Magliette dipinte a mano

Jack & Sally

Perché ho scelto di dipingere la dolce e magica accoppiata di Jack e Sally di “Nightmare before Christmas”? Perché indossarla?
Dopo Romeo e Giulietta l’amore ha preso il sopravvento su ogni cosa fino a diventare una routine al quanto noiosa, fatta di cuoricini, di principesse bellissime che si innamorano di principi “virili” e poco più.
Ebbene, ecco a voi un amore diverso: un amore fatto di zucche, di spaventi, di stramberie e dell’accoppiata più improbabile che ci sia, Jack & Sally: lei, dolce e affezionata, malinconica, impacciata, ricucita dalla testa ai piedi e lui, il Re di Halloween, spavaldo e carismatico, pensieroso e “teschioso”!
Con Jack e Sally potrete conquistare il mondo con l’amore più strano, unico e romantico che ci sia, un amore che si innalza su una collina arricciata a guardare la Luna.

Le T-shirt sono state create sotto commissione!
Nome coppia T-shirt: “Jack & Sally”
Colore: Setacolor opaque white
Tessuto: cotone

(per ordinare la tua t-shirt, per una t-shirt personalizzata, o per ulteriori informazioni scrivimi all’e-mail: derizzo.arianna@gmail.com)

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L’Arte di Lauren Marx

“Le generazioni future leggeranno degli animali del bosco come dei popoli della Bibbia.”
(Arto Seppälä)
“La Natura: rossa di zanne e d’artigli.”
(Alfred Tennison)
“Mi lascio in eredità alla terra, per rinascere nell’erba che amo, se ancora mi vuoi, cercami sotto la suola delle tue scarpe”
(Walt Whitman)

“Ciao a tutti e bentornati sul mio blog!
Io sono Ary, e in questa mia prima rubrica voglio esplorare con voi degli artisti poco conosciuti che trovo davvero fantastici!
L’artista di cui vi voglio parlare oggi è una portavoce della natura, una evocatrice di totem ancestrali, una dissezionatrice delle viscere della terra e della morte stessa: sto parlando di Lauren Marx.

Nei suoi quadri, Lauren Marx restituisce gli animali alla brutalità del mondo dopo averli strappati alle pagine delle favole.

Sono creature stanche da millenni: stanche di portarsi sulle spalle una morale da dover conferire, stanche dell’uomo e di dover parlare con lui: si sono scrollate di dosso la magia, spogliate di quella falsa pelliccia che le imprigionava nella sottomissione: sono affamate, sono bestie.

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Bestie ormai non più vive, ma nemmeno morte, che crescono e si plasmano da secoli in ossa, corna, peli, piume e viscere.

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Sono creature ancestrali, antiche come il tempo stesso, forgiate dalla fame e dall’odore del sangue.

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Sono le creature degli stemmi del Trono di Spade, unite dalla ferocia e dall’istinto di sopravvivenza. Non c’è paura che il lupo non sappia fiutare, non c’è carne che il leone non voglia sbranare.

Nei quadri di Lauren Marx tutti sono preda della natura: la brutalità della lotta si fonde con la fragilità e la caducità della vita, anche quella del più forte e selvaggio animale.

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Nel cerchio della vita il sacro si unisce al profano, e così ogni osso, occhio, muscolo, artiglio appassisce, marcisce, si decompone e infine rinasce sotto forma di yin e yang, di nuovi simbolismi fatti di carne.

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Con una pennellata, Lauren Marx ci trascina in un viaggio pagano all’interno delle viscere di bestie sacrificali che danzano contorte verso la morte.
I colori scuri, cupi e rupestri come quelli degli antri di una caverna o delle foglie umide trasportate dai ruscelli del bosco risvegliano l’unione di mito e realtà.

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Fra le figure viscerali e esanimi delle bestie, il cielo si riflette ancora nei loro occhi e la terra continua a girare.

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La vita continuerà, trasportando la loro anima altrove, dove potranno vivere e cacciare ancora.”

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Se volete approfondire L’arte di Lauren Marx potete seguire il suo blog laurenmarx.com e acquistare delle sue stampe su society6.

Ricordatevi di condividere l’articolo o il video se vi è piaciuto e se volete sentirmi parlare di un particolare artista scrivetemelo in un commento!

Ci vediamo al prossimo artista!

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Arte e Propaganda

“Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.”
(Daniel Barenboim)
“I capolavori non sono fatti per sbalordire, sono fatti per persuadere, per convincere, per entrare in noi attraverso i pori.”
(Jean-Dominique Ingres)
“Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.”
(Dal Manifesto del Futurismo di Marinetti)

“Arte e Politica; a immaginarle sembrano l’una l’opposto dell’altra.
L’arte è l’espressione della ribellione, di una libertà oltre il mondo materiale, è caos, è creatività pura e semplice.
La politica invece è ordine, strategia e autorità per guidare le masse.
Due concetti che nella storia si sono forgiati sull’idiosincrasia l’uno per l’altro per esempio con il Dadaismo che ha rifiutato la ragione e che ha stravolto le convenzioni dell’epoca in favore dello scherno, dell’assurdo e della stravaganza oppure con l’Espressionismo che innalza ed esaspera l’emozione e inneggia la ribellione dello spirito contro una realtà di violenza e materia.
Ma sappiamo bene che l’arte non è stata solo questo, proprio perché in costante mutamento, come la politica.
L’arte nel corso della storia s’è sciolta, allungata, s’è fatta geometria, puntino e ad un certo punto s’è fatta faccia della stessa medaglia della politica.
E’ successo infatti, all’inizio del ventesimo secolo qui in Italia, che la sperimentazione avesse trovato il clima ideale per piantare radici ed espandersi sempre di più e sempre in più forme. Cominciò a prospettarsi un clima ideologico e politico fondato sul culto dell’azione, culminante in seguito, come ben sappiamo, con i Fasci di Combattimento di Benito Mussolini, e infine con la Seconda Guerra Mondiale.
Dalla pittura alla scultura, dal teatro all’architettura, ogni forma d’arte subì un’evoluzione esagerata. Si riempì di euforia per il potenziale che rappresentava e stimolata dal futuro che bussava alla porta, prese il passo con l’innovazione attraverso artisti come Balla, Carrà, Boccioni e Marinetti, che videro nel tumulto dell’aggressività e nello sconquassamento delle masse il volto del futuro. Nacque così il Futurismo, e con esso la consapevolezza che un enorme ponte ora si ergeva a unire l’arte e la politica: e questo ponte si chiamava Propaganda.

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Con il Manifesto Futurista si capì infatti che per muovere le masse non bastava più arrivare alla razionalità della gente, ma bisognava scatenare in loro un’emozione.

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Servivano immagini che facessero battere forte il cuore, forte come quando si corre, come quando si va di fretta e si è colmi di adrenalina per saltare sul treno diretto ad un Nuovo Mondo. Un mondo pieno di macchine, di innovazione, d’industria dalla potenza smisurata.

servivano immagini che facessero battere forte il cuore come quando si corre

diretto a un nuovo mondo

un mondo pieno di macchine

Un mondo dove ci sono solo Città che accecano con la propria luce chiunque non sia abbastanza intrepido e coraggioso per il progresso.

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Sono immagini e figure dure quelle dei Futuristi, spigolose, rigide come formazioni da combattimento, colori aggressivi che coinvolgono lo spettatore a vedere il bagliore del futuro e lo entusiasmano di esserne parte.

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Le linee di forza dei quadri, proprio come farà il famoso dito ammonitore del manifesto “Uncle Sam” di James Montgomery Flagg, ti catturano lo sguardo, ti muovono, ipnotizzano e ti fanno capire che sei tu in primo luogo a dover agire, a dover dire a tutti la potenza che il Futurismo rappresenta.

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Ogni quadro, ogni immagine, veicola un semplice messaggio: che lo spettatore ha il mondo in mano, che ha l’orizzonte spalancato dinnanzi ai suoi occhi, che è libero di scegliere di essere un uomo superiore a tutti gli altri, un uomo dai sensi divini, che vede le cose oltre alle cose, come l’onda d’aria di un treno che arriva.

lo spettatore ha il mondo in mano

orizzonte spalancato dinnanzi ai suoi occhi

che vede le cose oltre alle cose, come l'onda d'aria di un treno che arriva

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E’ un uomo al passo con la velocità delle macchine che si nutre di questa convinzione fino a diventare, nella sua testa, una macchina vera e propria, un uomo perfetto.

E grazie a queste immagini, a quel clima di euforia e di sopraffazione, l’emozione divenne la nuova persuasione.

l'emozione divenne la nuova persuasione

Un’adulazione dei caratteri forti, pronti a cambiare il mondo e ad incarnare un nuovo Prometeo, a sfidare i propri limiti fino a sconfiggere Dio.”

ad incarnare un nuovo prometeo

Se volete approfondire ulteriormente il tema dei Futuristi, vi lascio dei link per acquistare dei libri/raccolta su questo movimento artistico:

Vi invito a guardare tutti gli altri video che hanno trattato la politica, l’economia e il potere per il progetto “I Saperi Forti”, e ricordatevi di condividere l’articolo o il video se vi è piaciuto!

Ci vediamo al prossimo articolo!

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