E presta attenzione ai pizzichi di spezie e alla romantica decorazione di una rosa meditativa su un mare di eccentrici ingredienti;

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“Rosa Meditativa” di Dalì

Gustati il Surreale Ramen di Dalì e la realtà non sarà più la stessa!

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Contenuto originale: Aryzona®;
Nome T-shirt: “Il Ramen di Dalì”;
Pittura utilizzata (resistente al lavaggio): Setacolor opaque black;
Tessuto maglietta: cotone;

(Se anche tu vuoi una T-shirt con questo disegno (o se vuoi un ordine personalizzato) contattami in privato sui social o manda una mail a derizzo.arianna@gmail.com)

(Ora disponibile anche QUI su selz.com a 3,50 euro! QUI trovi l’articolo a riguardo.)

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Maglietta dipinta a mano

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Magliette dipinte a mano

Bojack Horseman – WHISKEY

Perché ho scelto di dipingere quel farabutto di Bojack Horseman? Perché indossarlo?
Capita a tutti, almeno una volta nella vita, di sentirsi inondati da un vuoto esistenziale, quel tipo di vuoto che ti porta a odiare te stesso al punto da volerti riempire di Whiskey tutta la notte piuttosto che fermarti a ragionare un momento su come migliorare la tua vita.
Per fortuna questi momenti passano, e per esorcizzare il loro ritorno c’è qui l’Odiatore e Pessimista per eccellenza.
Bojack non solo si dispera al posto tuo, ma sfoga anche la negatività e la misantropia per te.
Con questa T-shirt riuscirai a sostenere conversazioni idiote, pranzi e cene coi parenti, discussioni superficiali nonché le classiche domande sulla tua vita, sul tuo lavoro, sui tuoi studi: Bojack è il catalizzatore di bastardaggine che fa per te, lascia che sia lui a insultare tutti e tu a divertirti a degustare alcolici.

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Nome T-shirt: “Bojack Horseman – WHISKEY”
Colore: Setacolor opaque white
Tessuto: cotone

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Magliette dipinte a mano

Summer is coming

Perché ho scelto di dipingere il famoso Metalupo della Casata Stark che arranca nell’afa estiva? Perché indossarlo?
La nuova stagione del “Trono di Spade” si avvicina assieme ad un caldo sempre più disarmante.
Potreste desiderare di scappare tra i Bruti o i Guardiani della Notte pur di stare al fresco, o di farvi accoltellare da un Estraneo per diventare un ghiacciolo, ma alla fine l’unica cosa di cui avete veramente bisogno è un adorabile e micidiale Metalupo che vi accompagni a combattere il caldo da vero Condottiero.
L’estate sta arrivando e il legittimo Re del Nord deve essere preparato a tutto: anche a portare questa maglietta in un assolato campo di battaglia!
Perché si sa che al Gioco del Trono si vince o si muore di caldo.

E questo è per chi non vuole comprare la maglietta:

 

Nome T-shirt: “Summer is coming”
Colore: Setacolor opaque black
Tessuto: cotone

(nella foto: Io)
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Magliette dipinte a mano

Existence is PAIN

Perché ho scelto di dipingere un Mr Miguardi in preda alla disperazione esistenziale? Perché indossarlo?
Quando l’entropia ti prende per il verso sbagliato e la vita ti scombussola i piani, c’è un amico blu sempre pronto a condividere le frustrazioni con te.
E’ soffice, gaio, sopporta bene le vessazioni, è sempre pronto a darti dei consigli giusti pur di morire e dissolversi nel nulla ed è GRATIS! Un vero affarone, signore e signori del Multiverso!
Ci sono ovviamente delle controindicazioni come per esempio il fatto che *cough cough* potrebbe ucciderti *cough cough blargh* UN VERO AFFARONE STAVO DICENDO!
Adotta anche tu un Mr Miguardi e quando lo indossi lascia da parte i problemi più seri!

Nome: “Existence is PAIN
Colore: Setacolor opaque black, red and cobalt blue
Tessuto: cotone

(nella foto: Io)
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Magliette dipinte a mano

The Whale and the Bowl

Perché ho scelto di dipingere un vaso di fiori e una balena in caduta libera? Perché indossarli?
Se vi sembra improbabile circolare per la città indossando una simile maglietta, provate a viaggiare sul pianeta di Sgrupf, dove è all’ordine del giorno osservare ornitorinchi commercialisti che si occupano della contabilità degli oceani terrestri (e guardate che il Pacifico evade un sacco!). Se vi sembra ancora più improbabile che un vaso di fiori possa avere pensieri, questo è perché non avete mai parlato con un prato di petunie, talmente petulante da rendere quasi sopportabile la signora Wilma, quella che dal parrucchiere si siede accanto a voi mentre vi fate i bigodini.
Indossare questa maglietta significa:
1) essere protetti contro qualsiasi Vogon che abbia deciso di intrattenervi con la lettura di una sua poesia;
2) evitare che vostra mamma si trasformi in un tostapane (per la terza volta!);
3) fare un giro gratuito sulla Cuore D’Oro e col suo motore a improbabilità.
L’unica risposta possibile e improbabile resta comunque 42.

Nome: “The Whale and the Bowl

Fonte dell’immagine: “Guida galattica per autostoppisti”
Colore: Setacolor opaque white
Tessuto: cotone

(nella foto: Io)
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